Il vero finale di 2001

La domanda sul “vero finale” di 2001: Odissea nello spazio è una delle più affascinanti dell’intera storia del cinema. Stanley Kubrick, come ha spesso dichiarato, evitò intenzionalmente di spiegare il significato perché voleva che ogni spettatore lo vivesse come un’esperienza mistica, non come un enigma da risolvere intellettualmente. Tuttavia, incrociando le sue interviste con gli appunti di Arthur C. Clarke, emerge una chiara struttura nascosta che illumina il senso ultimo della trasformazione finale.


Il significato superficiale: l’evoluzione trascendente

Alla fine del film, il comandante Dave Bowman attraversa il portale del monolito vicino a Giove (Saturno nel romanzo) e si ritrova in una stanza neoclassica, simbolo di uno spazio artificiale costruito da intelligenze superiori. Qui rivive la propria vita in un istante, invecchia e infine, prima di morire, tende la mano verso il monolito. Quell’atto è il passaggio verso l’ulteriore fase dell’evoluzione: la nascita dello Star Child — un essere umano rinato in forma cosmica.

Clarke lo definì come “un passo oltre l’uomo”, la trasformazione della coscienza umana in una forma energetica e immortale. È l’equivalente simbolico del salto compiuto dal primate nella sequenza iniziale: un nuovo balzo evolutivo guidato dal monolito.


Il messaggio nascosto di Kubrick: la coscienza come nuova materia

Le interviste più rivelatrici (in particolare quella con Joseph Gelmis e le note raccolte da Michel Ciment) mostrano che Kubrick vedeva il film come una meditazione sul destino spirituale dell’umanità, non solo scientifico.
L’“uomo delle stelle” non è un extraterrestre, ma l’uomo rinato dalla propria tecnologia e dal proprio inconscio.
In altre parole, 2001 non parla dell’incontro con altre specie, ma dell’incontro dell’uomo con sé stesso come specie cosmica.
Il monolito rappresenta così una chiave percettiva, un dispositivo che “evolve” la mente umana verso una consapevolezza non duale — la fusione tra spirito e macchina, tra creatore e creatura.


Il finale “nascosto”: ritorno archetipico all’origine

Diversi studiosi (tra cui Eric Benson e Peter Krämer) notano come il finale sia costruito secondo un archetipo alchemico e mitologico: morte, rinascita e integrazione degli opposti.

La stanza illuminata, con il suo stile neoclassico, riflette il laboratorio ermetico dell’alchimista, dove tutto è sperimentazione e trasformazione. L’invecchiamento di Bowman raffigura il dissolversi dell’ego, fino alla rigenerazione luminosa del Sé — il “bambino delle stelle” che contempla la Terra come un nuovo grembo.

In questo senso, il finale nascosto di Kubrick è una metafora della reintegrazione cosmica: non la conquista dello spazio esterno, ma l’espansione dello spazio interiore, la coscienza che diventa universo.


In sintesi, il “vero finale” di 2001: Odissea nello spazio non è tanto un mistero da decifrare, quanto una profezia visiva sull’evoluzione spirituale dell’uomo.
Kubrick, attraverso il linguaggio del cinema puro — musica, luce, silenzio — racconta la nascita del prossimo stadio dell’essere umano: non più dominatore della materia, ma coscienza consapevole dell’eternità.

Il “vero finale” di 2001: Odissea nello spazio – per quanto Kubrick volesse mantenerlo aperto – è in realtà descritto abbastanza chiaramente da lui stesso e da Clarke: si tratta di un passo evolutivo guidato da entità superiori, in cui Bowman diventa il tramite per il “prossimo stadio” dell’umanità, anche se il film lo esprime in forma visionaria e simbolica.wikipedia+1

Cosa dice Kubrick del finale

  • In un’intervista (resa virale negli ultimi anni), Kubrick spiega che Dave viene “preso in carico da entità simili a dei, pure energie e intelligenze”, senza forma, che lo collocano in una sorta di “zoo umano” per osservarlo.cbr+2
  • La stanza neoclassica è quindi un ambiente artificiale creato da queste entità, dove Dave vive l’intero resto della sua vita “senza senso del tempo” prima di essere trasformato.reddit+2

Il ruolo del monolito e dello Star Child

  • Kubrick e molte letture critiche concordano: ogni apparizione del monolito segna un salto evolutivo della coscienza – dalle scimmie all’uomo tecnologico, fino allo Star Child.reddit+2
  • Nel finale Dave viene “elevato” a una nuova forma di esistenza e rispedito verso la Terra come una sorta di “superuomo”, lasciando allo spettatore solo da immaginare cosa accadrà quando questa nuova forma entrerà in contatto con l’umanità.indiewire+2

La “versione nascosta”: selezione, upgrade, avvertimento

Oltre alle fonti classiche, un’analisi recente molto circolata sottolinea un aspetto “nascosto”:

  • La stanza non è paradiso ma un terrario controllato per un primate morente, dove Dave viene selezionato, potenziato, trasformato – il gesto verso il monolito è letto come accettazione consapevole di questa metamorfosi.youtube​
  • Lo Star Child non sarebbe semplicemente “Dave reincarnato”, ma il prossimo modello dell’umanità dopo che Dave è stato “processato” dal monolito, come l’ominide trasformato nel primo atto.youtube+1​reddit
  • In questa lettura, il finale contiene anche un avvertimento: l’evoluzione non chiede il permesso; l’universo modifica l’umanità a prescindere dal fatto che essa comprenda o meno ciò che le sta accadendo.youtube​wikipedia

Dove approfondire (in questa linea)

Se vuoi altro materiale nello spirito che citi (Clarke, Ciment, Krämer, Benson ecc.), ti possono interessare:

  • L’intervista di Kubrick sull’ending, discussa su IndieWire e CBR, che riporta in dettaglio il concetto di “zoo umano” e “super being”.wikipedia+2
  • L’articolo accademico di Eric Benson, “The Myth of the Monolith: Reexamining Bowman’s Final Transformation”, che rilegge la trasformazione finale come processo mitico-evolutivo (citato anche nel video che hai riportato).youtube​wikipedia
  • Le sintesi critiche sulla pagina “Interpretations of 2001: A Space Odyssey”, che raccolgono varie letture evolutive, mitologiche e filosofiche del finale e del ruolo del monolito.wikipedia

L’intervista in cui Kubrick “spiega” il finale di 2001 non è un singolo testo ufficiale ma un breve passaggio audio di un’intervista telefonica a Jun’ichi Yaoi (1980 ca.), oggi reperibile in trascrizione e video in vari siti.nofilmschool+2

Dove ascoltarla / leggerla

  • Articoli con trascrizione quasi integrale
    • No Film School (“Stanley Kubrick Explains the Ending of ‘2001: A Space Odyssey’”): riporta il dialogo con Yaoi, con il famoso passo sugli “esseri simili a dei”, lo “zoo umano” e la trasformazione in “super being”.nofilmschool
    • Open Culture e CNET: offrono estratti e contestualizzazione della stessa telefonata, con citazioni dirette di Kubrick.cnet+1
  • Video con l’audio dell’intervista
    • Su YouTube trovi clip titolate tipo “Stanley Kubrick explains the ending of 2001: A Space Odyssey” o simili; uno dei più noti è linkato e discusso da CNET e Open Culture.openculture+2

