Prima di addentrarci nel contenuto di questa scheda vorrei indicare che oggi esiste ancora un’associazione che si rifà alle teorie che citerò nell’articolo, in particolare su W. Reich.
Su internet trovo https://www.istitutoreich.it/
Sto analizzando i quaderni di Luigi Pericle e trovo questa scheda sulle rune, la numero 3 cita :
Thor, Tat, OD Magnet übertragung : vado a cercare la forza ODICA e trovo :
Forza Odica
La forza Odica (anche detta Od [od], Odyle) è il nome dato a metà del XIX secolo ad una ipotetica energia vitale o forza vitale, dal Barone Karl von Reichenbach, eclettico scienziato tedesco noto per la scoperta di molte sostanze chimiche e di nuovi processi industriali.
Reichenbach stava indagando sul modo in cui il sistema nervoso di persone affette da nevrastenia, sonnambulismo, isteria e fobie fosse influenzato da varie sostanze e dalle fasi lunari. In seguito a ciò, egli fu portato a concepire l’esistenza di una nuova forza affine all’elettricità, magnetismo e calore. Egli ritenne inizialmente che tale forza fosse irradiata da molte sostanze e, in seguito, da tutta la materia in quanto tale, e che l’influenza sul sistema nervoso delle persone è tanto maggiore quanto più queste sono sensibili. Reichenbach la chiamò “forza Odica”.
Grazie alla disponibilità economica e alla influenza acquisite con le scoperte di utilità industriale, Reichenbach dedicò tutto il suo tempo ad indagare con metodo e meticolosità la nuova forza da lui ipotizzata. Dopo moltissimi esperimenti eseguiti con l’aiuto di sensitivi che fungevano da “strumenti di rilevazione”, Reichenbach pubblicò nel 1840 un ponderoso volume in lingua tedesca dal titolo “Physikalisch-physiologische Untersuchungen über die Dynamide des Magnetismus”, successivamente tradotto nel 1851 nell’inglese “Physico-Physiological Researches on the Dynamics of Magnetism, Electricity, Heat, Light, Crystallization, and Chemism, in their Relations to Vital Force”. In questa voluminosa opera, Reichenbach rivela che la forza Odica è visibile da tutte le persone che abbiano un minimo di sensitività, a condizione di essere nella più totale oscurità e dopo almeno una o due ore di adattamento della vista al buio totale.
A tale scopo Reichenbach aveva adattato una stanza del suo castello di Reisenberg a camera oscura, schermandola totalmente dalla luce esterna, e in essa sperimentò a lungo con soggetti ritenuti sensitivi in base a determinate caratteristiche da lui notate. Nella succitata opera Rechenbach afferma che in tali condizioni la forza Odica appare ai soggetti sensibili come una tenue luminosità, un’aura che circonda gli esseri viventi, in ogni parte del corpo ma soprattutto da mani, piedi e testa. Tale luminosità promanerebbe anche dai cristalli, e specialmente dalla loro punta, dalla quale sarebbe emanato una sorta di “pennacchio” simile a quello di una fiamma. Anche i magneti secondo Reichenbach emettono allo stesso modo dai loro poli. Osservando diversi materiali e sostanze chimiche i sensitivi riferirono a Reichenbach che anche questi avevano una loro luminosità caratteristica e davano loro sensazioni peculiari e riconoscibili. Egli ci dice che la forza Odica viene liberata inoltre anche dalle reazioni chimiche di ogni genere, dalla vibrazione acustica e dall’attrito, sempre con le stesse caratteristiche.
Reichenbach riporta di aver così scoperto che la forza Odica è polare, si manifesta cioè in un modo duale, essendo visualizzata e percepita dalle persone abbastanza sensibili con due diverse modalità, le quali danno diverse sensazioni. La prima, definita Od-negativo, appare alla vista di colore blu/violetto e al contatto dà una lieve sensazione di piacevole freschezza che si diffonde nella mano e nel braccio. Essa promana dalla punta dei cristalli, dal polo nord dei magneti, dalla maggior parte delle sostanze acide, da tutti i corpi quando vengono riscaldati, dai corpi in intensa vibrazione acustica, dalla luce solare riflessa (specialmente nella componente blu-violetto), e da tutte le reazioni chimiche. La seconda, definita Od-positivo, appare alla vista di colore rosso/giallo e al contatto dà una lieve sensazione di sgradevole tepore. Questa promana invece dalla base dei cristalli, dal polo sud dei magneti, dalla maggior parte delle sostanze alcaline, dalla luce solare rifratta e da quella lunare (specie nella componente rosso-arancione-giallo), e dalla frizione dei corpi (attrito).
Reichenbach ipotizzava, nella sua opera “Physico-Physiological Researches on the Dynamics of Magnetism, Electricity, Heat, Light, Crystallization, and Chemism, in their Relations to Vital Force”, che di conseguenza anche la respirazione e la digestione generassero forza Odica, in quanto reazioni chimiche. Con molte osservazioni nella camera oscura, egli ne ebbe conferma. Reichenbach era a conoscenza delle tinozze di “acqua magnetizzata” usate da Franz Anton Mesmer nelle sue “sedute terapeutiche”, e da opere dello stesso (Memoires de Mesmer) aveva appreso che si trattava di tini di legno pieni d’acqua, sul cui fondo erano disposti molti strati alternati di varie sostanze putrescibili o comunque reagenti con l’acqua. Questo convinse Reichenbach che in tal modo Mesmer generava in effetti grosse quantità di forza Odica. Dunque, egli si disse, altrettanto avviene nell’intestino crasso, durante la digestione, in aggiunta alle reazioni chimiche della respirazione e di tutto il metabolismo. Così si convinse definitivamente che l’energia Odica osservata dai suoi sensitivi come promanante da tutti gli esseri viventi, detta aura, avesse proprio tale origine.
I fautori della forza Odica dicono che essa è assai simile al concetto orientale di prana e qi. Ma Von Reichenbach non collegò la forza Odica con altre teorie vitalistiche, a parte il citato mesmerismo.
La posizione del mondo scientifico
Il Barone von Reichenbach espose in dettaglio il concetto di forza Odica in un articolo molto lungo, Researches on Magnetism, Electricity, Heat and Light in their Relations to Vital Forces, che inusitatamente comparve in un numero speciale della rispettabile rivista scientifica Annalen der Chemie und Physik.
