SERAPIDE EGIZIO e le sue versioni contemporanee

Ho capito come funziona tutto il circo dei maestri ascesi della New Age … ecco una pista che vi farà capire da dove salta fuori Serapis Bey, il cosiddetto maestro del IV raggio, armonia attraverso il conflitto. L’ispirazione moderna arriva dalla divinità Serapide … ehhdai !!! Tolomeo lo accolse per unificare Greci e Egizi, un po’ come il cristianesimo diviene religione ufficiale. È lo stesso meccanismo politico per cui il cristianesimo fu legalizzato con l’Editto di Milano (313), proclamato religione ufficiale con l’Editto di Tessalonica (380) e rafforzato dai decreti teodosiani che vietano i culti pagani (391–392), il cristianesimo divenne la cornice religiosa dell’Impero romano, religione di stato. Anche Serapide era una divinità greco-egizia nata in età tolemaica ad Alessandria come ponte tra mondo greco e faraonico: unisce Osiride (e l’Apis di Menfi) a tratti di Zeus/Hades/Asclepio/Helios. Il suo culto diventa allo stesso modo “religione di stato” dei Tolomei e poi si diffonde in tutto il Mediterraneo romano, spesso insieme a Iside.

Quindi siamo sempre di fronte al fenomeno di strumentalizzazione della religione/credenza a fini politici, ma poi che cosa è la politica se non una narrazione condivisa ? Seguendo questa tesi si spiegano molti fenomeni religiosi … certo poi il giorno che passeremo a miglior vita sapremo veramente di cosa si tratta … che poi quelli che cestinano la Teosofia perché l’accusano di essere una religione ? E allora ? Cosa c’è di male nel credere ? Senza abbandonare il senso critico/storico non è mica sbagliato credere… in fondo quando diciamo : “Io credo che …” stiamo facendo capo al “buon” senso, quella preziosa funzione (oggi giorno sempre più rara) che dopo a aver sentito tutte le campane fa una pausa, ci pensa su e trova un mondo per convivere con tutte le versioni contrastanti della realtà illusoria che ci circonda … o no ?

Serapide non deriva da un uomo storico; nasce come dio sincretico greco-egizio. Il suo nucleo è l’antico Osiride-Apis di Menfi (il toro Apis unito a Osiride), che in età tolemaica viene rilanciato e “ellenizzato”—soprattutto sotto Tolomeo I Soter—e posto al centro del culto di Alessandria. Encyclopedia Britannica+2Encyclopedia Britannica+2

Le fonti antiche danno racconti diversi sull’origine (per es. Tacito parla di un’immagine portata da Sinope), ma la lettura storica attuale vede Serapide come costruzione religiosa e politica che fonde tratti egizi (Osiride/oltretomba, Apis/fecondità) e greci (Zeus-Ade/Asclepio), con iconografia “classica” — barba, trono, modio sul capo — pensata per un pubblico misto. In sintesi: Serapide “nasce già dio”, non come uomo divinizzato. Scritture Cristiane Primordiali+2Rosetta Journal+2

A livello di sviluppo: Menfi → Alessandria (Serapeo) → mondo romano insieme a Iside; la diffusione e l’iconografia sono ben documentate da testi e reperti archeologici. Wikipedia+1

Il racconto di Tacito (Hist. 4, 83–84)

  • Sogno di Tolomeo I: mentre fonda Alessandria, il re vede in sogno un giovane “sovrumano” che gli ordina di far venire la sua statua dal Ponto: da Sinope (Mar Nero). Penelope
  • Indagini religiose: l’ateniese Timoteo (degli Eumolpidi eleusini) gli riferisce che vicino a Sinope c’è un tempio di Giove Dite (Ade/Plutone) con una figura femminile accanto (Proserpina). Penelope
  • Missione e resistenze: ambasciatori, regali al re locale Scydrothemis, tre anni di tira-e-molla per l’opposizione del popolo. Penelope
  • Esito “miracoloso”: “il dio stesso” si imbarca sulla flotta e arriva da sé ad Alessandria in due giorni; il nuovo tempio sorge nel quartiere di Rhacotis, dove c’era già un antico sacello di Serapide e Iside. Tacito chiama questa la versione più popolare. Penelope
  • Varianti antiche: altri dicevano che la statua venisse da Seleucia di Siria (regno di Tolomeo III) oppure da Menfi. Penelope

