“Meshes of the Afternoon”, uno dei cortometraggi più enigmatici e influenti della storia del cinema sperimentale.
🔮 Meshes of the Afternoon (1943)
Il sogno, la frattura e il doppio: cinema come rito interiore
Durata: 14 minuti
Regia: Maya Deren e Alexander Hammid
Paese: Stati Uniti
Anno: 1943
✨ Un’opera di culto
“Meshes of the Afternoon” non è solo un film sperimentale: è un rito visivo, un viaggio nella mente, una discesa iniziatica.
Realizzato in piena epoca hollywoodiana, ma completamente fuori dalle logiche commerciali, questo cortometraggio è spesso citato come il punto di nascita del cinema d’avanguardia americano moderno.
👁️🗨️ La trama? Un sogno spezzato
In apparenza semplice:
- Una donna torna a casa.
- Trova una serie di oggetti simbolici (una chiave, un coltello, un telefono).
- Inizia a entrare e uscire da visioni circolari e sogni dentro sogni.
- Appare una figura misteriosa col volto a specchio.
- Alla fine, realtà e sogno si fondono, collassano.
Ma ogni “evento” nel film si ripete con variazioni sottili, come in un rituale o una trance.
Il tempo è circolare, non lineare.
Il montaggio è ipnotico, spezzato, frammentato.
L’intero film sembra chiedere: “chi è il soggetto? chi osserva? cosa è reale?”
🔍 Temi principali
1. Il doppio e la dissociazione
- La protagonista (interpretata da Maya Deren) incontra sé stessa, più volte, sotto forme diverse.
- È un film sul sé molteplice, sulla dissoluzione dell’identità lineare.
2. Il tempo interiore
- Nessun tempo “narrativo”. Tutto è ciclico, onirico, psicologico.
- È un loop psichico, come un mantra visivo.
3. Il simbolismo oggettuale
- La chiave → apertura, mistero, potere.
- Il coltello → morte, rottura, taglio con l’illusione.
- Il telefono → comunicazione interrotta.
- La figura con il volto a specchio → l’inconoscibile, l’Io riflesso, l’assenza d’identità.
🎥 Un film iniziatico
Maya Deren era influenzata dal misticismo, dal simbolismo esoterico e dalla danza rituale afro-cubana.
Questo film può essere letto come un viaggio sciamanico al femminile:
- Entrata nel luogo sacro (la casa).
- Ripetizione rituale dei gesti.
- Incontro con l’ombra, il doppio.
- Simbolica morte e dissoluzione.
- Ritorno – o annullamento – dell’identità.
🎭 Maya Deren: regista, performer, sacerdotessa
Deren non era solo una regista: era una figura iniziatica, una mistica del cinema.
Ha scritto sul “cinema come mezzo per accedere a stati non ordinari di coscienza”.
In Meshes, non recita: offre sé stessa come canale rituale. Il suo corpo è parte del linguaggio simbolico.
🎬 Influenza culturale
Il film ha ispirato:
- David Lynch (Inland Empire, Mulholland Drive)
- Aphex Twin (videoclip)
- Le correnti surrealiste, psichedeliche, postmoderne
- Tutto un filone di cinema femminile visionario
🌀 Conclusione
“Meshes of the Afternoon” non è da “capire”, ma da vivere.
È un labirinto rituale, un viaggio simbolico verso e attraverso il sé.
In 14 minuti, Maya Deren costruisce un linguaggio visivo esoterico, non dissimile da un mandala o da un glifo.
Un film che ancora oggi sfida la percezione, attiva l’intuizione e inquieta dolcemente.