Era quello un periodo storico denso di nuove scoperte scientifiche, e Reichenbach si aspettava che il suo lavoro sulla ipotetica nuova forza Odica fosse accolto con grande interesse dal mondo scientifico. Invece, probabilmente perché la scienza aveva appena finito di demistificare il mesmerismo, il suo lavoro venne quasi totalmente ignorato, e perfino ne risentì il prestigio personale dello stesso Reichenbach, accumulato con tutte le sue precedenti scoperte chimiche e industriali.
La scienza reagì in tal modo, oltre che per le considerazioni su riportate, anche e soprattutto perché tutto il lavoro di Reichenbach sulla forza Odica non si appoggiava a dati ottenuti con strumenti di rilevazione, anche se innovativi, ma unicamente sulla testimonianza dei sensitivi, per quanto molti di essi appartenessero anche a classi sociali elevate e godessero di pubblica stima.
Ma Reichenbach non si rassegnò mai, e passò gli ultimi anni della sua vita cercando inutilmente di convincere gli scettici, anche attraverso una serie di lettere a giornali e a uomini di scienza, lettere che chiariscono ulteriormente il suo lavoro e le sue ipotesi, e che vennero poi pubblicate nel volume “The Odic Force: Letters on Od and Magnetism”.
La forza Odica fu tirata in ballo per spiegare il fenomeno dell’ipnosi. Nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda fu un fiorire di indagini su questo tema, a seguito della traduzione delle “Researches” di Reichenbach, da parte di un professore di chimica dell’Università di Edimburgo. Queste successive ricerche provarono a dimostrare che molti fenomeni Odici erano della stessa natura di quelli descritti da Franz Mesmer, e perfino ancor prima da Emanuel Swedenborg.
Principali opere di Reichenbach sulla forza Odica
Karl von Reichenbach – Physico-Physiological Researches on the Dynamics of Magnetism, Electricity, Heat, Light, Crystallization, and Chemism in Their Relation to Vital Force. – Kessinger Publishing Co (31 Jul 2006) – ISBN 1428647783 – ISBN 978-1428647787
Karl von Reichenbach – Researches on Magnetism, Electricity, Heat and Light in their Relations to Vital Forces – Annalen der Chemie und Physik.
Karl von Reichenbach – The Odic Force: Letters on Od and Magnetism. Traslation by O’Byrne – Book Tree, US (1 Jan 2000) – ISBN 1585090018 – ISBN 978-1585090013
Karl von Reichenbach – Lettere sull’OD e il magnetismo., incluso in L’Energia Odica., Traduzione di M.Vecchi – OmPhi Labs (dicembre 2013) – ISBN 978-8890883132
Collegamenti esterni
- Luminous World. Article by Gerry Vassilatos
Reich e l’Orgone
«Orgone» è il termine coniato dal medico e psichiatra austriaco Wilhelm Reich per indicare ciò che, a suo modo di vedere, è la forza cosmica che si pone come unico vero fondamento di tutta la Natura.
In verità innumerevoli furono gli uomini di scienza precedenti a Reich che, nei loro lavori, fecero riferimento al medesimo concetto pur adottando terminologie differenti.
E’ questo il caso (ad esempio) dell’astronomo Keplero il quale elaborò il concetto di «Facultas Formatrix» e del ricercatore tedesco Franz Anton Mesmer che definì «magnetismo animale» il sottile fluido fisico che riempie tutto l’universo collegando ogni elemento.
Più tardi un altro scienziato di nome Reichenbach chiamò questa misteriosa energia «forza Odica» mentre il biologo e filosofo (anche lui tedesco) Hans Adolf Driesch la definì con il termine aristotelico «entelechia» (parola composta da en e telos che significano rispettivamente «dentro» e «scopo», a indicare una sorta di «finalità interiore»).
Comunque sia inizialmente Reich (dal 1922) ebbe modo di imbattersi nella misteriosa energia Orgonica nell’ambito della sua professione psichiatrica. Infatti, il Nostro fu psicoanalista, amico e allievo di Sigmund Freud.
Da ciò è facile attendersi che il punto di partenza delle ricerche di Reich fu il concetto freudiano di «libido» che rappresenta forse la pulsione principale dell’uomo e del regno animale in genere: quella sessuale.
In effetti, il nesso tra energia vitale e sessuale appare chiaro all’osservatore attento. Si noterà, infatti, che in primavera tutta la Natura si risveglia e che il rinnovato vigore per l’attività in genere è accompagnato (nel regno animale) da un maggior desiderio sessuale.
In questo primo periodo di lavoro e ricerca Reich ritenne che l’uomo che presenta un eccesso di energia sessuale repressa può più facilmente sviluppare delle nevrosi. Egli notò che la repressione sessuale causa nell’uomo un’attenuazione del desiderio, un irrigidimento della muscolatura e una respirazione che risulta sovente «trattenuta». Inoltre la tendenza psichica del represso è di evitare inconsciamente tutto ciò che può ristabilire l’elasticità e l’equilibrio perduto.
Reich definì questa condizione «essere corazzati». A suo modo di vedere tale processo d’irrigidimento fisico e psichico porta (con il passare del tempo) verso le nevrosi.
Così Reich vedeva nell’inibizione sessuale attuata dalla società e dalla cultura la causa principale della malattia dell’uomo.
Per una mente flessibile come quella di Reich fu una conseguenza naturale il tentativo di generalizzare e approfondire il concetto di «energia libidica» per estenderlo più in la dello stretto ambito della psichiatria verso i territori della medicina e della biologia.
A tal fine, nell’ambito dei suoi studi sulla natura bioelettrica del piacere e dell’emozione, fece una serie di esperimenti molto interessanti.
In particolare Reich credeva che l’intensa sensazione di piacere provocata da un orgasmo doveva produrre delle cariche elettriche sulla pelle del soggetto.
Con l’ausilio di un galvanometro trovò la conferma sperimentale della sua intuizione. Inoltre scoprì che tutte le sensazioni di piacere provocano un espansione dell’organismo e un conseguente aumento delle cariche elettriche di superficie.
Viceversa episodi psicologicamente spiacevoli provocano una contrazione e un abbassamento (e talvolta «annullamento») delle cariche elettriche sull’epidermide.
Chiamò queste cariche elettriche che interessano la superficie del corpo umano «energia bioelettrica».
Perciò il concetto di «energia libidica» si sviluppò nella nozione più «fisica» e generale di «bioelettricità». Più tardi detta energia sarà ribattezzata «energia orgonica».
In seguito, nell’ambito di alcune ricerche sulla decomposizione di materia organica, notò la formazione di alcune vescicole luminose che si muovevano liberamente.