Altre fonti correlate

  • La voce “Interpretations of 2001: A Space Odyssey” su Wikipedia rinvia alla cosiddetta “lost interview” e cita anche l’intervista a Joseph Gelmis, che contiene una spiegazione “al livello più semplice” della trama, sebbene meno esplicita del monologo a Yaoi.wikipedia+1
  • Alcuni siti (es. CBR, Far Out Magazine, Dangerous Minds) riassumono e commentano l’intervista, ma non sempre offrono la trascrizione completa; servono più come guida che come fonte primaria.cbr+2

Vi traduco la pagina wiki perché quella Italiano è molto meno approfondita :

Interpretazioni di 2001: Odissea nello spazio

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Da Wikipedia, l’enciclopedia libera

Fin dalla sua première nel 1968, il film 2001: Odissea nello spazio è stato analizzato e interpretato da numerose persone, dai critici cinematografici professionisti agli scrittori amatoriali e agli appassionati di fantascienza. Il regista del film, Stanley Kubrick , e lo sceneggiatore, Arthur C. Clarke , hanno voluto lasciare il film aperto a interpretazioni filosofiche e allegoriche, presentando volutamente le sequenze finali del film senza che il filo conduttore fosse evidente; un concetto illustrato dall’inquadratura finale del film, che contiene l’immagine dell’embrionale “Starchild”. Ciononostante, nel luglio 2018, l’interpretazione di Kubrick della scena finale è stata presentata dopo essere stata ritrovata in una delle prime interviste. [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] [ 4 ]

Apertura all’interpretazione

Kubrick incoraggiò il pubblico a esplorare le proprie interpretazioni del film e si rifiutò di spiegare “cosa fosse realmente accaduto” nel film, preferendo invece lasciare che il pubblico accogliesse le proprie idee e teorie. In un’intervista del 1968 a Playboy , Kubrick dichiarò:

Siete liberi di fare congetture come volete sul significato filosofico e allegorico del film, e tali congetture sono un’indicazione che è riuscito a catturare il pubblico a un livello profondo, ma non voglio delineare una mappa verbale per 2001 che ogni spettatore si sentirà obbligato a seguire o temerà di aver perso il punto. [ 5 ]

Nessuno dei due creatori ha equiparato l’apertura all’interpretazione all’insensatezza, anche se potrebbe sembrare che Clarke lo abbia lasciato intendere quando, poco dopo l’uscita del film, ha affermato: “Se qualcuno lo capisce alla prima visione, abbiamo fallito nel nostro intento”. Quando gli è stato riferito il commento, Kubrick ha detto: “Credo che lo abbia fatto [il commento] in modo scherzoso. La natura stessa dell’esperienza visiva in 2001: The Last of Us è quella di dare allo spettatore una reazione istantanea e viscerale che non richiede – e non dovrebbe richiedere – ulteriore amplificazione”. [ 6 ] Quando gli è stato detto che Kubrick aveva definito il suo commento “scherzoso”, Clarke ha risposto

Rimango fedele a questa osservazione, il che non significa che non si possa apprezzare appieno il film al primo sguardo. Ciò che intendevo dire era, ovviamente, che poiché avevamo a che fare con il mistero dell’universo e con poteri e forze superiori alla comprensione umana, allora, per definizione, non potevano essere totalmente comprensibili. Eppure c’è almeno una struttura logica – e a volte più di una – dietro tutto ciò che accade sullo schermo in “2001 – Il mistero della notte”, e il finale non è costituito da enigmi casuali, contrariamente a quanto sostengono alcuni critici. [ 6 ]

In una successiva discussione sul film con Joseph Gelmis, Kubrick affermò che il suo obiettivo principale era quello di evitare la “verbalizzazione intellettuale” e raggiungere “il subconscio dello spettatore”. Affermò di non aver deliberatamente cercato l’ambiguità, che era semplicemente un risultato inevitabile del rendere il film non verbale, pur riconoscendo che questa ambiguità era una risorsa inestimabile per il film. Era quindi disposto a fornire una spiegazione abbastanza diretta della trama su quello che chiamava il “livello più semplice”, ma non era disposto a discutere l’interpretazione metafisica del film che, a suo avviso, doveva essere lasciata al singolo spettatore. [ 7 ]

Il romanzo di Clarke come spiegazione

Il romanzo omonimo di Arthur C. Clarke è stato sviluppato contemporaneamente al film, sebbene pubblicato dopo l’uscita del film. [ 8 ] Sembra spiegare il finale del film in modo più chiaro. Il romanzo di Clarke identifica esplicitamente il monolite come uno strumento creato da extraterrestri che hanno attraversato molte fasi dell’evoluzione, passando da forme organiche, attraverso la biomeccanica, fino a uno stato di pura energia. Il libro spiega il monolite in modo molto più specifico rispetto al film, descrivendo il primo (sulla Terra) come un dispositivo in grado di indurre un livello superiore di coscienza interagendo direttamente con il cervello dei pre-umani che si avvicinano ad esso, il secondo (sulla Luna) come un segnale di allarme progettato per avvisare i suoi creatori che l’umanità aveva raggiunto un livello tecnologico sufficiente per i viaggi spaziali, e il terzo (vicino a Giove nel film ma su un satellite di Saturno nel romanzo) come un portale per consentire il viaggio verso altre parti della galassia. Descrive Bowman che viaggia attraverso una sorta di stazione di scambio interstellare che il libro chiama “Grand Central”, in cui i viaggiatori entrano in un hub centrale e vengono poi indirizzati alle loro destinazioni individuali. Il libro descrive anche un’espressione cruciale di Bowman quando entra nel portale attraverso il monolite; la sua ultima affermazione è “Mio Dio! È pieno di stelle! “. Questa affermazione non viene mostrata nel film, ma diventa cruciale nel sequel del 1984, 2010: The Year We Make Contact , basato sul romanzo 2010: Odissea Due .

