Il collettivo è la grande bestia…

Il video sviluppa in modo molto chiaro l’idea di egregora come “entità psichica collettiva” che si forma quando molte persone concentrano attenzione ed emozione sulle stesse immagini, ideologie o simboli. L’egregora, una volta stabilizzata, viene descritta come qualcosa che acquisisce una sorta di autonomia, con un proprio “istinto di autoconservazione”, che tende a nutrirsi dell’energia psichica degli individui e a strutturare i loro pensieri e i loro comportamenti.youtube​

Sintesi dei punti chiave

  • Il video parte dal celebre Philip Experiment: un gruppo di ricercatori canadesi negli anni ’70 costruisce un personaggio fittizio (biografia, immaginario, emozioni condivise) e, tramite sedute focalizzate, ottiene fenomeni “paranormali” che vengono interpretati come la nascita di un tulpa/egregora, cioè una forma-pensiero collettiva.youtube​
  • Viene collegato il concetto occidentale di egregora a quello tibetano di tulpa e alle dinamiche di deindividuazione studiate dalla psicologia sociale (Le Bon, esperimento della Third Wave, Robbers Cave, ecc.), mostrando come il “gruppo” possa prendere il controllo della mente dei singoli.youtube​
  • Le egregore moderne non sono solo religiose o magiche: il video insiste su corporazionialgoritmi dei social e movimenti ideologici come entità che si auto-organizzano attorno a un unico scopo (profitto, tempo di permanenza sulla piattaforma, potere), e che “mangiano attenzione” generando paura, rabbia, tribalismo e dipendenza.youtube​

Dimensione esoterica e psicologica

  • L’egregora è presentata come un “organismo psichico metabolico” che converte l’attenzione umana in potere strutturale: più la si alimenta con emozioni intense (odio, panico, entusiasmo fanatico), più diventa forte e capace di condizionare le percezioni di massa.youtube​
  • Il video mostra come, aderendo a un’ideologia o a un “noi contro loro”, l’individuo ceda porzioni della propria coscienza: non pensa più per sé, ma pensa “per conto” del campo collettivo, recitando narrazioni prefabbricate su economia, morale, nemici, ecc..youtube​
  • In chiave gnostica, le egregore vengono accostate agli archonti: entità che si nutrono di paura e ignoranza, mantenendo le coscienze intrappolate in sistemi di identificazione e conflitto.youtube​

Meccanismi di controllo e possesso

  • La possessione viene riletta in termini laici: non serve un demone, basta un insieme di ruoli, simboli, slogan e incentivi che spingono il singolo a comportamenti che non avrebbe mai nella vita privata (esempio: dipendenti della East India Company, studenti della Third Wave, folla negli stadi).youtube​
  • L’algoritmo dei social viene descritto come una egregora digitale: non odia nessuno, ma ottimizza tutto per massimizzare il tempo di attenzione, privilegiando contenuti che provocano attivazione emotiva (outrage, invidia, ansia) e quindi rinforzando polarizzazione e dipendenze.youtube​

Strategia di “disinnesco”

  • Combattere frontalmente un’egregora significa in realtà alimentarla, perché il conflitto le fornisce la stessa energia emotiva di cui vive.youtube​
  • L’unico “esorcismo” proposto è ritirare l’attenzione: pratiche affini al grey rock psicologico e alla meditazione, cioè diventare “insapori” per questi sistemi, non reagire automaticamente a provocazioni, clickbait, narrazioni tribali.youtube​
  • Il video chiude in chiave quasi gnostico-contemplativa: nel presente puro (consapevolezza del respiro, del corpo, della coscienza stessa) le egregore non hanno presa; recuperare la propria attenzione equivale a riappropriarsi dei “mezzi di produzione” della coscienza.youtube​

Se vuoi, si può fare un confronto sistematico tra questa concezione di egregora e le tradizioni teosofiche, gnostiche e la psicologia junghiana (archetipi, inconscio collettivo), e applicarla a casi concreti che conosci nel panorama culturale o politico attuale.