Queste vescicole luminose, secondo Reich, dovevano essere una sorta di stadio intermedio tra la materia vivente e la non vivente. Le chiamò «Bioni». Queste particelle sarebbero in grado di sopprimere virus e cellule tumorali. (a tal proposito si veda: La scoperta dell’orgone, volume n. II – La biopatia del cancro – 1948)
In seguito ad altri esperimenti Reich si accorse che i Bioni emettevano radiazioni in grado di caricare bioelettricamente oggetti metallici posti nelle loro vicinanze. Questa carica poteva essere agevolmente evidenziata da un elettroscopio.
Pensò che quest’ultima carica fosse della stessa identica natura delle cariche bioelettriche misurate sull’epidermide umana.
Ma non solo… un giorno notò che le foglioline del suo elettroscopio si respingevano sensibilmente se poste nella vicinanza di un paio di guanti di gomma riscaldati dalla luce solare.
Nella mente di Reich l’associazione Luce Solare -> Bioelettricità fu immediata.
Dopo di ciò cercò di schermare queste radiazioni solari realizzando un contenitore metallico adatto allo scopo. Con sua enorme sorpresa scoprì che all’interno del contenitore gli effetti riscontrati all’esterno erano notevolmente aumentati.
Più tardi Reich, prendendo spunto da questa esperienza, realizzerà il così detto «accumulatore di energia orgonica» (ORAC) apparato costituito da una scatola i cui lati presentano strati formati dall’interposizione di materiali metallici e non metallici (organici).
Come si è visto in questo breve escursus l’energia orgonica fu preliminarmente studiata dalle osservazioni del corpo umano. Tuttavia Reich, attraverso osservazioni ed esperimenti, riuscì ad individuarne la sua presunta esistenza anche nel più esteso dominio dell’atmosfera terrestre.Conseguentemente l’ambito di ricerca di Reich finì per valicare i confini della biologia e del regno animale per entrare nel ben più esteso ed universale regno della meteorologia e della fisica dell’atmosfera.
Comunque sia da quanto sino ad ora è stato succintamente rilevato pare che tutta la ricerca di Reich si basi sull’assunto che la misteriosissima energia orgonica possa essere rilevata con un banalissimo elettroscopio. Certamente molti di noi ricordano lo strumento utilizzato sin nelle scuole elementari e il classico esperimento delle bacchette caricate elettrostaticamente.
Dunque possibile che l’energia elettrostatica della fisica classica sia equivalente a quella orgonica?
In verità noi non lo crediamo e certamente nemmeno Reich. E’ possibile, stando alle esperienze di Reich, ch’esso produca degli effetti simili a quelli dell’energia elettrostatica.
L’Orgone ricorda molto da vicino l’Etere di Aristotele, il Prana degli induisti, il Ki (o Qi) della medicina cinese e lo Spirito Universale dei Maghi e degli Alchimisti.
Proprietà dell’Energia Orgonica
1. Non ha massa. L’Energia Orgonica non presenta né inerzia né peso, cioè, è sprovvista di Massa. Questo è uno dei motivi per cui è difficile da misurare con le tecniche convenzionalmente adottate dalla scienza.
2. È presente ovunque. L’Energia Orgonica riempie tutto lo spazio. Non è distribuita in modo omogeneo ma in diversi gradi o concentrazioni (altrimenti dette «cariche»), tuttavia essa non è mai completamente mancante.
È presente anche nel «vuoto», sia all’interno dell’atmosfera terrestre sia nello spazio interstellare.
3. È il mediatore tra i fenomeni gravitazionali e gli elettromagnetici. L’energia orgonica è il substrato fondamentale della maggior parte dei fenomeni naturali. È il “mediatore” nel quale si muove la luce e nel quale i campi elettromagnetici e gravitazionali esercitano la loro forza.
4. È in costante movimento. In particolari condizioni il movimento continuo dell’energia orgonica può essere osservato. L’Orgone presenta almeno due tipi di movimento: a «pulsazione» (con espansioni e contrazioni alternate) e «a flusso» (di solito lungo un tragitto curvilineo).
5. L’Orgone «contraddice» la legge di entropia. L’Energia Orgonica è attratta da alte concentrazioni della stessa energia. A differenza del calore o dell’energia elettrica, che mostrano sempre un flusso che va da un maggiore a un minor potenziale, le correnti di energia orgonica si spostano da aree con potenziale minore verso luoghi con potenziale più elevato.
In effetti, in un sistema termicamente isolato, il calore è spontaneamente perso dagli oggetti più «caldi» e assorbito da quelli più «freddi» fino a che tutto all’interno del sistema presenta la medesima temperatura. Tutto ciò in conformità con la legge di entropia.
Invece i processi che interessano l’Orgone lavorano nella direzione diametralmente opposta.
Tuttavia sarebbe un errore pensare che il flusso di energia orgonica sia solamente l’antitesi della legge di entropia. Infatti, i processi dell’Orgone sono qualitativamente diversi rispetto ai processi entropici.
Quelli orgonici sono processi responsabili della crescita degli esseri viventi, del loro apprendimento, e dell’evoluzione che va dall’elemento più semplice al più complesso.
Nell’ambito dei «non viventi» invece i processi dell’energia orgonica interessano lo sviluppo di nuvole e tempeste nell’atmosfera, e, su scala cosmica, la genesi delle galassie e delle stelle.
Tutto ciò conduce alla successiva proprietà dell’energia orgonica.
6. L’Orgone forma delle unità che sono le sorgenti dell’attività creativa. Come abbiamo visto l’energia Orgonica può essere in materiale vivente o non vivente poiché interessa tutti gli elementi dell’universo.
7. La materia è creata da essa. La materia deriverebbe dalla massa libera dell’energia orgonica. Reich, infatti, riteneva che nel nostro pianeta viene continuamente generata nuova materia contraddicendo il famoso principio del chimico francese Antoine Lavoisier secondo il quale «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma».
8. È responsabile della vita. L’Orgone è l’energia vitale. Possiamo dire che alcune unità di energia orgonica possono sviluppare delle qualità speciali associate alla vita, che è una sorta di «reazione a catena» derivante dal processo creativo.
9. Flussi separati di energia orgonica possono attrarsi vicendevolmente per sovrapporsi. La funzione di sovrapposizione sembra essere la forma fondamentale del processo creativo.
Secondo la teoria nello spazio interstellare possono sovrapporsi due correnti di energia orgonica mostrando la forma di due getti di energia che convergono in una spirale. Questa forma sarebbe chiaramente visibile nelle tipiche «galassie a spirale», ma anche (nell’ambito della nostra atmosfera) nella conformazione di uragani e altre tempeste cicloniche.