Il libro rivela che questi alieni viaggiano nel cosmo aiutando le specie inferiori a compiere passi evolutivi. Bowman esplora metodicamente la stanza d’albergo e ne deduce che si tratta di una sorta di zoo creato dagli alieni – fabbricato a partire da informazioni derivate da trasmissioni televisive dalla Terra intercettate dal monolite TMA-1 – in cui viene studiato da entità aliene invisibili. Esamina alcuni alimenti fornitigli e nota che sono commestibili, ma chiaramente non fatti di alcuna sostanza familiare proveniente dalla Terra. Il film di Kubrick lascia tutto questo non dichiarato. [ 9 ] Sebbene non incluso nel film, Kubrick aveva originariamente pianificato di far rappresentare gli alieni nel film, e tagliò l’idea solo dopo aver deciso che era troppo difficile farlo con effetti speciali e pratici. [ 10 ] [ pagina necessaria ]

Il fisico Freeman Dyson ha esortato coloro che sono rimasti sconcertati dal film a leggere il romanzo di Clarke:

Dopo aver visto Odissea nello spazio , ho letto il libro di Arthur Clarke. Ho trovato il libro avvincente e intellettualmente appagante, pieno di quella tensione e chiarezza che mancano al film. Tutte le parti del film che sono vaghe e incomprensibili, soprattutto l’inizio e la fine, diventano chiare e convincenti nel libro. Quindi consiglio ai miei amici di mezza età che trovano il film sconcertante di leggere il libro; i loro figli adolescenti non ne hanno bisogno. [ 6 ]

Lo stesso Clarke era solito consigliare la lettura del libro, dicendo: “Dicevo sempre alla gente: ‘Leggete il libro, guardate il film e ripetete la dose tutte le volte che è necessario'”, sebbene, come sottolinea il suo biografo Neil McAleer, all’epoca stesse promuovendo le vendite del suo libro. [ 6 ] Altrove disse: “Troverete la mia interpretazione nel romanzo; non è necessariamente quella di Kubrick. Né la sua è necessariamente quella ‘giusta’, qualunque cosa significhi.” [ 6 ]

La critica cinematografica Penelope Houston ha osservato nel 1971 che il romanzo differisce in molti aspetti chiave dal film e, in quanto tale, forse non dovrebbe essere considerato la chiave passepartout per sbloccarlo. [ 11 ]

Stanley Kubrick era meno propenso a citare il libro come interpretazione definitiva del film, ma si rifiutò spesso di discuterne i possibili significati più profondi durante le interviste. Durante un’intervista con Joseph Gelmis nel 1969, Kubrick spiegò:

È un tipo di esperienza completamente diverso, ovviamente, e ci sono diverse differenze tra il libro e il film. Il romanzo, ad esempio, cerca di spiegare le cose in modo molto più esplicito rispetto al film, il che è inevitabile in un mezzo verbale. Il romanzo è nato dopo aver realizzato un trattamento in prosa di 130 pagine del film fin dall’inizio. Questo trattamento iniziale è stato successivamente modificato nella sceneggiatura, e la sceneggiatura a sua volta è stata modificata durante la lavorazione del film. Ma Arthur ha preso tutto il materiale esistente, più un’impressione di alcune riprese, e ha scritto il romanzo. Di conseguenza, c’è una differenza tra il romanzo e il film. … Penso che le divergenze tra le due opere siano interessanti. In realtà, è stata una situazione senza precedenti per qualcuno realizzare un’opera letteraria essenzialmente originale basata su scorci e segmenti di un film che non aveva ancora visto nella sua interezza. [ 12 ]

L’autore Vincent LoBrutto, in Stanley Kubrick: A Biography , era propenso a notare delle differenze creative che portavano a una separazione di significato tra libro e film:

Il film ha preso vita propria man mano che veniva realizzato, e Clarke è diventato sempre più irrilevante. Kubrick avrebbe probabilmente potuto girare 2001: The Last Airbender a partire da un trattamento, poiché la maggior parte di ciò che Clarke ha scritto, in particolare alcune voci fuori campo sinuose che spiegavano il livello di intelligenza raggiunto dagli uomini scimmia, lo stato geologico del mondo all’alba dell’uomo, i problemi della vita sulla Discovery e molto altro, è stato scartato durante gli ultimi giorni di montaggio, insieme alla spiegazione del guasto di HAL. [ 13 ]

Interpretazioni religiose

In un’intervista per la rivista Rolling Stone , Kubrick ha affermato: “A livello psicologico più profondo, la trama del film simboleggia la ricerca di Dio , e alla fine postula quella che è poco meno di una definizione scientifica di Dio… Il film ruota attorno a questa concezione metafisica, e l’hardware realistico e i sentimenti documentaristici su tutto erano necessari per minare la tua resistenza innata al concetto poetico.” [ 14 ]

Quando Eric Nordern gli chiese nell’intervista di Kubrick con Playboy se 2001: Odissea nello spazio fosse un film religioso, Kubrick spiegò: [ 15 ]

Dirò che il concetto di Dio è al centro di “2001” , ma non di una sua immagine tradizionale e antropomorfica . Non credo in nessuna delle religioni monoteiste della Terra , ma credo che si possa costruire un’intrigante definizione scientifica di Dio, una volta accettato il fatto che ci sono circa 100 miliardi di stelle solo nella nostra galassia , che ogni stella è un sole che dà vita e che ci sono circa 100 miliardi di galassie solo nell’universo visibile . Dato un pianeta in un’orbita stabile, né troppo caldo né troppo freddo , e dati alcuni miliardi di anni di reazioni chimiche casuali create dall’interazione dell’energia di un sole con le sostanze chimiche del pianeta, è abbastanza certo che alla fine emergerà la vita, in una forma o nell’altra. È ragionevole supporre che debbano esserci, in effetti, innumerevoli miliardi di pianeti di questo tipo in cui è sorta la vita biologica, e le probabilità che una parte di questa vita sviluppi intelligenza sono elevate. Ora, il Sole non è affatto una stella vecchia, e i suoi pianeti sono solo bambini nell’era cosmica, quindi sembra probabile che ci siano miliardi di pianeti nell’universo non solo dove la vita intelligente è su una scala inferiore a quella umana, ma altri miliardi dove è approssimativamente uguale e altri ancora dove è centinaia di migliaia di milioni di anni più avanti di noi. Quando pensate ai giganteschi passi avanti tecnologici che l’uomo ha fatto in pochi millenni – meno di un microsecondo nella cronologia dell’universo – riuscite a immaginare lo sviluppo evolutivo che hanno intrapreso forme di vita molto più antiche? Potrebbero essere progredite da specie biologiche , che sono al massimo fragili gusci per la mente, a entità meccaniche immortali – e poi, nel corso di innumerevoli eoni, potrebbero emergere dalla crisalide della materia trasformate in esseri di pura energia e spirito. Le loro potenzialità sarebbero illimitate e la loro intelligenza inafferrabile per gli umani.

Nella stessa intervista, egli attribuisce la colpa anche alla scarsa reazione critica al 2001 come segue: [ 15 ]

Forse c’è una certa componente di letterati sottoprofessionisti che è così dogmaticamente ateo , materialista e legato alla Terra da considerare la grandiosità dello spazio e i miriadi di misteri dell’intelligenza cosmica un anatema .

In un’intervista del 1980, rimasta sconosciuta fino alla sua riscoperta nel 2018, Kubrick spiegò l’intento del finale del film. Esseri divini di “pura energia e intelligenza” collocano l’astronauta in uno zoo umano, dove trascorre tutta la sua vita “senza alcun senso del tempo”. Dopo aver finalmente finito con lui, viene “trasformato in una sorta di super essere e rimandato sulla Terra, trasformato e reso una sorta di superuomo… È il modello di gran parte della mitologia, ed è ciò che stavamo cercando di suggerire”. [ 16 ]

Interpretazioni allegoriche

Il film è stato visto da molte persone non solo come una storia letterale sull’evoluzione e sulle avventure spaziali, ma anche come una rappresentazione allegorica di aspetti di concetti filosofici, religiosi o letterari.