Plutarco e la “riconoscenza” della statua

Plutarco riprende la tradizione: il re, guidato dal sogno, ottiene la statua e Manetone (sacerdote egiziano) con Timoteo la identificano come Serapide, integrando così Greci ed Egizi. (Testo in De Iside et Osiride.) ia801609.us.archive.org

Come lo interpretano gli storici oggi

  • Il racconto è visto come mito fondativo tolemaico che spiega, in chiave politica e religiosa, la nascita del culto sincretico di Serapide ad Alessandria. Non è una cronaca “giornalistica”. jstor.org+1
  • Una nota erudita ricorda che “Sinopitis” potrebbe riferirsi non a Sinope nel Ponto ma al Sinopeion (un toponimo presso Menfi), il che spiegherebbe l’origine egizia senza viaggio dal Mar Nero: da qui la possibile confusione toponomastica che ha alimentato la leggenda. Project Gutenberg
  • Il dossier archeologico e iconografico conferma comunque che Serapide è un dio sincretico (Osiride-Apis + Ade/Plutone, ecc.) promosso dai Tolomei; la “statua da Sinope” va letta come tradizione etiologica, non come fatto dimostrabile. ASCSA

In una riga

Tacito tramanda il mito politico-religioso secondo cui la statua del dio fu “richiamata” da Sinope ad Alessandria per volontà divina; le fonti alternate e i chiarimenti filologici mostrano che è letteratura di fondazione, non una prova storica del trasporto reale. Penelope+2ia801609.us.archive.org+2

SERAPIDE EGIZIO
Le origini

Divinità derivante dal Dio tardo egizio Osorapi (Osiride-Api) con vari attributi greci di Zeus, Esculapio e Dioniso. Per altri le sue origini sono sinopitico-babilonesi.

Il faraone Tolomeo I (304-284 a.c.) accolse nella nuova capitale d’Egitto, Alessandria, il culto di Serapide, forse perchè poteva unire Egiziani e Greci.

Plutarco nel De Iside et Osiride racconta che un sogno profetico indusse Tolomeo a trasferire in un nuovo tempio del quartiere di Alessandria (Rakotis) una statua di Zeus custodita a Sinope, in Asia Minore, intitolandola al nuovo Dio.

 Qui il tempio di Serapide sorgeva su una collina chiamata Sen-Hapi, che nella trascrizione greca fu resa con Synopion, causando l’omonimia con Sinope.

Anche secondo Plutarco l’immagine del Dio proveniva da Sinope, colonia assira ellenizzata dove si adorava la divinità semitica Ea, il Sar-Apsi (“signore degli abissi”). L’oracolo di questo dio, secondo Arriano, sarebbe stato consultato a Babilonia dai generali di Alessandro Magno malato. L’assonanza dei nomi Sarapsi e Osorapis avrebbe spinto Tolomeo I alla scelta del Dio per farlo accettare al popolo egizio.

Iconografia

Serapide venne raffigurato come uno Zeus o un Ade, barbuto assiso in trono, con sul capo il basso diadema greco o la corona atef di Osiride, con doppia piuma e corna d’ariete. Il carattere di Dio dei defunti e della vegetazione, proprio di Osiride, rendeva Serapide assimilabile, per i Greci, ad Ade e a Dioniso insieme, mentre la capacità nelle guarigioni lo assimilava d Esculapio.

A volte aveva sulla testa un mogio di grano, caratteristica osiridea di divinità della vegetazione.
Il culto di Serapide, dall’Egitto passò sull’isola di Delo e da qui in Italia.