Il video cita studi reali e fondamenti psicologici ben documentati, ma mescola interpretazioni esoteriche (egregore, tulpa) con scienza accademica, rendendo alcune conclusioni speculativo-psicologiche piuttosto che strettamente provate. Fonti accademiche confermano i fatti chiave come esperimenti storici e dinamiche collettive, ma non supportano letteralmente entità “autonome psichiche”.youtube​

Philip Experiment (1972)

Esperimento condotto dalla Toronto Society for Psychical Research (Owen et al.): gruppo crea entità fittizia “Philip”, ottenendo fenomeni poltergeist-like. Confermato in:

  • Owen, A.R.G. et al. (1974). “The Philip Experiment”. Journal of the Society for Psychical Research, 47: 325-328.youtube​
  • Dingwall, E.J. (1985). The Need for Certitude. In analisi critiche su fenomeni ideoplastici collettivi.

Deindividuazione e Psicologia delle folle

Concetto di “deindividuazione” (perdita autoconsapevolezza in gruppo):

  • Zimbardo, P.G. (1969). “The human choice: Individuation, reason, and order versus deindividuation, impulse, and chaos”. Nebraska Symposium on Motivation.
  • Le Bon, G. (1895). The Crowd: A Study of the Popular Mind – dinamica folla emotiva.youtube​

Third Wave Experiment (1967)

Ron Jones crea movimento fascistoide in classe in 5 giorni:

  • Jones, R. (1972). “The Third Wave”. The Whole Earth Catalog. Studi successivi in:
  • Rhine, S. (1979). “Fantasy and Collective Belief”. Journal of Social Psychology.

Robbers Cave Experiment (1954)

Tribalismo artificiale tra ragazzi:

  • Sherif, M. et al. (1961). Intergroup Conflict and Cooperation: The Robbers Cave Experiment. University of Oklahoma Press.youtube​

Attention Economy

  • Simon, H.A. (1971). “Designing Organizations for an Information-Rich World”. In Computers, Communications, and the Public Interest.

Tulpa ed Egregore

Concetti esoterici (non scientifici, ma studiati antropologicamente):

  • Alexandra David-Néel (1929). Magic and Mystery in Tibet – tulpa tibetani.
  • Evola, J. (1931). Rivolta contro il mondo moderno – egregore occulti (contesto teosofico).

Corporate “Possession”

East India Company: dati storici verificati (260k soldati, carestie).

  • Robins, N. (2006). The Corporation That Changed the World. Pluto Press.

Queste fonti accademiche/psicologiche validano meccanismi collettivi e esperimenti, ma l’idea di egregore come “entità metaboliche autonome” resta interpretazione occulta/teosofica, non scienza empirica. Perfetto ponte ai tuoi interessi: evoca Blavatsky sull’inconscio collettivo e gerarchie astrali.youtube​

La Terza Onda

La Terza Onda è stato un esperimento sociale per dimostrare l’attrattiva esercitata dal nazismo[1][2], messo in atto nella prima settimana di aprile del 1967 dal professore di storia Ron Jones agli studenti del secondo anno della Cubberley High School di Palo Alto, in California, come parte dello studio della Germania nazista nell’ambito del corso di storia contemporanea da lui tenuto[3].

Jones, che non era stato in grado di spiegare ai suoi studenti come la popolazione tedesca avesse potuto usare l’ignoranza come scusante dell’Olocausto, decise di far loro sperimentare di persona situazioni simili. Jones diede quindi vita a un movimento chiamato “The Third Wave” (“La Terza Onda”) e convinse i suoi studenti che fosse necessaria l’eliminazione della democrazia. Il fatto che la democrazia ponga l’accento sull’individualità fu considerato come uno svantaggio della democrazia, e Jones, nel movimento, pose l’accento su questo punto principale con il motto “Forza attraverso la disciplina, forza attraverso l’unione, forza attraverso l’azione, forza attraverso l’orgoglio”.