Allegoria di Nietzsche

Il trattato filosofico di Friedrich Nietzsche Così parlò Zarathustra , sul potenziale dell’umanità, è direttamente citato tramite l’uso dell’omonimo brano musicale di Richard Strauss . [ 14 ] Nietzsche scrive che l’uomo è un ponte tra la scimmia e l’ Übermensch . [ 17 ] In un’intervista al New York Times , Kubrick ha dato credito alle interpretazioni di 2001 basate su Zarathustra quando ha affermato: “Qualcuno ha detto che l’uomo è l’anello mancante tra le scimmie primitive e gli esseri umani civilizzati. Si potrebbe dire che anche questo è insito nella storia. Siamo semicivilizzati, capaci di cooperazione e affetto, ma abbiamo bisogno di una sorta di trasfigurazione in una forma di vita superiore. L’uomo è davvero in una condizione molto instabile.” [ 18 ] Inoltre, nel capitolo Delle tre metamorfosi , Nietzsche identifica il bambino come l’ultimo gradino prima dell’Uberman (dopo il cammello e il leone), dando ulteriore sostegno a questa interpretazione alla luce del ‘bambino-stella’ che appare nelle scene finali del film. [ 19 ]

Lo Zarathustra di Nietzsche contiene questo passaggio, che descrive dettagliatamente Bowman che fa saltare la porta della navicella spaziale premendo tre pulsanti (due volte):”Tre volte risuonò alla porta come un tuono, e tre volte le volte risuonarono e ulularono di nuovo. Premetti il ​​tasto, poi un vento ruggente strappò le pieghe: fischiando, sibilando e perforando”. [ 19 ]

Donald MacGregor ha analizzato il film nei termini di un’opera diversa, La nascita della tragedia , in cui Nietzsche fa riferimento al conflitto umano tra il modo di essere apollineo e quello dionisiaco . Il lato apollineo dell’uomo è razionale, scientifico, sobrio e autocontrollato. Per Nietzsche un modo di esistere puramente apollineo è problematico, poiché indebolisce il lato istintivo dell’uomo. L’uomo apollineo manca di un senso di completezza, immediatezza e gioia primordiale. Non è positivo per una cultura essere né interamente apollineo né dionisiaco. Mentre il mondo delle scimmie all’inizio del 2001 è dionisiaco, il mondo del viaggio sulla Luna è interamente apollineo e HAL è un’entità interamente apollinea. Il film di Kubrick uscì appena un anno prima del festival rock di Woodstock, un evento interamente dionisiaco. MacGregor sostiene che David Bowman nella sua trasformazione abbia riacquistato il suo lato dionisiaco. [ 20 ]

Allegoria del concepimento

Il Bambino delle Stelle che guarda la Terra

2001 è stato anche descritto come un’allegoria del concepimento umano , della nascita e della morte . [ 21 ] In parte, questo può essere visto attraverso i momenti finali del film, che sono definiti dall’immagine del “bambino stella”, un feto nell’utero che attinge al lavoro di Lennart Nilsson . [ 22 ] Il bambino stella simboleggia un “grande nuovo inizio”, [ 22 ] ed è raffigurato nudo e senza cintura, ma con gli occhi spalancati. [ 23 ]

Il giornalista neozelandese Scott MacLeod individua parallelismi tra il viaggio dell’astronave e l’atto fisico del concepimento. Abbiamo la lunga astronave dalla testa a bulbo come spermatozoo, il pianeta di destinazione Giove (o il monolite che gli galleggia accanto) come ovulo, e l’incontro dei due come l’innesco per la crescita di una nuova razza umana (il “bambino delle stelle”). Il lungo spettacolo di luci pirotecniche a cui assiste David Bowman, che ha lasciato perplessi molti critici, è visto da MacLeod come il tentativo di Kubrick di rappresentare visivamente il momento del concepimento, quando il “bambino delle stelle” prende forma. [ 24 ]

Portando avanti l’allegoria, MacLeod sostiene che le scene finali in cui Bowman sembra vedere una versione di se stesso che invecchia rapidamente attraverso una “distorsione temporale” siano in realtà Bowman che assiste all’avvizzimento e alla morte della sua stessa specie. La vecchia razza umana sta per essere sostituita dal “bambino delle stelle”, concepito dall’incontro tra l’astronave e Giove. MacLeod vede anche l’ironia nell’uomo come creatore (di HAL) sull’orlo di essere usurpato dalla sua stessa creazione. Distruggendo HAL, l’uomo rifiuta simbolicamente il suo ruolo di creatore e si allontana dall’orlo della propria distruzione. [ 24 ]

Allo stesso modo, nel suo libro The Making of 2001 di Kubrick , l’autore Jerome Agel propone l’interpretazione secondo cui Discovery One rappresenta sia un corpo (con vertebre) sia uno spermatozoo, con Bowman che rappresenta la “vita” nella cellula che viene trasmessa. In questa interpretazione, Giove rappresenta sia una femmina che un ovulo. [ 25 ]

Il monolite

Come molti elementi del film, l’iconico monolite è stato oggetto di numerose interpretazioni, tra cui religiose, alchemiche, [ 26 ] storiche ed evoluzionistiche. In una certa misura, il modo stesso in cui appare e viene presentato consente allo spettatore di proiettarvi ogni sorta di idee relative al film. Il Monolite nel film sembra rappresentare e persino innescare transizioni epiche nella storia dell’evoluzione umana , l’evoluzione degli esseri umani da esseri simili a scimmie a persone civilizzate, da qui l’odissea dell’umanità. [ 27 ] [ 28 ]

La biografia di Kubrick di Vincent LoBrutto nota che per molti il ​​romanzo di Clarke è la chiave per comprendere il monolite. [ 29 ] Allo stesso modo, Geduld osserva che “il monolite … ha una spiegazione molto semplice nel romanzo di Clarke”, sebbene in seguito affermi che persino il romanzo non spiega completamente il finale.