L’essere seduto sul trono, come Zeus e Ade, con uno scettro in una mano, lo avvicinava ancor più alle due divinità, spesso con l’altra mano si posava su Cerbero, a rappresentare la sua qualità ctonia.

Per i sacerdoti egizi il Dio fu l’equivalente antropomorfo di Api, ovvero la manifestazione terrestre di Osiride. Così l’importanza di Serapide crebbe fino a farne la maggiore divinità egizia, sostituendosi ad Osiride ed associandosi quindi ad Iside, Horo (nella forma di Harpocrate) e Anubi.

Serapide fu dunque identificato con Zeus, Ade, Dioniso, Asclepio, ed anche Helios, nell’aspetto solare. Il culto di Serapide si confuse anche col cristianesimo:

« Gli adoratori di Serapide sono cristiani e quelli che sono devoti al dio Serapide chiamano se stessi Vicari di Cristo »
( Storia Augusta, Adriano)

Serapide ebbe il suo culto in molte città del mondo greco e romano, fino al IV sec., quando, in seguito all’editto di Teodosio I, il Serapeo di Alessandria fu distrutto ed i culti pagani vietati.

ATTRIBUTI
Il moggio di grano, il toro, lo scettro, Cerbero, la corona, il serpente.

SERAPIDE ROMANO
Spesso i suoi seguaci romani lo osannarono, insieme a Iside, come unici Dei da seguire, piuttosto simili a Cristo e la Madonna, per questo il culto fu spesso avversato. Il senato non vedeva di buon occhio quello che per loro era fanatismo. Il culto venne pertanto spesso eseguito in privato, con affiliati segreti, e spesso accogliendo i Misteri Isiaci, di cui però nulla sappiamo.

TEMPLI

La Roma imperiale vantava parecchie opere di cultura egizia:
– almeno 17 obelischi,
– 3 piramidi e 9 tra templi e sacelli a Iside (iseo) e a Serapide (serapeo).
Erano:
– l’Iseo e il Serapeo campense (Campo Marzio),
– l’Iseo e il Serapeo della Regio III, sul Colle Oppio (così importante da dare il nome alla regio, cioè al quartiere: Isis et Serapis),
– l’Iseo Capitolino (Campidoglio),
– l’Iseo vicino la chiesa di Santa Sabina sull’Aventino,
– il Serapeo del Quirinale (uno dei templi più grandi della città),
– il Tempio di Iside presso le Terme di Caracalla,
– il sacello isiaco conosciuto come “Larario di via Giovanni Lanza”,
– il sacello dei Castra Praetoria,
– il sacello degli Horti Sallustiani.

Tempio di Iside e Serapide a Campo Marzio

Marcellino: Il Serapeo, il cui splendore è tale che le semplici parole possono solamente sminuirlo, è talmente ornato di grandi sale colonnate, di statue che sembrano vive e tanta moltitudine di altre opere, che niente altro, eccetto il Campidoglio, simbolo dell’eternità della venerabile Roma, può essere considerato più fastoso al mondo.

Il tempio di Iside al Campo Marzio era un iseo, costruito nel 43 a.c. dedicato alla Dea Iside e al suo consorte Serapide, costruito tra il Saepta Iulia e il tempio di Minerva. L’ingresso aveva un corteo di obelischi in granito rosso o rosa di Siene, alternati alle sfingi.

Gran numero di essi è stato ritrovato, a pezzi e incompleti, nei pressi della basilica di Santa Maria sopra Minerva. Si ritiene che le sfingi fossero quelle portate da Cleopatra dall’Egitto, infatti la regina giunse a Roma nel 46 a.c. e vi rimase fino alla morte di Cesare, nel 44 a.c.

Il santuario, lungo 240 m e largo 60, aveva al centro un’area rettangolare a cui si accedeva tramite archi monumentali; poi la piazza scoperta con obelischi e sfingi, con al centro il tempio isiaco; poi un’esedra semicircolare con abside ospitava il serapeo.