Mentre nell’ambito del regno animale l’accoppiamento sembra essere l’espressione principale della funzione di sovrapposizione. In particolare la forza e profondità del sentimento sarebbe proporzionale rispetto all’intensità del flusso di energia orgonica.
10. L’Orgone può essere controllato da particolari dispositivi. Probabilmente il primo apparato conosciuto per concentrare l’energia orgonica fu la così detta «Bacchetta» di Mesmer. In seguito Reich ha sviluppato diversi dispositivi per il controllo dell’energia orgonica.
Il più noto tra questi è l’accumulatore di energia orgonica (ORAC) costituito da una scatola i cui lati presentano strati formati dall’interposizione di materiali metallici e non metallici (organici).
All’interno di questi impianti particolari si hanno elevate concentrazioni di energia orgonica.
Un altro strumento (altrettanto noto) ideato da Reich fu il così detto cloudbuster, ossia un’attrezzatura costituita principalmente da tubi vuoti in parte immersi in acqua in grado di assorbire l’orgone dall’atmosfera per poi scaricarlo nell’acqua o viceversa.
Utilizzato correttamente quest’apparato può provocare notevoli cambiamenti meteorologici.
11. Le Unità Orgone utilizzano un accumulo di energia nel processo creativo. L’energia orgonica sfrutta il potenziale immagazzinato per mantenere o aumentare le proprie dimensioni o forza.
Tutto ciò appare chiaro nel regno animale dove ogni individuo utilizza l’energia chimica degli alimenti per il proprio metabolismo e crescita.
Anche i temporali, che sono anche sistemi di energia orgonica, utilizzano il calore latente di condensazione del vapor acqueo come sorgente di energia immagazzinata.
12. La generazione spontanea e altri processi orgonici possono richiedere un contatto illimitato con i flussi di energia orgonica dell’Universo. Osservando i processi naturali ci si accorge che la vita nasce e si sviluppa continuamente dalla materia non vivente. Probabilmente i processi vitali si sviluppano dal contatto diretto della materia con i flussi di energia orgonica.
A riprova di ciò sperimentalmente si è notato che raramente dei protozoi si sviluppano spontaneamente in miscele che sono state sterilizzate e racchiuse in contenitori sigillati. Per contro esseri unicellulari compaiono regolarmente in queste stesse soluzioni non sigillate.
Esperimento XX
Uno degli esperimenti più indicativi di Reich fu il così detto «Esperimento XX».
Questo esperimento concerne la transazione dalla materia inorganica a quella vivente.
L’esperienza consiste nel prendere della terra e dell’acqua e cuocerle insieme; in seguito mediante filtrazione si produce dell’acqua detta «acqua di bioni».
Questa soluzione viene sterilizzata sotto pressione e conservata in recipienti puliti che, in seguito, vengono congelati.
Scongelando queste soluzioni sterili si possono osservare dei fiocchi di materia che, dopo l’esame al microscopico, mostrano le forme caratteristiche del materiale biologico. Reich dunque ritenne che dal processo di concentrazione energetica emergessero le strutture biologiche tipiche delle forme di vita.
L’esperimento Oranur
Agli inizi del 1951 Reich realizzò un esperimento per dimostrare che l’energia orgonica neutralizza l’energia nucleare. Ottenne un risultato inatteso: costatò che l’energia nucleare è fortemente nociva sull’Orgone.
In particolare dispose un grammo di Radio all’interno di un accumulatore orgonico costituito da venti starti alternati. L’esposizione reiterata dell’elemento radioattivo determinò un aumento pericoloso della radioattività nella zona interessata dall’esperimento.
Dopo questa esperienza fondamentale Reich costatò l’esistenza di una nuova energia che egli chiamò DOR (Deadly Orgone) risultante dall’effetto dell’energia nucleare su quella orgonica.
Tra le altre cose costatò la presenza di questa energia nociva per la vita anche nell’atmosfera terrestre sotto forma di piccole macchie nere. In effetti, l’energia DOR è scura, quasi nera, tossica e senza alcuno splendore in evidente contrasto con l’energia orgonica che invece è brillante e in diretto rapporto con la luce solare.
Esperimenti sul Clima
Molto interessanti furono anche gli esperimenti che Reich condusse nell’ambito della meteorologia con dei dispositivi che egli definì «cloudbuster». Come abbiamo già accennato in precedenza si tratta di semplici tubi metallici immersi parzialmente in acqua grazie ai quali sarebbe possibile sottrarre Orgone dall’atmosfera per poi scaricarlo nel liquido al quale i tubi sono collegati. In pratica, puntando il cloudbuster su una nube temporalesca, è possibile sottrarre da essa energia impedendone il futuro sviluppo di piogge. Viceversa per creare piogge basterebbe puntare il cloudbuster in un punto attorno alla nube in modo da allargarla e potenziarla con nuova energia orgonica.
Naturalmente gli esperimenti meteorologici meriterebbero una trattazione a parte più approfondita.
Effetti dell’accumulatore Orgonico
A quanto sembra l’accumulatore di energia orgonica produce degli effetti profondi sul corpo umano.
Innanzi tutto v’è da rivelare che la temperatura all’interno dell’accumulatore tende a essere leggermente superiore rispetto a quella dell’ambiente circostante.
Naturalmente anche la temperatura del corpo umano tende a salire all’interno della struttura.
Questo è ciò che è stato rilevato da Paul e Jean Ritter nell’ambito di 45 diverse osservazioni su nove soggetti. Gli esperimenti hanno evidenziato un aumento medio della temperatura di 0,48 gradi Celsius in conseguenza di sedute di circa 40 minuti in un accumulatore.
L’aumento della temperatura corporea risulterebbe comprensibile considerando l’aumento di energia orgonica nel corpo trattato. Inoltre questo incremento d’energia sarebbe in grado di apportare dei benefici di natura terapeutica contro il cancro ed altre patologie.
Conclusioni
Il lavoro di Reich offre infiniti nuovi orizzonti di ricerca per chi volesse cimentarsi con buona volontà. La cosa sorprendente è che è possibile eseguire delle piccole sperimentazioni con mezzi estremamente semplici e alla portata di tutti.
Infatti, seguendo la teorica, l’energia orgonica dovrebbe essere qualcosa presente in ogni dove, in qualsiasi processo naturale… un elemento che sta proprio lì ad un passo, sotto il nostro naso, dentro e fuori di noi.