Il recensore di Rolling Stone, Bob McClay, vede il film come una sinfonia in quattro movimenti, la cui storia è raccontata con “deliberato realismo”. [ 30 ] Carolyn Geduld ritiene che ciò che “unisce strutturalmente tutti e quattro gli episodi del film” sia il monolite, l’enigma più grande e irrisolvibile del film. [ 31 ] Ogni volta che viene mostrato il monolite, l’uomo trascende a un diverso livello di cognizione , collegando i segmenti primordiali , futuristici e mistici del film. [ 32 ] La recensione di McClay su Rolling Stone nota un parallelismo tra la prima apparizione del monolite in cui l’uso di strumenti viene impartito alle scimmie e il completamento di “un’altra evoluzione” nel quarto e ultimo incontro con il monolite. [ 33 ] Allo stesso modo, Tim Dirks conclude la sua sinossi dicendo “L’evoluzione ciclica da scimmia a uomo a astronauta ad angelo-bambino stellare-superuomo è completa”. [ 34 ]

Il monolite appare quattro volte in 2001: Odissea nello spazio : nella savana africana, sulla Luna, nello spazio in orbita attorno a Giove e vicino al letto di Bowman prima della sua trasformazione. Dopo il primo incontro con il monolite, vediamo il capo delle scimmie avere un rapido flashback del monolite, dopodiché raccoglie un osso e lo usa per frantumarne altri. Il suo utilizzo come arma consente alla sua tribù di sconfiggere l’altra tribù di scimmie che occupa la pozza d’acqua e che non ha imparato a usare le ossa come armi. Dopo questa vittoria, il capo delle scimmie lancia il suo osso in aria, dopodiché la scena si sposta su un’arma orbitante quattro milioni di anni dopo, il che implica che la scoperta dell’osso come arma abbia inaugurato l’evoluzione umana, da cui l’arma orbitante molto più avanzata quattro milioni di anni dopo. [ 34 ]

Il primo e il secondo incontro dell’umanità con il monolite hanno elementi visivi in ​​comune; sia le scimmie, sia gli astronauti successivi, toccano cautamente il monolite con le mani, ed entrambe le sequenze si concludono con immagini quasi identiche del Sole che appare direttamente sopra il monolite (la prima con una luna crescente adiacente nel cielo, la seconda con una Terra crescente quasi identica nella stessa posizione), entrambe riecheggiando l’ allineamento Sole-Terra-Luna visto all’inizio del film. [ 35 ] Il secondo incontro suggerisce anche l’attivazione del segnale radio del monolite verso Giove da parte della presenza di umani, [ 36 ] riecheggiando la premessa del racconto originale di Clarke “The Sentinel”.

Nel senso narrativo più letterale, come si trova nel romanzo scritto contemporaneamente, il Monolito è uno strumento, un manufatto di una civiltà aliena. Si presenta in molte dimensioni e appare in molti luoghi, sempre allo scopo di far progredire la vita intelligente. Arthur C. Clarke lo ha definito “il coltellino svizzero alieno”; [ 29 ] o come ipotizza Heywood Floyd nel film del 1984 2010 , “un emissario di un’intelligenza al di là della nostra. Una forma di qualche tipo per qualcosa che non ha forma”.

Il fatto che il primo strumento utilizzato dai protoumani sia un’arma per commettere un omicidio è solo una delle complesse questioni evolutive e filosofiche poste dal film. Il legame tra lo strumento e i giorni nostri è costituito dal famoso fiammifero tagliato dall’osso/strumento che vola in aria, fino a un’arma in orbita attorno alla Terra. All’epoca delle riprese del film, la corsa allo spazio era in pieno svolgimento e l’uso dello spazio e della tecnologia per la guerra e la distruzione era visto come una grande sfida per il futuro. [ 37 ]

Ma l’uso di strumenti ha anche permesso all’umanità di sopravvivere e prosperare per i successivi quattro milioni di anni, momento in cui il monolite fa la sua seconda apparizione, questa volta sulla Luna. Durante gli scavi, dopo essere rimasto sepolto sotto la superficie lunare per quattro milioni di anni, il monolite viene esaminato dagli esseri umani per la prima volta ed emette un potente segnale radio, il cui obiettivo diventa la missione Discovery One .

Leggendo i commenti di Clarke o Kubrick, questa è la più diretta delle apparizioni del monolite. È come “chiamare casa”, per dire, in effetti, “sono qui!”. Alcune specie visitate molto tempo fa non solo hanno sviluppato un’intelligenza, ma un’intelligenza sufficiente per raggiungere il viaggio spaziale. L’umanità ha lasciato la sua culla ed è pronta per il passo successivo. Questo è il punto di collegamento con il racconto di Clarke del 1951, ” La sentinella “, originariamente citato come base per l’intero film.

La terza volta che vediamo un monolite segna l’inizio della sequenza più criptica e psichedelica del film; le interpretazioni delle ultime due apparizioni del monolite sono varie quanto gli spettatori del film. Si tratta di uno “stargate”, di un gigantesco router o trasportatore cosmico? Tutte queste visioni stanno avvenendo nella mente di Bowman? E perché alla fine finisce in una suite d’albergo cosmica? [ 32 ]

Secondo Michael Hollister nel suo libro Hollyworld , il cammino oltre l’infinito è introdotto dall’allineamento verticale di pianeti e lune con un monolite perpendicolare che forma una croce, come se l’astronauta stesse per diventare un nuovo salvatore . Bowman trascorre i suoi anni da solo in una stanza neoclassica, illuminata dal basso, che evoca l’ età dell’Illuminismo , decorata con arte classica. [ 38 ]

Mentre la vita di Bowman scorre rapidamente in questa stanza neoclassica, il monolite fa la sua ultima apparizione: in piedi ai piedi del suo letto mentre si avvicina alla morte. Alza un dito verso il monolite, un gesto che allude al dipinto di Michelangelo della Creazione di Adamo , con il monolite che rappresenta Dio. [ 39 ]

Il monolite è il soggetto dell’ultima battuta del film (pronunciata alla fine del segmento “Jupiter Mission”): “La sua origine e il suo scopo sono ancora un mistero totale”. I recensori McClay e Roger Ebert hanno notato che il monolite è l’elemento principale del mistero nel film, Ebert scrivendo di “Lo shock dei bordi dritti e degli angoli squadrati del monolite tra le rocce erose”, e descrivendo le scimmie che gli girano intorno cautamente come prefigurazioni dell’uomo che cerca “le stelle”. [ 40 ] Patrick Webster suggerisce che l’ultima battuta si riferisce a come il film dovrebbe essere affrontato nel suo insieme, osservando “La battuta non si riferisce semplicemente alla scoperta del monolite sulla luna, ma alla nostra comprensione del film alla luce delle domande fondamentali che solleva sul mistero dell’universo”. [ 41 ]

Gerard Loughlin ha affermato in un libro del 2003 che il monolite è la rappresentazione dello schermo cinematografico stesso da parte di Kubrick: “è un’invenzione cinematografica, perché girando il monolite su un lato si ottiene la cassetta delle lettere dello schermo del cinemascope, il rettangolo vuoto su cui appare la star-bambino, così come l’intero film di Kubrick”. [ 42 ] Il critico cinematografico online Rob Ager ha successivamente prodotto un video-saggio che sposava anch’esso questa teoria. L’accademico Dan Leberg si è lamentato del fatto che Ager non avesse citato Loughlin. [ 43 ]

HAL 9000

Rappresentazione artistica dell’occhio della telecamera di HAL 9000
Piastra di interfaccia HAL 9000 con lente della telecamera montata sull’occhio

Il supercomputer intelligente HAL 9000 è stato paragonato al mostro di Frankenstein . Secondo il critico cinematografico John Thurman, l’esistenza stessa di HAL è un abominio, proprio come il mostro di Frankenstein. “Sebbene forse non apertamente mostruoso, il vero carattere di HAL è suggerito dalla sua ‘deformità’ fisica. Come un Ciclope, fa affidamento su un singolo occhio, di cui sono installati esempi in tutta la nave. Il punto di vista grandangolare e deformato dell’occhio è mostrato più volte, in particolare nei disegni degli astronauti in letargo (che HAL ucciderà in seguito).” [ 44 ]

Kubrick sottolinea il legame con Frankenstein con una scena che riproduce virtualmente lo stile e il contenuto di una scena di Frankenstein del 1931 di James Whale . La scena in cui il mostro di Frankenstein viene mostrato per la prima volta in libertà è presa in prestito per rappresentare il primo omicidio da parte di HAL di un membro dell’equipaggio della Discovery One : la navicella vuota, sotto il controllo di HAL, estende le braccia e le “mani” e si scatena in una “furia” diretta verso l’astronauta Poole. In entrambi i casi, è la prima volta che la natura veramente odiosa del “mostro” può essere riconosciuta come tale, e appare solo a circa metà del film.