L’edificio fu distrutto da un incendio nell’80 e ricostruito da Domiziano; modifiche successive furono attuate da Adriano, ed altre età severiana. La sopravvivenza del santuario è attestata fino al V secolo.

I resti del tempio si trovano sotto il Palazzo del Seminario e le chiese di Santa Maria sopra Minerva e Santo Stefano del Cacco. Il tempio vero e proprio stava dove oggi c’è la chiesa di S. Stefano del Cacco.

Questo nome deriva dal ritrovamento di una statuetta del Dio egizio Anubis con testa di sciacallo: il popolino l’aveva scambiata per una scimmietta e chiamata “macacco”, da macaco, abbreviato in “cacco”.

A cominciare dal VII-VIII secolo era cominciata la distruzione dell’Iseo e la sovrapposizione degli edifici. I resti del tempio sono tra i 5 e gli 8 m. al di sotto delle strade attuali.

Tra gli obelischi che ornavano il complesso sono ancora visibili quello del Pantheon, quello della Minerva e quello di Dogali; un quarto, più piccolo, si trova forse oggi a Urbino.

Sono riferiti al tempio:
– la statua di Iside Sothis, oggi davanti alla basilica di San Marco, nota come “Madama Lucrezia”;
– la Statua del Nilo che si trova nel Museo Chiaramonti in Vaticano, – la Statua del Tevere al Louvre,
– i due leoni che decorano la Fontana dell’acqua Felice (angolo via XX settembre),
– e i due leoni ai piedi della scalinata che porta a Piazza del Campidoglio (copie, gli originali si trovano nel Museo Egizio vaticano e nel Museo Capitolino di Roma).

Il gigantesco piede di marmo di una statua egizia che si trova in via del Pie’ di marmo, e la statuetta di una gatta in marmo murata sul primo cornicione all’angolo di palazzo Grazioli, in via Della Gatta.

Tempio di Serapide al Quirinale

Il Tempio di Serapide, sulle pendici del Quirinale a Roma, era il più grande tempio del colle, i cui resti sono ancora visibili tra palazzo Colonna e l’Università Gregoriana.

Il santuario, tra piazza della Pilotta e piazza del Quirinale, dedicato da Caracalla a Serapide ed Iside, sviluppava 13.320 m.q. con 135 m. x 98.

Era composto da un lungo cortile colonnato e dal santuario decorato con statue ed obelischi. Da una grandiosa scalinata si raggiungeva l’edificio al di sopra del dislivello naturale. Le colonne erano alte 21,17 m., per un diametro ciascuna di 2 m.

Ne rimane anche un enorme frammento di trabeazione, di circa 100 tonnellate di peso e di oltre 34 m.3, il più grande esistente a Roma.

Tempio di Serapide ed Iside al Colle Oppio

di cui rimangono archi e mura che svettano dal sottosuolo ancora non portato in luce, e da cui sono emersi fino ad ora un mosaico e una statua di Iside, accanto all’attuale piazza di Iside.

Tempio di Serapide sull’Aventino

I cui resti giacciono in parte sotto la chiesa di santa Sabina, e in cui fu rinvenuto il famoso Serapide Aventino, giovane e nudo Dio completamente avvolto dalle spire di un serpente, come le antiche Dee sumere.

Tempio di Serapide a Pozzuoli

Detto Macellum, è situato nei pressi della stazione Cumana. Ancora oggi sono visibile le erosioni dovute agli abbassamenti ed innalzamenti del suolo visibili sulle colonne ed indicanti le progressive modifiche apportate nei secoli dalle variazioni del livello delle acque.

Il tempio di Serapide è sicuramente stato un importante centro termale dell’antichità. Durante gli scavi del 1750 fu rinvenuta una statua del Dio Serapis.

Si sviluppa su un’area rettangolare di 75 m. x 58), risale all’età flavia e i successivi interventi di restauro testimoniano la longevità del centro in epoca romana.