In verità riteniamo che per scorgere questo elemento misterioso occorra una certa «apertura mentale». Infatti, crediamo che il proselitismo cieco porti direttamente verso quella rigidità nevrotica che rilevò lo stesso Reich nei suoi studi sulla psicanalisi.
Tuttavia se è vero che l’energia orgonica è attratta da altra energia dello stesso tipo allora la troverà più facilmente chi la possiede in abbondanza dentro se stesso. D’altronde, come osservava l’alchimista, astrologo e medico svizzero Paracelso nella sua teoria sulle simpatie, «il simile attrae il simile». In questo modo l’uomo Veritiero sarà un attrattore naturale della Verità.
La vita di Wilhelm Reich
Wilhelm Reich nacque il 24 marzo 1897 a Dobrzcynica, nella regione della Galizia appartenente all’Impero Austriaco, primogenito di Leon Reich e Cecilie Roninger, entrambi di origine ebrea.
Subito dopo la nascita di Wilhelm, la famiglia Reich si trasferì nella regione ucraina dell’Austria, precisamente a Jujinetz nella Bucovina, dove il padre, un agiato agricoltore e allevatore di bestiame, divenne proprietario di un vasto appezzamento di terreno.
Reich ebbe un fratello più piccolo di nome Robert che morì di tubercolosi nel 1926 all’età di ventisette anni.
Essendo di famiglia benestante, ricevettero entrambi un’istruzione primaria privata, sostenendo tuttavia gli esami in una scuola pubblica austro-germanica. Reich, anche se di origine ebrea, non ricevette alcuna educazione religiosa ebraica e la sua lingua madre fu il tedesco.
Nel 1910 perse la madre in circostanze davvero drammatiche: Cecile si tolse la vita dopo che il marito seppe di una relazione tra lei e il tutore di Wilhelm, relazione scoperta e rivelata al padre dallo stesso Reich. Quattro anni dopo, nel 1914, Wilhelm perse anche il padre che morì di tubercolosi.
Sempre nello stesso anno, Reich si iscrisse al ginnasio e, oltre a studiare, condusse la fattoria fino al 1915, quando, con l’inizio della prima guerra mondiale, si arruolò come ufficiale nell’esercito austriaco. Al termine del conflitto bellico, Reich si recò a Vienna deciso a continuare gli studi, così, dopo una brevissima esperienza alla facoltà di legge, si indirizzò allo studio della medicina.
Con la guerra la fattoria era andata distrutta ed egli si ritrovò senza alcun patrimonio e senza alcun reddito. Così, con il fratello Robert e un altro studente, prese in affitto un piccolo appartamento vivendo di stenti per un certo periodo, fin quando iniziò a guadagnarsi da vivere impartendo ripetizioni a giovani studenti.
Nel 1919 un amico lo invitò a una conferenza sulla psicoanalisi e Wilhelm rimase così entusiasta da decidere di dedicarsi completamente alla psichiatria. Ebbe un tale slancio che gli fu concesso, di lì a poco, di entrare a far parte della Società Psicoanalitica viennese come studente laureando in medicina.
Sempre nello stesso anno organizzò e divenne direttore del “Seminario di sessuologia” per gli studenti di medicina, nel tentativo di dare corpo a una materia che non trovava una precisa collocazione nell’ambito della preparazione professionale.
Nel 1920 Reich iniziò un training analitico col dott. Paul Federn e scrisse alcuni contributi clinici e teorici, che gli valsero, come detto, l’ingresso nella Società di Psicoanalisi.
Nel 1921 Reich lavorava già come psicoanalista e si sposò con la studentessa Annie Pink, con la quale condivise sia l’interesse per la psicoanalisi sia l’attrazione per il movimento socialista. Wilhelm e Annie ebbero due figlie: Eva e Lore.
Reich si laureò nel 1922 e proseguì la propria formazione in psichiatria per altri due anni. In quel periodo egli scoprì anche la passione per la musica e in particolare per il pianoforte, uno strumento che continuò a suonare per tutta la vita.
Sempre nel 1922, quando fu inaugurata l’attività della Clinica Psicoanalitica di Vienna, Reich divenne assistente clinico di Freud e lavorò al suo fianco sino al 1928, anno in cui assunse l’incarico di direttore della clinica stessa.
Dal 1924 al 1930 ricoprì anche l’incarico di direttore del “Seminario per la Terapia Psicoanalitica” e divenne insegnante nell’Istituto Psicoanalitico di Vienna, dove svolse seminari e conferenze su argomenti di carattere clinico. Ebbe numerosi allievi cui insegnò la pratica psicoanalitica e l’analisi caratteriale da lui stesso elaborata.
Dal 1924, Reich iniziò le ricerche sull’eziologia sociale delle nevrosi e le continuò nei centri di consultazione per l’igiene mentale da lui stesso fondati in alcuni quartieri di Vienna.
Nel 1930 Reich si trasferì a Berlino continuando a insegnare e a tenere conferenze. Si dedicò all’igiene mentale e alla consultazione sessuale nei vari centri medici e nelle organizzazioni culturali, liberali e socialiste, non solo a Berlino ma anche in altre città tedesche.
Nel periodo viennese e berlinese, Reich trovò anche il tempo di dedicarsi all’istruzione sociale e politica dei giovani della classe operaia e degli universitari.
Inoltre, in questo stesso periodo, riuscì a scrivere e a pubblicare dieci libri e diversi articoli scientifici sulla psicoanalisi, la sessuologia e la medicina. Tra questi libri figurano opere fondamentali come L’analisi del carattere, La funzione dell’orgasmo e Psicologia di massa del fascismo.
L’arrivo a Berlino, tuttavia, segnò per Reich anche l’inizio di un periodo difficile che Ola Raknes descrive così: “L’aver esposto la base psicologica del fascismo e l’aver ammonito che, a causa della struttura psichica dell’uomo comune, il fascismo era in grado di attrarre ed inghiottire tanto gli operai quanto le classi medie, resero Reich un uomo pericoloso tanto per i comunisti, che lo espulsero dal partito, che per i nazisti, i quali cercarono di imprigionarlo poco tempo dopo essere saliti al potere.”
Così nel 1933 Reich riuscì a rifugiarsi dapprima in Danimarca, dove continuò a svolgere il proprio lavoro d’insegnante, ricercatore e psicoterapeuta, e, dopo poco tempo, a Malmoe, in Svezia. Dopo essere stato espulso da questi due paesi, verosimilmente per la pressione del governo nazista, Reich si trasferì nella città di Oslo, in Norvegia, dove rimase fino al 1939.