Clarke ha suggerito in interviste, nel suo romanzo originale e in una bozza della sceneggiatura che gli ordini di HAL di mentire agli astronauti (più specificamente, nascondere la vera natura della missione) lo hanno reso “folle”. [ 45 ] Il romanzo include la frase “Lui [HAL] aveva vissuto una bugia” – una situazione difficile per un’entità programmata per essere il più affidabile possibile. O desiderabile, data la sua programmazione per “vincere solo il 50% delle volte” a scacchi, affinché gli astronauti umani si sentissero competitivi. Clarke fornisce anche una spiegazione degli effetti negativi dell’ordine di mentire a HAL in termini informatici e psicologici, affermando che HAL è intrappolato in un ” ciclo di feedback di Möbius “.

Sebbene il film rimanga ambiguo, si possono vedere prove nel film che, poiché HAL è stato incaricato di ingannare gli astronauti della missione sulla natura effettiva della missione, quell’inganno apre un vaso di Pandora di possibilità. Durante una partita a scacchi , sebbene vittorioso su Frank Poole, HAL commette un sottile errore nell’uso della notazione descrittiva per descrivere una mossa e, quando descrive uno scacco matto forzato , non menziona le mosse che Poole potrebbe fare per ritardare la sconfitta. [ 46 ] Poole viene visto mentre ripete le sue mosse a se stesso durante la partita e in seguito viene rivelato che HAL sa leggere le labbra. La conversazione di HAL con Dave Bowman poco prima dell’errore diagnostico dell’unità AE-35 che comunica con la Terra è una sessione di domande e risposte quasi paranoica (“Sicuramente non si poteva ignorare le strane storie che circolano… voci su qualcosa che è stato dissotterrato sulla Luna…”) in cui HAL sfiora la questione cruciale su cui sta nascondendo informazioni. Quando Dave afferma “Stai elaborando il rapporto psicologico del tuo equipaggio”, HAL impiega qualche secondo per rispondere affermativamente. Subito dopo questo scambio, commette un errore nella diagnosi dell’unità antenna. HAL è stato introdotto al concetto unico e alieno della disonestà umana. Non ha una comprensione sufficientemente approfondita delle motivazioni umane per coglierne la necessità e, arrancando nella rete intricata di complicazioni menzognere, cade preda dell’errore umano.

Il film successivo, “2010”, elabora ulteriormente la spiegazione di Clarke sul crollo di HAL. Sebbene HAL avesse ricevuto l’ordine di negare la vera missione con l’equipaggio, era programmato a livello profondo per essere completamente preciso e infallibile. Questo conflitto tra due direttive chiave lo portò a prendere qualsiasi misura per impedire a Bowman e Poole di scoprire questo inganno. Dopo la morte di Poole, altri furono eliminati per rimuovere eventuali testimoni del suo fallimento nel portare a termine la missione.

Un aspetto interessante della difficile situazione di HAL, notato da Roger Ebert, è che questo computer apparentemente perfetto si comporta in realtà nel modo più umano tra tutti i personaggi. [ 47 ] Ha raggiunto livelli di intelligenza umana e sembra aver sviluppato tratti umani di paranoia, gelosia e altre emozioni. Al contrario, i personaggi umani si comportano come macchine, eseguendo freddamente i loro compiti in modo meccanico, che si tratti di compiti banali di funzionamento del loro velivolo o anche sotto estrema costrizione come deve essere Dave dopo l’omicidio di Frank da parte di HAL. Ad esempio, Frank Poole guarda una trasmissione di compleanno dei suoi genitori con quella che sembra essere una completa apatia.

Sebbene il film lasci un alone di mistero, le prime bozze della sceneggiatura chiarivano che il crollo di HAL è innescato dalle autorità sulla Terra che gli ordinano di nascondere informazioni agli astronauti sullo scopo della missione (ciò viene spiegato anche nel sequel del film, 2010 ). Frederick Ordway, consulente scientifico e tecnico di Kubrick, ha affermato che in una precedente sceneggiatura Poole dice ad HAL che c’è “… qualcosa su questa missione che non ci è stato detto. Qualcosa che il resto dell’equipaggio sa e che tu sai. Vorremmo sapere se questo è vero”, a cui HAL risponde: “Mi dispiace, Frank, ma non credo di poter rispondere a questa domanda senza sapere tutto quello che tutti voi sapete”. [ 48 ] HAL quindi predice falsamente un guasto dell’hardware che mantiene il contatto radio con la Terra (la fonte dei difficili ordini di HAL) durante la trasmissione degli auguri di compleanno di Frank Poole dai suoi genitori.

La sceneggiatura finale ha rimosso questa spiegazione, ma viene accennata quando HAL chiede a David Bowman se Bowman sia infastidito dalle “stranezze” e dalla “rigorosa sicurezza” che circonda la missione. Dopo che Bowman conclude che HAL sta diligentemente redigendo il “rapporto psicologico dell’equipaggio”, il computer fa la sua falsa previsione di un guasto hardware. Un altro indizio si verifica al momento della disattivazione di HAL, quando un video rivela lo scopo della missione.