Di particolare valore artistico i materiali utilizzati per l’interno del tempio, con bellissimi marmi e mosaici. L’abside è a semicupola; la statua di Serapis è collocata al di sotto di esso.

Tempio di Serapide a Monteu da Po

A Monteu da Po, in Piemonte, ci sono i resti dell’antica città romana di Industria Bodincomacum, dove si conservano importanti vestigia del tempio di Iside e il tempio di Serapide.

Per molti il culto di Serapide, con canti, luci, campane, processioni, rappresentava una trasformazione finale del salvatore Osiride in una figura monoteistica, virtualmente identica al Dio Cristiano.

Come Cristo era un agnello sacrificale, così Serapide era un toro sacrificale e anche un Dio in forma umana. Egli veniva sacrificato annualmente a riparazione dei peccati degli uomini.

Ma non dimentichiamo che fin dai Sumeri e dai Babilonesi già esisteva ovunque la Dea Madre Vergine che partoriva senza contributo maschile un figlio che lei allevava, con cui poi si accoppiava, che poi faceva morire e quindi risorgere. Pertanto anche Serapide era la vegetazione annuale della natura.

Vedi anche: LISTA DELLE DIVINITA’ ROMANE

BIBLIO

– M. Damiano-Appia – Dizionario enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà nubiane –
– Walter Burkert – Antichi culti misterici – Bari-Roma – Laterza – 1987 –
– Maurizio Damiano-Appia – Dizionario enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà nubiane – Mondadori –

– Jacqueline Champeaux – La religione dei romani – A cura di N. Salomon – Editore Il Mulino – Traduzione G. Zattoni Nesi – 2002 –

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Con l’IA :

non esistono prove storiche indipendenti dell’esistenza di “Serapis Bey” come persona verificabile. Ci sono però documenti interni teosofici e, più tardi, affermazioni dei movimenti degli “Ascended Masters”. Ecco il quadro:

Che cosa è verificabile

  • Lettere teosofiche attribuite a “Master Serapis” (anni 1875–1880s). Esistono raccolte pubblicate da C. Jinarajadasa (Letters from the Masters of the Wisdom, I e II serie) con missive rivolte soprattutto a H. S. Olcott e ad altri teosofi dei primi anni. Le edizioni sono consultabili in PDF e danno conto di un “Serapis” legato a una fraternità egizia. Queste pubblicazioni attestano l’esistenza dei testi, non l’identità storica del mittente. blavatskyarchives.com+2iapsop.com+2
  • Contesto e dibattito sull’autenticità delle “lettere dei Mahatma”. Le lettere più note (K.H. e M.) sono state oggetto di esami e controversie sin dall’Ottocento; la discussione accademica segnala incongruenze e problemi di attribuzione. Il punto vale come cornice metodologica anche per le lettere firmate “Serapis”. ir.unisa.ac.za+1

Che cosa è confessionale (non verificabile)

  • La figura di “Serapis Bey” negli insegnamenti novecenteschi degli Ascended Masters (I AM Activity, Summit Lighthouse, ecc.)—Chohan del Quarto Raggio, Tempio di Luxor, “fiamma dell’ascensione”. Queste affermazioni derivano da rivelazioni/dettati spirituali e non hanno riscontri storici esterni. Summit Lighthouse+1

Sintesi operativa

  • A livello storico-critico possiamo dire: abbiamo testi interni alla tradizione teosofica che parlano di un “Master Serapis”; manca però una documentazione archivistica esterna (anagrafica, epistolari terzi, tracce biografiche indipendenti) che identifichi una persona verificabile. Le narrazioni su “Serapis Bey” come maestro asceso appartengono alla sfera della fede e della prassi devozionale. Theosophy World+1

Se stai preparando materiali curatoriali o didattici, il modo più corretto è presentare “Serapis/Serapis Bey” come figura della tradizione teosofica e post-teosofica, distinguendo tra:

  1. Fonti teosofiche early (lettere) → valore documentario interno. blavatskyarchives.com
  2. Rielaborazioni del XX secolo (Ascended Masters) → valore confessionale/simbolico. Summit Lighthouse

È possibile che questi maestri ascesi siano invenzione novecentesca ?

