Una legge internazionale contro l’obsolescenza programmata ridurrebbe drasticamente rifiuti ed emissioni fino al 50-70%, ma non c’è …

Non esiste una legge internazionale specifica contro l’obsolescenza programmata perché manca un consenso globale su definizione, prove e enforcement, con lobby industriali che resistono e giurisdizioni nazionali prioritarie. L’UE avanza con direttive (es. 2019/771 su durabilità, 2024/1799 “diritto alla riparazione”), ma ONU/OMC si limitano a linee guida sostenibili senza sanzioni vincolanti.iusinitinere+1

Ostacoli principali

  • Difficile dimostrare intento: Produttori negano “progettazione dolosa” (es. batterie sigillate), attribuendola a innovazione o costi. Servono test standard UE (riparabilità >6/10 dal 2021), assenti globalmente.
  • Conflitti economici: Cina/USA dominano elettronica; legge globale danneggerebbe export (miliardi in RAEE). Francia pioniera (2015: 2 anni reclusione, 5% fatturato multa), ma non esportata.sustrain
  • No organismo sovranazionale: WTO regola commercio, non qualità prodotti; plastic treaty ONU (2024) tocca rifiuti, non obsolescenza.

Progressi frammentati

Svizzera consulta SECO (2024) per dichiarazioni durata; Italia discute estensione garanzia a 5 anni elettrodomestici. UE impone etichette riparabilità dal 2027, ma extra-UE (es. India) ignora. Consumatori spingono via petizioni, ma serve trattato multilaterale assente.

​Nessun paese ha vietato esplicitamente l’obsolescenza programmata con una legge autonoma e totale, ma la Francia è pioniera con l’art. L.441-2 del Code de la consommation (2015), che la definisce reato penale punibile con 2 anni di reclusione e multa fino al 5% del fatturato annuo.sustrain+1

Legislazioni più avanzate

  • Paesi Bassi, Austria, Finlandia: Misure indirette via garanzie estese (fino 6 anni) e obblighi di riparabilità, senza reato specifico ma con sanzioni Antitrust per pratiche sleali.wisesociety
  • UE generale: Direttiva 2019/771 impone durabilità “ragionevole” e diritto alla riparazione (2024/1799); dal 2027 etichette obbligatorie, ma non divieto penale uniforme tra Stati. Francia e Italia applicano multe AGCM (es. Apple/Samsung 2020).iusinitinere+1
  • Altri: Svezia (garanzia 3 anni), Regno Unito/Irlanda (6 anni). Svizzera in consultazione SECO (2024) per dichiarazioni durata, senza divieto.medialaws+1

Nessun divieto globale: lobby industriali e difficoltà probatorie bloccano; Francia resta l’unico con reato esplicito.sustrain

​I principali casi giudiziari europei contro l’obsolescenza programmata coinvolgono sanzioni antitrust per pratiche commerciali scorrette, con l’Italia all’avanguardia grazie all’AGCM.sicurezzaegiustizia+2

Italia: Apple e Samsung (2018-2020)

L’AGCM multò Apple per 10 milioni di euro (5+5) e Samsung per 5 milioni per aggiornamenti firmware che rallentavano iPhone/Samsung dopo 2 anni, senza info adeguate o downgrading. Il TAR Lazio confermò (sent. n. 5736/2020), basandosi su reclami omogenei e mancanza di diligenza, violando artt. 20-24 Codice Consumo (pratiche ingannevoli/aggressive).dirittodellinformatica+2

Francia: Procedimenti penali

Dal 2015 (art. L.441-2 Code de la consommation), Apple sotto inchiesta penale a Nanterre (querela HOP, 2021) per rallentamenti iPhone; multa fino 5% fatturato + 2 anni reclusione CEO. Simile vs Epson/HP per stampanti (2023).medialaws

Altri rilevanti

  • Germania: Apple risarcimenti collettivi (2020) per Batterygate.
  • Belgio/Spagna: Class action vs Apple (2023), seguite UE.

Questi casi rafforzano la Direttiva UE 2019/771 su durabilità, con etichette riparabilità dal 2027.sicurezzaegiustizia+1

​L’obsolescenza programmata genera un impatto ambientale massiccio, accelerando la produzione di rifiuti elettronici (e-waste) e emissioni di CO2, con cicli di vita ridotti che moltiplicano estrazione risorse e smaltimento illegale.popoffquotidiano+1

Emissioni e rifiuti

Nel 2021, i 57,4 milioni di tonnellate globali di e-waste (7,6 kg pro capite) hanno solo il 17% riciclato correttamente, lasciando 62 miliardi di dollari in materiali persi; l’obsolescenza contribuisce al 60-90% dello smaltimento illegale, rilasciando mercurio, piombo e ritardanti bromurati in suolo/acque. In UE, produce 48 milioni di tonnellate CO2/anno, equivalente a 12 milioni auto.karmametrix+2

Risorse e ciclo produttivo

Accorcia la vita di smartphone (15 mesi media) e elettrodomestici, triplicando estrazione terre rare (coltan, litio) e consumi energetici per produzione/trasporto. Uno studio ScienceDirect indica che estendere la vita del 50-100% dimezza l’impronta carbonio; in Italia, 237.000 tonnellate RAEE gestite nel 2024 coprono solo 6 kg/abitante vs target UE 12 kg.sustrain+1

Effetti sanitari/climatici

Inquinanti da e-waste causano eutrofizzazione, acidificazione suoli e contributo serra (2-5% emissioni globali); ONU raccomanda estensione garanzie per mitigare, ma lobby frenano.economiacircolare+1

​L’obsolescenza programmata amplifica enormemente l’inquinamento, ma eliminarla non lo azzererebbe: ridurrebbe drasticamente i rifiuti e le emissioni (fino al 50-70% per l’e-waste secondo stime UE), ma fonti come trasporti, agricoltura e industria pesante continuerebbero a dominare (80% emissioni globali CO2).popoffquotidiano+1

Impatto reale senza obsolescenza

Estendere la vita media di prodotti (es. smartphone da 15 a 36 mesi) dimezzerebbe i 57 mln tonn/anno di e-waste, risparmiando 30-40 mln tonn CO2 eq. e 50 mld $ in risorse, ma l’inquinamento residuo verrebbe da:

  • Estrazione mineraria inevitabile (litio, cobalto per batterie).
  • Consumi energetici di base (riscaldamento, auto).
  • Rifiuti non elettronici (plastica, organici: 2 mld tonn/anno).

Scenario ipotetico

Senza obsolescenza, l’economia circolare (riparazione/riciclo) taglierebbe il 20-30% inquinamento totale UE, ma servirebbero anche decarbonizzazione energetica e cambiamenti sistemici. È un fattore chiave, non l’unico colpevole.sustrain+1

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