Natura militare dei satelliti in orbita

Stanley Kubrick aveva originariamente intenzione, quando il film fa il suo famoso montaggio dall’arma ossea preistorica al satellite in orbita, che quest’ultimo e i tre satelliti aggiuntivi visti fossero stabiliti come armi nucleari orbitanti da una voce narrante fuori campo che parlava di stallo nucleare. [ 49 ] Inoltre, Kubrick intendeva che il Bambino delle Stelle avrebbe fatto esplodere le armi alla fine del film. [ 50 ] Col tempo, Kubrick decise che questo avrebbe creato troppe associazioni con il suo precedente film Il dottor Stranamore e decise di non rendere così ovvio che fossero “macchine da guerra”. [ 51 ] Kubrick si trovò anche di fronte al fatto che, durante la produzione del film, gli Stati Uniti e l’URSS avevano concordato di non lanciare armi nucleari nello spazio firmando il Trattato sullo spazio extra-atmosferico . [ 52 ]

Alexander Walker, in un libro scritto con l’assistenza e l’autorizzazione di Kubrick, afferma che Kubrick alla fine decise che, in quanto armi nucleari, le bombe non avevano “alcun posto nello sviluppo tematico del film”, diventando ora una “pista ferrata in orbita” che avrebbe “sollevato semplicemente questioni irrilevanti per suggerire questo come una realtà del ventunesimo secolo”. [ 53 ]

Nel documentario televisivo canadese 2001 and Beyond , Clarke ha affermato che non solo lo scopo militare dei satelliti “non è stato specificato nel film, ma non c’è bisogno che lo sia”, ripetendo più avanti in questo documentario che “Stanley non voleva avere niente a che fare con le bombe dopo il Dottor Stranamore”. [ 54 ]

In un’intervista al New York Times del 1968, Kubrick si riferì ai satelliti semplicemente come “astronavi”, come fa l’intervistatore, ma osservò che il taglio a fiammifero dall’osso all’astronave mostra che si sono evoluti da “osso come arma”, affermando “È semplicemente un fatto osservabile che tutta la tecnologia dell’uomo è nata dalla sua scoperta dell’arma-strumento”. [ 55 ]

Nulla nel film richiama l’attenzione sullo scopo dei satelliti. James Griffith, in una nota a piè di pagina del suo libro Adaptations As Imitations: Films from Novels , scrisse: “Mi chiedo, ad esempio, come diversi critici, commentando il montaggio che collega la preistoria e il futuro dell’umanità, possano identificare – senza fare riferimento al romanzo di Clarke – il satellite come un’arma nucleare”. [ 56 ] : 252 

Arthur C. Clarke, nel documentario televisivo 2001: The Making of a Myth , ha descritto la sequenza dall’osso al satellite nel film, dicendo “L’osso sale e si trasforma in quella che dovrebbe essere una bomba spaziale orbitante, un’arma nello spazio. Beh, questo non è chiaro, supponiamo semplicemente che sia una specie di veicolo spaziale in un salto di tre milioni di anni”. [ 57 ] [ 58 ] L’ex assistente di ricerca della NASA Steven Pietrobon [ 59 ] ha scritto “I veicoli orbitali visti mentre facciamo il salto dall’alba dell’uomo ai tempi contemporanei dovrebbero essere piattaforme di armi che trasportano dispositivi nucleari, anche se il film non lo chiarisce”. [ 60 ]

La stragrande maggioranza dei critici cinematografici, tra cui il noto esperto di Kubrick Michel Ciment, [ 61 ] ha interpretato i satelliti come veicoli spaziali generici (probabilmente diretti sulla Luna). [ 62 ]

La percezione che i satelliti siano armi nucleari persiste nella mente di alcuni spettatori (e di alcuni scienziati spaziali). A causa del loro aspetto, ci sono dichiarazioni di membri dello staff di produzione che ancora si riferiscono ad essi come armi. Walker, nel suo libro Stanley Kubrick, Director , ha osservato che, sebbene le bombe non si adattino più alle rinnovate preoccupazioni tematiche di Kubrick, “tuttavia, dai contrassegni nazionali ancora visibili sul primo e sul secondo veicolo spaziale che vediamo, possiamo supporre che si tratti delle bombe russe e americane”. [ 63 ]

Allo stesso modo, Walker in un saggio successivo [ 64 ] ha affermato che due delle astronavi viste orbitare attorno alla Terra avrebbero dovuto essere armi nucleari, dopo aver affermato che le prime scene del film “implicano” uno stallo nucleare. Pietrobon, che è stato consulente nel 2001 per il sito Web Starship Modeler per quanto riguarda gli oggetti di scena del film, osserva piccoli dettagli sui satelliti come le insegne dell’aeronautica e i “cannoni”. [ 65 ]

Nel film, le insegne dell’aeronautica militare degli Stati Uniti e le insegne della bandiera cinese e tedesca (inclusa quella che sembra essere una Croce di Ferro ) possono essere viste su tre dei satelliti, [ 66 ] che corrispondono a tre dei paesi di origine dichiarati delle bombe in una prima bozza ampiamente diffusa della sceneggiatura. [ 67 ]

Tra i membri dello staff di produzione che continuano a fare riferimento alle “bombe” (oltre a Clarke) c’è lo scenografo Harry Lange (in precedenza illustratore dell’industria spaziale), che dall’uscita del film ha mostrato i suoi schizzi di produzione originali per tutte le astronavi a Simon Atkinson, il quale afferma di aver visto “le bombe in orbita”. [ 68 ] Fred Ordway, consulente scientifico del film, inviò un promemoria a Kubrick dopo l’uscita del film elencando le modifiche suggerite al film, lamentandosi principalmente della narrazione mancante e delle scene accorciate. Una voce recita: “Senza preavviso, passiamo alle bombe in orbita. E a una breve narrazione introduttiva, mancante nella versione attuale”. [ 69 ] Numerosi membri dello staff di produzione hanno contribuito alla stesura del libro del 1970 di Jerome Agel sulla realizzazione del film, in cui le didascalie descrivono gli oggetti come “satelliti orbitanti che trasportano armi nucleari”. [ 70 ] L’attore Gary Lockwood (l’astronauta Frank Poole) nel commento audio del DVD [ 71 ] afferma che il primo satellite è un’arma armata, rendendo il famoso taglio di corrispondenza dall’osso al satellite un “taglio da arma ad arma”. Diverse recensioni recenti del film, per lo più dell’uscita del DVD, fanno riferimento a satelliti armati, [ 72 ] probabilmente influenzate dal commento audio di Gary Lockwood.

Alcuni lavori pubblicati da scienziati sul tema dell’esplorazione spaziale o delle armi spaziali discutono tangenzialmente 2001: Odissea nello spazio e presumono che almeno alcuni dei satelliti in orbita siano armi spaziali. [ 73 ] [ 74 ] In effetti, i dettagli elaborati con il contributo di esperti del settore spaziale, come la struttura del primo satellite che Pietrobon chiama “torre di comando”, corrispondono allo schizzo concettuale originale disegnato per la piattaforma della bomba nucleare. [ 60 ] [ 75 ] I modellatori li etichettano in modi diversi. Da un lato, la mostra del 2001 (tenutasi in quell’anno) al Tech Museum di San Jose e ora online (a pagamento) si riferiva semplicemente ai “satelliti”, [ 76 ] mentre una speciale mostra di modellismo tenutasi sempre nel 2001 presso la sala espositiva di Porte de Versailles a Parigi (chiamata 2001 l’odyssée des maquettes (2001: A Modeler’s Odyssey) ) descriveva apertamente le loro ricostruzioni del primo satellite come “US Orbiting Weapons Platform”. [ 77 ] Alcuni, ma non tutti, i produttori di modelli spaziali o i modellisti amatoriali si riferiscono a queste entità come bombe. [ 78 ]