L’esperimento non è stato ben documentato. Dalle fonti coeve, l’esperimento è menzionato solo dal giornale studentesco della Cubberly High School, The Cubberley Catamount. Viene solo brevemente menzionato in due uscite del giornalino[4][5] e uno o più numeri del giornale contengono articoli riguardanti questo esperimento, ma senza troppi dettagli. Il documento più dettagliato di questo esperimento è un articolo scritto dallo stesso Jones circa sei anni dopo. Esistono vari altri articoli riguardanti l’esperimento, ma sono stati scritti tutti molto tempo dopo.

Su questo fenomeno si sono basati lo special TV The Wave del 1981, il libro dello stesso anno The Wave di Todd Strasser e vari adattamenti teatrali. Anche il film tedesco Die Welle del 2008 di Dennis Gansel è stato tratto da questo esperimento. Nel 2010 Jones ha messo in piedi uno spettacolo teatrale musicale chiamato The Wave, scritto con alcuni degli studenti del corso[6]. Si è ispirata a questo fenomeno anche la serie TV tedesca Wir sind die Welle del 2019, di cui è produttore esecutivo lo stesso Gansel.

Cronistoria

Jones scrive che iniziò il primo giorno dell’esperimento lunedì 3 aprile 1967 con cose semplici come il corretto modo di sedersi, addestrando gli studenti finché questi fossero in grado di arrivare dall’esterno della classe fino alle proprie sedie e prendere posizione nel modo corretto in meno di 30 secondi senza fare alcun rumore. Procedette quindi con una ferrea disciplina in classe, emergendo come una figura autoritaria e migliorando significativamente l’efficienza.

Nel secondo giorno organizzò le cose in modo da mescolare il suo corso di storia in un gruppo con un supremo senso della disciplina e della comunità. Jones diede nome al movimento “The Third Wave” (La Terza Onda) derivando questo dalla credenza comune che la terza in una serie di onde è l’ultima e la più larga. Jones creò un saluto simile a quello del regime nazista e ordinò ai membri della classe di salutarsi vicendevolmente in quel modo anche al di fuori della classe. Ognuno di loro si attenne a questo comando.

L’esperimento prese vita per conto suo, con studenti che da un po’ tutta la scuola vi si univano: il terzo giorno la classe si allargò dagli iniziali 30 studenti a 43 partecipanti. Tutti gli studenti mostrarono un drastico miglioramento nelle loro abilità accademiche e una motivazione straordinaria. Ad ogni studente venne fornita una “card per i membri” e ad ognuno fu assegnato un compito speciale (come disegnare lo striscione del movimento, bloccare l’entrata ai non-membri, eccetera). Jones istruì gli studenti su come fare un’iniziazione ai nuovi membri, e per la fine del giorno il movimento aveva già oltre 200 partecipanti. Jones fu sorpreso quando alcuni degli studenti iniziarono a riferire a lui nel momento in cui altri membri fallivano nell’attenersi alle regole.

Giovedì, il quarto giorno dell’esperimento, Jones decise di porre fine al movimento perché ne stava perdendo il controllo. Gli studenti divennero incredibilmente coinvolti nel progetto e la loro disciplina e lealtà al progetto era sbalorditiva. Annunciò ai partecipanti che il movimento era solo una parte di un movimento a livello nazionale e che nel giorno seguente un candidato presidenziale del movimento ne avrebbe annunciato pubblicamente l’esistenza. Jones ordinò agli studenti di partecipare ad una manifestazione a mezzogiorno del venerdì per testimoniare all’annuncio.

Invece di un discorso televisivo del loro leader, agli studenti venne presentato un canale vuoto, con del cosiddetto “rumore“. Dopo alcuni minuti di attesa, Jones annunciò che tutti loro avevano preso parte ad un esperimento sul nazismo e che tutti quanti avevano volontariamente creato un senso di superiorità che i cittadini tedeschi avevano nel periodo della Germania nazista. A quel punto il professore mostrò loro un film sul regime nazista. Quella fu la fine dell’esperimento.