Sì—nel senso forte del termine “Maestri Ascesi, la dottrina è per lo più una costruzione novecentesca**, nata negli USA negli anni ’30 con la “I AM Activity” di Guy Ballard e poi ampliata da Summit Lighthouse / Church Universal and Triumphant. Questa corrente riprende l’idea teosofica ottocentesca dei “Mahatma/Masters”, ma la riformula introducendo “ascensione”, templi eterici, violet flame, elenco di chohan e raggi. Wikipedia+2Brill+2

Per orientarti:

  • Prima del 1930: in teosofia si parla di “Maestri di Saggezza” o Mahatma (K.H., M., ecc.). Esistono raccolte di lettere attribuite ai Maestri e testi che descrivono una gerarchia iniziatica, ma non il sistema “ascended masters” come tale. IAPSOP+1
  • Anni ’30 (I AM): Ballard formalizza la nozione di Ascended Masters (es. Saint Germain) a partire dall’incontro mistico sul Monte Shasta e dai libri come Unveiled Mysteries (1934). Qui compaiono in modo sistematico “ascensione”, decreti, fiamma viola. College of the Siskiyous+1
  • Dal 1958 in poi (Summit Lighthouse/CUT): Mark ed Elizabeth Clare Prophet codificano ed espandono il pantheon (es. Serapis Bey Chohan del Quarto Raggio, Tempio di Luxor). Sono fonti confessionali, non storiche indipendenti. CDAMM+2Summit Lighthouse+2
  • Consenso degli studiosi: la categoria “Ascended Masters” è riconosciuta come sviluppo post-teosofico del XX secolo (Rudbøg; Asprem; manuali accademici su NRM). Brill+2frommann-holzboog.de+2

Verdetto

  • Se per “invenzione” intendi una dottrina religiosa recente e composita, : l’architettura dei Maestri Ascesi è tipicamente novecentesca.
  • Se intendi negare ogni radice: no—perché attinge a motivi preesistenti (Mahatma teosofici ottocenteschi, miti su Saint-Germain, ecc.), riorganizzati in un nuovo sistema devozionale. Archive.org+1
in Egitto a Luxor ci possono essere figure devozionali che ricordano Serapis Bey ?
https://madainproject.com/content/media/collect/luxor_temple_8372412.jpg
https://madainproject.com/content/media/collect/luxor_temple_2394293.jpg
https://madainproject.com/content/media/collect/deir_el_shelwit_isis_22287.jpg
https://egyptmyluxor.weebly.com/uploads/7/4/4/9/7449012/8981720_orig.jpg

Sì. A Luxor esistono testimonianze archeologiche (greco-romane) che richiamano direttamente Serapide—la divinità sincretica egizio-ellenistica da cui, in epoca moderna, è stata ricavata la figura devozionale di “Serapis Bey”.

  • Nel Tempio di Luxor (cortile di Nectanebo I) c’è una piccola cappella di Serapide in mattoni crudi, rifatta in età adrianea (126 d.C.); resta anche una statua di Iside collegata al culto. È un serapeo in miniatura dentro il complesso templare. Wikipedia+2Madain Project+2
  • Sulla West Bank, a sud di Medinet Habu, si visita il tempio di Iside a Deir el-Shelwit (I sec. d.C.), parte dello stesso orizzonte devozionale romano a Iside/Serapide. Wikipedia+1
  • Sono stati trovati a Tebe/Luxor anche frammenti statuari di Serapide (es. una testa marmorea colossale oggi al GEM), a conferma della presenza del culto nell’area. journals.ekb.eg

Attenzione ai significati

  • Queste sono figure antiche di Serapide/Iside, non “Serapis Bey”. Quest’ultimo è una costruzione devozionale novecentesca; però iconograficamente il rimando è chiaro: Serapide appare spesso barbato con il modio (misura per il grano) sul capo ed è associato a Iside. Encyclopedia Britannica+1