La percezione che i satelliti siano bombe persiste nella mente di alcuni, ma non di tutti i commentatori del film. Questo può influenzare la lettura del film nel suo complesso. Il noto esperto di Kubrick Michel Ciment , discutendo l’atteggiamento di Kubrick nei confronti dell’aggressività e dell’istinto umano, osserva: “L’osso lanciato in aria dalla scimmia (ora diventata uomo) si trasforma all’altro estremo della civiltà, attraverso una di quelle brusche ellissi caratteristiche del regista, in un’astronave in rotta verso la luna”. [ 79 ] In contrasto con la lettura di Ciment di un taglio verso un sereno “altro estremo della civiltà”, il romanziere di fantascienza Robert Sawyer , parlando nel documentario canadese 2001 and Beyond , lo vede come un taglio da un osso a una piattaforma per armi nucleari, spiegando che “ciò che vediamo non è quanto lontano siamo balzati in avanti, ciò che vediamo è che oggi, ‘2001’, e quattro milioni di anni fa nel veldt africano, è esattamente la stessa cosa: il potere dell’umanità è il potere delle sue armi. È una continuazione, non una discontinuità in quel salto.” [ 54 ]

Kubrick, notoriamente restio a fornire spiegazioni sul suo lavoro, non dichiarò mai pubblicamente le funzioni previste dei satelliti in orbita, preferendo invece lasciare che fosse lo spettatore a intuirne lo scopo.

È stato sottolineato che la narrazione di Kubrick sopra menzionata riguardante i satelliti descrive la situazione di stallo nucleare paragonandola a una compagnia aerea con un record di sicurezza perfetto, “in quanto nessuno si aspettava che durasse per sempre”, e che, in effetti, poco prima della trasmissione dell’intervista della BBC-12, sembra che David stia leggendo un articolo di giornale sul suo tablet , simile a un “newspad”, riguardo alla scomparsa di un aereo di linea avanzato, qualcosa che è stato ipotizzato essere una sottile implicazione che la pace nucleare stia giungendo al termine. [ 80 ] [ 81 ]

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  55. ^ Kloman, William (14 aprile 1968). “Nel 2001, l’amore sarà una parola di sette lettere?” . archiviokubrick . Consultato il 31 agosto 2010 .L’intervista è disponibile su molte altre fonti online.
  56. ^ Griffith, James (1997). Adattamenti come imitazioni: film tratti da romanzi . Newark e Londra: University of Delaware Press, Associated University Presses. ISBN Tel. 0-87413-633-4.
  57. ^ Joyce, Paul (regista) Doran, Jamie (produttore) Bizony, Piers (produttore associato) (2001). 2001: The Making of a Myth (produzione televisiva). Regno Unito: Channel Four Television Corp. L’evento si verifica alle 15:56.
  58. ^ Questo documentario è presente nel DVD Special Edition di 2001: Odissea nello spazio (1968) pubblicato nel 2007. Clarke ha anche fatto riferimento al “taglio dall’osso alla bomba” nel precedente documentario di “Channel 4” (1996) sul più ampio corpus di opere di Kubrick, L’uomo invisibile .
  59. “Steven S. Pietrobon” . Sworld.com.au . Consultato il 22 agosto 2010 .
  60. ^Vai a:b “Pagina di riferimento del modello di studio 2001”. Starship Modeler. 10 giugno 2008.Recuperato il 22 agosto 2010.
  61. ^ Cimento, Michel (1999) [1980]. Kubrick: L’edizione definitiva . Calmann-Levy. P. 128. ISBN Numero di telefono: 0-571-19986-0.
  62. ^ Vedi numerose recensioni su “The Kubrick Site” [1] e altrove.
  63. ^ Vedi il libro di Alex Walker “Stanley Kubrick, Director” p. 247.
  64. ^ La realizzazione di 2001: Odissea nello spazio di Stephanie Schwam p. 237.
  65. ^ Lo stesso Pietrobon mette la parola “cannoni” tra virgolette, forse per indicare l’ambiguità della struttura.
  66. ^ Pietrobon nota sul sito web Starship Modeler [2] che i contrassegni sul primo e sul secondo satellite visti li indicano rispettivamente come americani e tedeschi. La Croce di Ferro può essere vista in primo piano in [3] . Pietrobon afferma “Non è chiaro se si tratti di un dettaglio funzionale, come un propulsore RCS, o se questo modello dovesse rappresentare qualcosa del moderno arsenale tedesco”. Vedi 20:07 nel numero DVD del 2007 del film.
  67. “The Kubrick Site: The ‘2001’ Screenplay (1965)” . Visual-memory.co.uk . Consultato il 22 agosto 2010 .
  68. “The Underview: Simon Atkinson” . Archiviato dall’originale il 6 agosto 2013. Consultato il 3 agosto 2013 .
  69. “The Kubrick Site: Fred Ordway su “2001” . Visual-memory.co.uk . Recuperato il 22 agosto 2010 .
  70. ^ p. 88 all’interno del lungo inserto fotografico privo di numerazione delle pagine. La nota a pag. 72 afferma: “Le didascalie delle pagine seguenti sono state preparate con l’assistenza dei signori Kubrick, Clarke, Trumball e Pederson”.
  71. ^ Jan Harlan, Stanley Kubrick (ottobre 2007). 2001: Odissea nello spazio (DVD) (DVD). Warner Bros. . Consultato il 3 agosto 2013 .
  72. ^ [4] [5] “DVD Verdict Review – 2001: Odissea nello spazio: edizione speciale a due dischi” . Archiviato dall’originale il 16 dicembre 2012 . Consultato il 29 marzo 2013 .[6]
  73. ^ Military Space Power: A Guide to the Issues (Problemi militari, strategici e di sicurezza contemporanei) di James Fergusson e Wilson Wong. p. 108.
  74. ^ Introduzione allo spazio: la scienza dei voli spaziali di Thomas Damon.
  75. ^ Bizony 2001 , p. 108
  76. “2OO1: exhibit.org – Exhibitions” . 2001exhibit.org. Archiviato dall’originale il 17 luglio 2012 . Consultato il 22 agosto 2010 .
  77. ^ Rider, Chuck (16 febbraio 2010). “Dixième Planète Special Issue No. 2” . ARA Press. Archiviato dall’originale il 3 febbraio 2010. Consultato il 22 agosto 2010 .
  78. ^ [7] li chiama bombe, il produttore del modello AJAMODELS produce un modello del “satellite” tedesco [8] . Il sito web [9] descrive il loro modello nel testo come un “satellite orbitale” che appare tra virgolette ma il titolo jpeg interno dell’immagine lo chiama una bomba.
  79. ^ Il sito di Kubrick: Slavoj Zizek su Eyes Wide Shut
  80. “Come Kubrick ha realizzato 2001: Odissea nello spazio – Parte 4: Missione su Giove [A]” . Archiviato dall’originale il 21 dicembre 2021 – tramite YouTube.
  81. “Flickr” . Flickr . 6 aprile 2015 . Recuperato il 15 maggio 2021 .

Fonti

  • Walker, Alexander (2000). Stanley Kubrick, regista . New York: WW Norton and Company. ISBN Tel. 0-393-32119-3.

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