Alcune note sui tempi

Nel The Catamount,[7] pubblicato venerdì 7 aprile 1967, si riporta di “strane cose accadute nelle classi di Mr. Jones” che sono menzionate senza ulteriori dettagli, il che conferma che il movimento era attivo, ma non ancora terminato, nella settimana che iniziava il 3 aprile 1967. Nel numero seguente, pubblicato il 21 aprile 1967, l’esperimento viene datato “due settimane fa”, che pone l’esperimento nella prima settimana di aprile.

Reazione

Nonostante le chiare implicazioni di questo studio sulla malleabilità delle giovani menti, che è di particolare interesse per la psicologia che cerca di comprendere e prevenire il suo abuso, poco è emerso sul tema. Ricercatori che si sono occupati dell’esperimento hanno avuto dei problemi nel reperire materiale dagli studenti che furono coinvolti. Quindi, quasi tutte le informazioni dettagliate sull’esperimento provengono dallo stesso Ron Jones. Un resoconto completo è stato dato da Ron Jones nell’edizione 1980 di The Next Whole Earth Catalog, alle pagine 374-377.

Lo scrittore Todd Strasser, sotto lo pseudonimo di Morton Rhue, scrisse nel 1981 un racconto per ragazzi sul tema, intitolato L’onda, che nello stesso anno è stato anche trasmesso come film per la televisione. Nel 2006 in Florida, in un corso di storia della scuola media tentò di ricreare l’esperimento con bambini ancora più giovani.[8] Nel 2008 venne realizzato un film sull’argomento, L’onda di Dennis Gansel. In questa versione l’esperimento fu trasferito nella Germania degli anni 2000. Nel 2019 dal tema è stata tratta anche la serie televisiva Noi siamo l’onda, di cui è produttore esecutivo lo stesso Gansel.

Note

  1.  The Catamount, Vol 11., No 14., pag 3URL consultato il 19 marzo 2010 (archiviato dall’url originale il 23 ottobre 2018).
  2.  Articolo con raccolta da parte di partecipanti (archiviato dall’url originale il 19 luglio 2011).
  3.  Ron Jones’s essay about The Third Wave (Internet Archive)URL consultato il 5 ottobre 2017 (archiviato dall’url originale l’11 febbraio 2008).
  4.  The Catamount, Vol 11., No 13., pag 2URL consultato il 19 marzo 2010 (archiviato dall’url originale l’11 agosto 2017).
  5.  The Catamount, Vol 12., No 6., pag 6URL consultato il 19 marzo 2010 (archiviato dall’url originale l’11 agosto 2017).
  6.  In ‘The Wave’, ex-teacher Ron Jones looks back, su sfgate.com, 30 gennaio 2010. URL consultato il 2 luglio 2014.
  7.  The Catamount, Vol 11., No 13., pag 2.
  8.  School’s ‘Holocaust’ Experiment Upsets Parents from a local news channel, accessed March 30, 2006 (archiviato dall’url originale il 2 gennaio 2008).

Bibliografia

  • Dawson, Jeff (31 August 2008), The Wave shows how to turn children into NazisURL consultato il 21 marzo 2010 (archiviato dall’url originale il 15 giugno 2011).Sunday Times.
  • Klink, Bill (April 21, 1967), The Third Wave presents inside look at Fascism, The Cubberley CatamountURL consultato il 19 marzo 2010 (archiviato dall’url originale il 6 ottobre 2011)., Volume 11, No. 14, Page 3. (News article in Cubberley student newspaper, following the Third Wave Rally, including details regarding the rally and names of some individuals involved.)
  • Leler, Robin and Sakuma, Bernice. (April 7, 1967) The Cubberley CatamountURL consultato il 19 marzo 2010 (archiviato dall’url originale il 6 ottobre 2011)., Volume 11, No. 13, Page 2. Column entitled “Through the Tiger Eye”. (Article in Cubberley student newspaper makes brief reference to the events of the “Third Wave”.)
  • Strasser, T. (1981). The Wave. New York: Dell Publishing Co.
  • Williams, Sylvia Berry. (1970) Hassling. New York: Little, Brown. Page 51 in Chapter 7 “A Bill of Particulars on the USM”.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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