Fu in questi anni difficili che Reich iniziò le sue più importanti scoperte grazie alle ricerche in campo biologico e bio-fisico, ricerche che continuarono quando, nel 1939, si trasferì definitivamente negli USA e precisamente a Forest Hills, nello Stato di New York.
Una volta giunto negli Stati Uniti insegnò per due anni Psicologia medica presso la New School for Social Research a New York, grazie anche all’intervento del dott. Theodore P. Wolfe, che divenne il traduttore in inglese delle opere di WR pubblicate dall’Orgone Institute Press, la casa editrice organizzata da WR negli U.S.A. Vennero, inoltre, pubblicate periodicamente delle riviste scientifiche che riportavano articoli sullo sviluppo del lavoro orgonomico (the International Journal of Sex-Economy and Orgone Research dal 1942 al 1945, the Annals of the Orgone Institute, con due numeri pubblicati uno nel 1947 e l’altro nel 1949, the Orgone Energy Bulletin dal 1949 al 1953 ed, infine, CORE dal 1954 al 1955)).
Da non dimenticare Orgonomic Medicine, pubblicato dal 1955 al 1956, per un totale di tre numeri, dall’American Association for Medical Orgonomy. L’Editore di quest’ultima rivista non fu Reich in persona ma il Dott. Elsworth F. Baker, che si avvalse, comunque, dei consigli di WR, il quale, proprio in quegli anni era totalmente assorbito dalle sue vicende legali.
Nel dicembre del 1939 si sposò con Ilse Ollendorf, da cui divorziò nel 1951 e da cui ebbe il figlio Peter nel 1944. Una volta stabilitosi negli USA Reich acquistò una casa a Forest Hills, New York, dove fondò l’Orgone Institute.
L’evoluzione nella comprensione del funzionamento dell’organismo corazzato portò sempre più in evidenza quanto fosse fondamentale il concetto di blocco del flusso energetico e di contrazione cronica totale dell’organismo. WR, quindi, concentrò il suo approccio terapeutico sulla mobilizzazione diretta di quei distretti muscolari le cui contrazioni croniche erano alla base del blocco e sull’utilizzo di accumulatori e definì questo specifico approccio: orgonoterapia medica. Naturalmente l’aspetto psicologico continuò ad essere tenuto presente, anzi, in alcuni casi, è questa la via primaria che conduce al dissolvimento della corazza. Tuttavia l’uso regolare di accumulatori, di coperte orgoniche, di dor-buster e di terapie bioniche, grazie all’effetto duplice di rinvigorimento energetico e di sottrazione di energie stagnante, difficilmente non trova indicazioni anche in persone il cui iter terapeutico vede privilegiare l’approccio analitico-caratteriale. Un altro vantaggio dell’orgonoterapia medica è dovuto allo stato di espansione indotto dall’Orac, che contrasta lo stato di cronica contrazione dovuto alla corazza.
Nel 1947 vennero scoperti i sette segmenti della corazza; ognuno funzionante in modo largamente indipendente dagli altri anche se, allo stesso tempo, tutti concorrono al funzionamento totale dell’organismo.
Negli Stati Uniti Reich, in breve tempo, installò un laboratorio per proseguire gli studi sulla biologia orgonica e sulla biofisica, continuò gli studi sul cancro ed iniziò la formazione in orgonoterapia con diversi medici che, nel frattempo, si erano avvicinati ai suoi studi.
Nell’estate del 1940 scoprì l’energia orgonica cosmica e, nello stesso anno, costruì il primo orgono-accumulatore. Gli studi sperimentali sulle proprietà dell’energia orgonica avevano evidenziato, fra le altre cose, che le sostanze organiche hanno la caratteristica di attrarre e trattenere l’orgone, mentre le sostanze metalliche dapprima lo attraggono, ma subito dopo lo respingono. Reich postulò che creando uno spazio delimitato da strati alternati organici e metallici, in quest’ordine dall’esterno verso l’interno, si sarebbe potuto creare, all’interno dell’accumulatore, uno spazio contenete una maggiore concentrazione di energia rispetto all’ambiente circostante.
La sua ipotesi si dimostrò esatta.
Esperimenti condotti su topi cancerosi e su pazienti con cancro avanzato, misero in luce le enormi potenzialità terapeutiche dell’accumulatore. Studi di termometria evidenziarono un aumento della temperatura all’interno dell’accumulatore che non poteva essere spiegato dalla fisica tradizionale, ma che era perfettamente comprensibile se considerati secondo l’approccio funzionale energetico. I quanti di energia orgonica, una volta frenati dalle pareti dell’orac perdono energia cinetica che viene trasformata in calore.
Nel gennaio del 1941 Reich ebbe un incontro con Albert Einstein a Princeton, New Jersey. Einstein commentò la differenza termica positiva nell’accumulatore (To-T): “ Se fosse vero, sarebbe una bomba in fisica”. Dopo un iniziale interessamento da parte di Einstein, purtroppo, Reich non ricevette più notizie da parte del celebre fisico di Ulm. L’intera vicenda fu pubblicata sotto il titolo “The Einstein Affair” Orgone Institue Press 1953.
Il 12 dicembre 1941, alle due del mattino, Reich fu arrestato e condotto, da agenti dell’F.B.I. ad Ellis Island in base all’Alien Enemy Act. Fu rilasciato il 5 gennaio del 1942 senza che gli fosse stata mossa nessuna accusa. Nello stesso anno 1942 pubblicò “La Funzione dell’Orgasmo”. La scoperta dell’Orgone vol. I.
Nel dicembre 1944 mise a punto un fluorofotometro con cui fu possibile misurare il grado di potenza orgonica o orgonoticità di varie sostanze.
Nel 1945 condusse un esperimento sulla biogenesi primaria che definì: ESPERIMENTO XX. Ad ulteriore conferma del funzionamento degli accumulatori vennero condotti studi elettroscopici, con il contatore Geiger-Mueller ( 1947) e con tubi sotto vuoto ( Vacor) (1948).
Nel 1947 venne scoperta la forza motrice dell’orgone, grazie a cui WR fu in grado di costruire dei motori funzionanti ad energia orgonica. Reich, tuttavia, non divulgò mai l’elemento fondamentale per il funzionamento di questi motori, il cosiddetto fattore Y.
Nel 1947 su New Republic comparve l’articolo di Mildred Edie Brady “Lo strano caso di Wilhelm Reich”. In seguito all’articolo la Food and Drug Administration iniziò ad investigare sugli orgono-accumulatori.
