Eroe byroniano
La figura dell’eroe byroniano pervade la maggior parte dei lavori di Lord Byron, ed egli stesso è considerato la personificazione della figura letteraria che ha creato. Gli studiosi hanno tracciato la storia letteraria dell’eroe byroniano partendo da John Milton, e molti artisti e autori del movimento romantico mostrarono l’influenza di Byron nelle loro opere durante il XIX secolo e oltre, come Charlotte ed Emily Brontë.[14]
L’eroe byroniano è un personaggio idealizzato ma imperfetto, i cui attributi includono: grande talento e passione, avversione per la società e le sue istituzioni, mancanza di rispetto per l’alto rango e i suoi privilegi (sebbene possieda entrambi). Viene inoltre ostacolato nell’amore da vincoli sociali o dalla morte. È un ribelle, talvolta arrogante, spesso condannato all’esilio e tormentato da un passato doloroso. È un uomo presuntuoso o con mancanza di lungimiranza, spesso in preda a comportamenti auto-distruttivi.
L’uomo Byron
Noto per avere una personalità volubile, Byron è stato un uomo estremamente ambivalente, disposizione psichica che si rifletteva poi anche nelle sue opere. È lo stesso Byron a parlarci della sua indole, in un’acuta introspezione nella quale afferma:[15]
(EN)
«I am so changeable […] I am such a strange mélange of good and evil, that it would be difficult to describe me»
(IT)
«Sono così mutevole […] Sono un così strano miscuglio di bene e male, che sarebbe alquanto complesso descrivermi»
Per quanto concerne l’aspetto fisico, Byron era alto 1,74 m e il suo peso corporeo oscillava tra i 60 e gli 89 chilogrammi. Il poeta, rimasto celebre per la sua bellezza, aveva un fisico atletico, ed era per di più un valente pugile e nuotatore: delle sue sessioni di pugilato, in particolare, ci rimane un denso carteggio con l’amico John Jackson, con il quale si allenava in una palestra a Bond Street.[16]
IL PELLEGRINAGGIO DEL GIOVANE AROLDO
Peccato che i video in Italano siano così noiosi e mi riportino con la memoria sui banchi di scuola togliendo tutta la voglia di seguirli … boh, dateci un occhiata, certo quello di Rupert Everett quì sopra è tutta un’altra cosa …
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