Mini-guida per la visita

  1. Luxor Temple – Cappella di Serapide: nord-ovest del cortile; struttura in mattoni e portale in pietra (restauro moderno). Madain Project
  2. Deir el-Shelwit – Tempio di Iside: piccolo santuario con rilievi tardo-romani molto leggibili. Madain Project
  3. Luxor Museum: talvolta espone pezzi legati al culto (es. statue/ritratti di Serapide). Diff

Sintesi: a Luxor trovi immagini e strutture storiche di Serapide/Iside; sono ottimi “antenati” iconografici di ciò che, nel XX secolo, verrà reinterpretato come “Serapis Bey”, ma non ne sono una prova diretta. Wikipedia

Chi è Serapide (in 3 righe)

Divinità greco-egizia nata in età tolemaica ad Alessandria come ponte tra mondo greco e faraonico: unisce Osiride (e l’Apis di Menfi) a tratti di Zeus/Hades/Asclepio/Helios. Il suo culto diventa “religione di stato” dei Tolomei e poi si diffonde in tutto il Mediterraneo romano, spesso insieme a Iside. Il grande Serapeo di Alessandria fu il suo centro più celebre. Encyclopedia Britannica+1


Origini ed etimologia

  • “Serapide/Sarapis” è la forma ellenizzata di Osiride-Apis (Wsir-Hp), l’ipostasi del toro Apis unita a Osiride a Menfi; i Tolomei ne promossero una versione pienamente antropomorfa e grecheggiante per unificare sudditi greci ed egizi. Oxford Research Encyclopedia+1
  • La ri-fondazione del culto ad Alessandria è legata a Tolomeo I Soter (IV-III sec. a.C.): Serapide assume funzioni solari, ctonie e salvifiche, adatte a parlare a entrambi i pubblici. Encyclopedia Britannica

Teologia in sintesi

  • Dio totale e sincretico: sotto il nome Serapide convivono aspetti di sovranità (Zeus), oltretomba (Hades/Osiride), guarigione (Asclepio), fecondità/abbondanza (aspetti solari-agrari). Questo spiega la rapidissima espansione imperiale del culto. Academia

Iconografia (come lo riconosci)

  • Figura maschile barbata, seduta o stante, spesso con il modio/kalathos (misurino del grano) come copricapo—segno di fecondità/abbondanza. Frequenti gli accostamenti a Cerbero (valenza ctonia). Molte immagini tardo-ellenistiche e romane derivano dall’antico culto-statua al Serapeo di Alessandria (tradizionalmente attribuito—con discussioni—allo scultore Bryaxis). Carc Oxford+2Liverpool Museums+2

Luoghi e diffusione del culto

  • Alessandria: il Serapeo fu il grande santuario urbano; qui sorse anche una “biblioteca figlia” della Biblioteca di Alessandria. The Open University
  • Egitto: oltre ad Alessandria, il culto è attestato in molti centri; a Luxor (Tempio di Luxor) si conserva una cappella di Serapide in laterizio (età adrianea) nel cortile di Nectanebo I. Madain Project
  • Roma: due poli maggiori—Iseum Campense/Serapeo nel Campo Marzio (tra Saepta Iulia e Minerva) e il Serapeo sul Quirinale (con fasi adrianee/severiane). Sono santuari misti Isis-Serapis con forte egittizzante. Iseum di Iside e Serapide+2Iseum di Iside e Serapide+2
  • Grecia e mondo romano: santuari e dediche compaiono a Delo, Corinto e in molte province; il binomio Iside-Serapide diventa familiare nell’Impero. jstor.org

Nota: il Serapeo di Saqqara (celebre necropoli degli Apis) è più antico; il nome “Serapeo” qui designa il complesso funerario degli Apis e non il santuario tolemaico di Alessandria (sebbene i due orizzonti religiosi si tocchino attraverso Osiride-Apis). Encyclopedia Britannica