Nel 1948 venne pubblicata la Biopatia del Cancro La scoperta dell’Orgone, vol. II. e fu creata l’Associazione Americana di Orgonomia Medica (AAMO). Sempre nel 1948 fu organizzata il primo Congresso Internazionale di Orgonomia ad Orgonon, Rangeley, Maine.
Nel 1949 Reich si trasferì ad Orgonon in modo permanente e, nello stesso anno, costituì la Fondazione Wilhelm Reich. Sempre ne 1949 venne istituito l’Istituto per la Ricerca Orgonomica sull’Infanzia (OIRC), il cui compito era quello di studiare lo sviluppo naturale dei bambini. Questo aspetto divenne sempre più centrale nel pensiero di Reich.
Nell’agosto 1950 venne organizzato il secondo Congresso Internazionale di Orgonomia ad Orgonon.
Nel 1951 vennero pubblicati “Etere Dio e Diavolo”, il primo testo sul funzionalismo orgonomico, “Superimposizione Cosmica” ed una monografia sull’Orgono-accumulatore. In Superimposizione Cosmica venne descritta l’ipotesi che la superimposizione di due sistemi energetici fosse alla base della formazione degli uragani, delle galassie, delle aurore boreali e della gravità.
Sempre nel 1951 Reich condusse l’Esperimento Oranur, dove 1 mg. di radium, ancora alloggiato nel suo contenitore di piombo, venne inserito per cinque ore in un accumulatore a 20 strati, collocato, a sua volta, dentro la camera orgonica. Durante i successivi cinque giorni il materiale radioattivo fu lasciato dentro l’accumulatore per un’ora. L’ultimo giorno solamente per mezz’ora. I risultati dell’esperimento furono pubblicati con il titolo: “The Oranur Experiment, First Report ( 1947-1951)”. Uno dei fatti più importanti portati alla luce dall’esperimento fu la scoperta dell’energia mortale che WR definì DOR (Deathly ORgone). Si tratta di energia orgonica che, nella sua lotta contro la radiazione nucleare, ha esaurito la sua carica vitale, è avida di acqua ad ossigeno ed ha un profondo impatto negativo su ogni attività vitale. Un organismo che entra in contatto per un tempo sufficiente con questa energia sviluppa la “Malattia Dor”, che va distinta dalla malattia “Malattia Oranur” che rappresenta la reazione allo stato di ipereccitazione che l’energia nucleare induce sull’energia orgonica. Reich notò anche l’annerimento e la disgregazione di rocce intorno al laboratorio. Un approfondito esame di questo fenomeno portò alla scoperta di altre sostanze correlate al Dor: il Melanor, l’Orite, la Brownite e l’Orene. Lo studio di tali sostanze condusse Reich nel campo di ciò che egli definì “chimica pre-atomica”.
Gli effetti dell’Esperimento Oranur produssero una serie di manifestazioni patologiche in chi vi aveva preso parte, l’atmosfera tutto intorno ad Orgonon divenne così “dorizzata” da non rendere possibile proseguire non solo il lavoro, ma la stessa permanenza. Per combattere questa situazione Reich, nel 1952 ideò il primo Cloud-buster. Questo fu l’inizio dell’esperienza CORE (Cosmic Orgone Engeneering). Ben presto divenne chiaro come l’uso funzionale di uno strumento in apparenza così semplice e privo di sofisticata tecnologia, fosse in grado di ripristinare una condizione di naturale pulsazione atmosferica, di indurre la formazione o la distruzione di nuvole, di dissolvere la nebbia e di sostituire lo stagnante Dor atmosferico con energia orgonica pulsante. I risultati di questo lavoro vennero pubblicati dall’Orgone Institue con il nome di Orop Desert nel sesto volume della rivista Core, luglio 1954.
Il motivo che indusse Reich ad intraprendere l’esperimento Oranur è da collegarsi alla guerra di Corea ed al pericolo di una escalation nuclerate del conflitto. La possibilità di esplosioni nucleari sul suolo degli Stati Uniti indussero WR a verificare le possibiltà che l’energia orgonica possedeva di neutralizzare o, quanto meno, contenere gli effetti delle radiazioni nucleari. Aveva persino organizzato dei nuclei di intervento, composti da individui appositamente formati, tra cui un medico, era previsto, inoltre l’uso di accumulatori. Reich inviò lettere a varie agenzie governative americane, spiegando in dettaglio le procedure che aveva approntato. Le risposte che ottenne non andarono mai oltre un diplomatico disinteresse. Questa sua tendenza a riferirsi spesso ad enti governativi, anche ai massimi livelli, unitamente alla sua idea che alti personaggi governativi, segretamente, seguivano ed, in qualche modo proteggevano, il suo lavoro, lo avevano indotto a credere, durante il suo processo, che la sua vicenda giudiziaria si sarebbe risolta in modo a lui favorevole. Le cose andarono in tutt’altro modo, come sappiamo, e la sua, evidentemente malriposta, fiducia nei personaggi detentori del potere, non fece altro che gettare uleriori dubbi sulla sua salute mentale, a tutto vantaggio dei suoi detrattori. Nell’agosto del 1953 venne organizzata il terzo Congresso Orgonomico Internazionale e vennero pubblicati i due volumi della “Peste Emozionale dell’Umanità”: L’Assassinio di Cristo e Individuo e Stato. Il nuovo campo di ricerca della meteorologia assorbì completamente Reich, particolarmente il processo della desertificazione. Ben presto fu in grado di costruire una connessione funzionale fra il processo di desertificazione atmosferica e quello che lui definì il “Deserto Emozionale”. Lo stesso processo in cui l’energia orgonica viene sostituita dal Dor avviene nei due regni atmosferico e biologico. Le conseguenze sono, da un lato, la scomparsa progressiva della vegetazione, una trasformazione del terreno fino alla comparsa di sabbia, la morte di ogni forma di vita precedente e la sua sostituzione con forme “secondarie” di esistenza, sia nel regno animale che in quello vegetale, mentre nel caso del deserto emozionale le emozioni naturali, il naturale moto pulsatorio-espansivo biologico viene sostituito da un funzionamento corazzato, in cui ogni grazia e spontaneità naturali sono bandite e perseguitate. La stasi energetica e la formazione di energia stagnante sono il principio funzionale comune ai due processi.
Per meglio studiare il processo di desertificazione e la possibilità di combatterlo WR organizzò nell’ottobre del 1954 una spedizione in Arizona, nei pressi di Tucson che chiamò Expedition Orop Desert Ea. I risultati di questa straordinaria esperienza vennero pubblicati con il titolo di Contact with Space, Core Pilot Press, 1957. Il termine Ea significa energy alfa o energia primaria, quindi energia orgonica cosmica.
Questo ci introduce al controverso capitolo riguardante i cosiddetti Oggetti Volanti Non Identificati (U.F.O.). WR iniziò ad interessarsi a questo soggetto durante l’esperimento Oranur. Dopo aver letto alcuni libri sull’argomento si convinse della loro esistenza e della loro provenienza da altri pianeti. Dapprima li considerò come amichevoli, ma, successivamente, li ritenne responsabili del processo di desertificazione del pianeta attraverso la deliberata immissione nell’atmosfera di Dor e finì con il considerarli il prodotto di una civiltà dor-funzionante. Ritenne anche che la loro propulsione fosse dovuta ad una tecnologia altamente avanzata in grado di utilizzare l’energia orgonica, cosa che, secondo lui, in base ai suoi studi sulla gravitazione, spiegava le stupefacenti capacità di volo di questi velivoli. Durante la spedizione in Arizona apparve chiaro a tutti i partecipanti che il lavoro di ripristino della normale pulsazione atmosferica, grazie alla rimozione del dor atmosferico effettuata con i cloud-buster, veniva regolarmente seguita dalla ricomparsa di dor come conseguenza del passaggio di oggetti volanti, osservati sia di giorno che di notte. Allo scopo di combattere questi oggetti Reich arricchì i cloud-buster dell’uranio decaduto dell’esperimento oranur, che chiamò Orur ed il c-b così modificato space-gun. In Contact with Space vengono riportate alcune drammatiche esperienze in cui “stelle” nel cielo notturno, sotto l’effetto diretto di questi space guns, cambiarono il loro colore fino a scomparire. Durante queste operazioni alcuni operatori si sentirono male, uno in particolare ebbe una paralisi acuta mentre stava operando. Per Reich questo era dovuto alla risposta degli ufo: una immissione massiccia e diretta di dor sul c-b. Durante gli anni dal 1945 ed il 1953, nonostante la consapevolezza delle continue investigazioni condotte su di lui e le sue attività da parte dell’FBI e della FDA, Reich sviluppò senza sosta il suo pensiero, la sua organizzazione, gli studi in fisica, in matematica, sulle funzioni cosmiche dell’orgone e sulla gravità. Tutti questi aspetti subirono un drammatico impulso dall’Esperimento Oranur. Oltre a queste intense attività WR riuscì anche a dedicarsi alla pittura, alla scultura ed a comporre musica.
L’attività “investigativa” su WR e l’Orgonomia culminò il 20 febbraio 1954 con un’ingiunzione della Corte Distrettuale di Portland, Maine, in cui si affermava che gli accumulatori erano una frode e che quindi se ne vietava la diffusione, che l’energia orgonica non esisteva e che tutta la letteratura orgonomica era solamente un espediente per vendere gli accumulatori e che doveva essere bruciata, cosa che avvenne sia nel Maine che nell’inceneritore pubblico di New York il 23 agosto 1956. E’ “interessante” notare che vennero dati alle fiamme anche i libri pubblicati prima della scoperta dell’energia orgonica e che, in realtà, non vennero mai effettuate, da parte delle autorità, verifiche scientifiche serie ed aderenti ai protocolli indicati da Reich.
Nei mesi di giugno e luglio dello stesso anno, presenti alcuni agenti della FDA, alcuni collaboratori di Reich furono costretti a smantellare tutti gli accumulatori presenti ad Orgonon, a fare a pezzi le parti in legno ed a bruciarle, gettando nel fuoco libri e articoli.
Chiaramente la Peste Emozionale aveva mietuto un’altra vittima e così un numero incalcolabile di persone, che avrebbero potuto facilmente beneficiare di queste eccezionali scoperte, sono state private, fino ai giorni nostri, di questa possibilità.
Nel maggio del 1955, Reich tornò ad Orgonon e nell’agosto dello stesso anno tenne la sua ultima conferenza, che verteva sull’uso medico del dor-buster. In quell’occasione conobbe Aurora Karrer, una biologa di Washington, D.C. che divenne la sua quarta moglie. Con lei passò i suoi ultimi due inverni a Washington, D.C. Per poter seguire da vicino le sue vicende giudiziarie WR si trasferì nella capitale federale, presso l’Hotel Alban Tower, sotto lo pseudonimo di Walter Roner. Reich coltivava, inoltre, il progetto di trasferirsi, insieme ad Aurora, in Svizzera, una volta risolti i suoi problemi legali.
Per tutta la durata del processo la posizione di Reich fu quella di convincere i giudici che nessun ente governativo, o tanto meno la magistratura, avevano il diritto di giudicare il lavoro scientifico. Naturalmente la corte giudicò solo in base agli aspetti giuridici e non potè fare altro che condannare gli imputati.
Il 16 giugno del 1955 la FDA venne a sapere che il dott. Michel Silvert, uno stretto collaboratore di Reich, aveva fatto trasportare dal Maine, presso il suo indirizzo di New York, degli accumulatori e dei libri riguardanti l’Orgonomia, violando, pertanto, l’ingiunzione. Il tutto avvenne mentre WR era in Arizona ed a sua insaputa. Ciononostante sia Reich che la Wilhelm Reich Foundation, oltre a Silvert, vennero ritenuti colpevoli di disprezzo della Corte. Entrambi vennero giudicati colpevoli, Reich fu condannato a due anni di carcere e Silvert ad un anno ed un giorno, mentre la Fondazione Wilhelm Reich ricevette una multa di 10.000.000 dollari. WR dichiarò apertamente che non sarebbe sopravvissuto alla sentenza.
Nonostante tutti i tentativi effettuati da Reich e dai suoi collaboratori l’11 marzo del 1957 egli fu condotto in una prigione federale del Connecticut e successivamente trasferito nel penitenziario di Lewisburg, Pennsylvania. Il 3 novembre dello stesso anno, una settimana prima del suo rilascio sulla parola, fu trovato morto nella sua cella.
La causa ufficiale del decesso fu per insufficienza cardiaca (Avvelenamento da Formaldeide come risulta da certificato d’autopsia secretato fino al 2007).
Durante la sua detenzione continuò a lavorare e fu in grado di trovare la formula definitiva per la gravità negativa, inoltre completò il suo ultimo libro Creation. Il manoscritto scomparve misteriosamente con la formula che doveva consegnare la settimana seguente al figlio Peter.
Il funerale di Wilhelm Reich si svolse ad Orgonon il 6 novembre 1957.
FONTE:
http://www.fortunadrago.it
http://www.cronacheesoteriche.com