Storia finale del culto

  • In età tardo-antica i culti egittizzanti restano vitali fino agli editti teodosiani; nel 391 d.C. il Serapeo di Alessandria viene abbattuto su impulso del patriarca Teofilo, episodio-simbolo del tramonto del paganesimo urbano (e al centro del dibattito sulla sorte delle biblioteche alessandrine). jstor.org+1

Cosa vedere oggi (traccia rapida)

  • Alessandria: area archeologica del Serapeo (colonna di Pompeo; reperti al Museo Greco-Romano / Bibliotheca Alexandrina). [Inquadra anche il tema “biblioteca figlia”.] The Open University
  • Luxor: Cappella di Serapide nel Tempio di Luxor (angolo N-O del cortile di Nectanebo I). Madain Project
  • Roma – Campo Marzio: tracciato dell’Iseum Campense/Serapeo (S. Stefano del Cacco, Piazza della Minerva, obelischi “migrati”). Iseum di Iside e Serapide
  • Roma – Quirinale: resti monumentali del Serapeo (fasi adrianee/severiane). Academia
  • Saqqara: Serapeo degli Apis (gallerie sotterranee; ottimo per capire il retroterra Osiride-Apis). Encyclopedia Britannica

Da non confondere

  • Serapide classico (ellenistico/romano) ≠ “Serapis Bey” dei movimenti novecenteschi dei Maestri Ascesi: il secondo è dottrina devozionale moderna e non ha prove storiche indipendenti; il primo è una divinità di cui possediamo resti archeologici, testi e iconografie. (Vedi sopra.) Encyclopedia Britannica+1

Micro-glossario

  • Modio/Kalathos: copricapo cilindrico (misura del grano), simbolo di abbondanza. Carc Oxford
  • Cerbero: cane infernale accanto al trono di Serapide, segno della dimensione ctonia. Liverpool Museums
  • Serapeo: grande santuario dedicato a Serapide; il termine indica sia Alessandria (santuario tolemaico) sia Saqqara (necropoli degli Apis). Encyclopedia Britannica

Letture veloci e autorevoli

Se vuoi, preparo 2 slide con: (1) mappa dei culti di Serapide nel Mediterraneo; (2) scheda iconografica “modio + Cerbero + trono”, utili per conferenze o didascalie da mostra.

Ahhh, già che ci siamo :

Mamma Mammosa

La Grande Madre Mediterranea
Come in tutte le civiltà mediterranee il paleolitico e il neolitico furono dominate dal culto della Grande Madre Terra.
Ne fanno riscontro numerose Dee, a cominciare dalla DeaDia, da cui prese il termine Dio, volto al maschile. Fu un’antichissima divinità romana protettrice della fecondità della terra, venerata in particolare dal collegio degli Arvalescol nome di Bona Dea.

Le cerimonie si svolgevano nel tempio della Dea sito al quinto miglio della Via Campana. Come tutti i culti della Grande Madre avevano un aspetto misterico, segreto, riservato ai soli iniziati e uno pubblico.

Ovunque poi regnò la Mater Matuta, detta in alcune zone Mamma Mammosa, o Mammona, termine che dalla Chiesa Cristiana fu trasferito al demonio, interpretando le parole del Cristo: “Non puoi servire due padroni” tra Dio e il diavolo chiamato appunto Mammona, il termine popolare per indicare la Mater Matuta. Nel museo campano ve ne sono conservate numerosissime statue accumulate nei vari secoli.

Altra divinità primigenia fu Giunone, da Iuno Sospes Mater Regina, Giunone Salvatrice Madre Regina, divinità proveniente da Lanuvio. Il culto venne importato a Roma nel 338 a.C. quando venne concessa la cittadinanza ai Lanuvini. Il tempio a Giunone sospita nel Forum Olitorium venne costruito nel 194 a.C.

https://www.romanoimpero.com/2009/08/la-religione-romana.html

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