Esempio non di filiazione diretta, ma di convergenza profonda di civiltà spirituali.
Questo è un tema centrale – e delicatissimo – nella storiografia filosofica del Novecento.
E Émile Bréhier è una figura-chiave proprio perché imposta il problema in modo scientifico, non ideologico.
La sua posizione è sottile, molto più intelligente sia dei “diffusionisti ingenui” sia dei razionalisti che negano ogni contatto Oriente–Occidente.
1. Chi è Bréhier in questo dibattito
Émile Bréhier (1876–1952) è:
- il massimo specialista francese di Plotino
- autore della monumentale Histoire de la philosophie
- editore e traduttore delle Enneadi
Non è un esoterista, ma uno storico rigorosissimo del pensiero antico.
Proprio per questo il suo giudizio pesa moltissimo.
2. Il problema: Plotino e l’India
Già nell’Ottocento molti notavano somiglianze impressionanti tra:
- Plotino (III sec. d.C.)
- le Upaniṣad (testi brahmanici antichi)
Somiglianze su:
| Plotino | Upaniṣad |
|---|---|
| L’Uno ineffabile | Brahman |
| L’identità dell’anima col principio supremo | Ātman = Brahman |
| Il mondo come emanazione | Manifestazione cosmica |
| La liberazione per conoscenza interiore | Mokṣa per jñāna |
| Ascesa contemplativa | Via della realizzazione |
Troppo forti per essere ignorate.
3. Bréhier rifiuta la spiegazione semplicistica
Bréhier non dice:
“Plotino ha copiato dall’India.”
Questa sarebbe una tesi storicamente debole.
Ma non dice neppure:
“Sono solo coincidenze.”
Che sarebbe filosoficamente cieco.
La sua posizione è intermedia e molto raffinata.
4. La tesi di Bréhier (formulata chiaramente)
Bréhier sostiene che:
il neoplatonismo non deriva direttamente dalle Upaniṣad,
ma nasce in un clima spirituale comune eurasiatico,
dove idee affini circolavano indirettamente.
In altre parole:
non trasmissione diretta, ma atmosfera metafisica condivisa.
5. Il concetto chiave: “orientalizzazione” della filosofia greca
Bréhier parla di una trasformazione profonda del pensiero greco tardo:
La filosofia classica (Platone, Aristotele) era:
- razionale
- dialettica
- cosmologica
Con Plotino diventa:
- mistica
- salvifica
- metafisica dell’Assoluto
Questo cambiamento non nasce dal nulla.
Bréhier scrive che nel tardo Impero si diffonde una nuova sensibilità:
orientata verso la liberazione dell’anima dal mondo sensibile
Questa è la stessa struttura spirituale dell’India upanishadica.
6. Il punto decisivo: Alessandria come crocevia
Bréhier insiste su un fatto storico:
Plotino vive ad Alessandria d’Egitto, che era:
- il massimo centro di scambi culturali del mondo antico
- in contatto con:
- Persia
- India (tramite vie indo-ellenistiche)
- ambienti gnostici, iranici, caldaici
Dopo Alessandro Magno esisteva da secoli un mondo greco-orientale ibrido.

Bréhier afferma chiaramente che:
sarebbe storicamente ingenuo pensare che la filosofia greca tardo-antica sia rimasta isolata dall’Oriente.
7. Perché le somiglianze non sono casuali
Per Bréhier le convergenze non sono solo dottrinali, ma strutturali:
Sia Plotino sia le Upaniṣad descrivono:
- un Assoluto oltre l’essere e il pensiero
- un mondo degradato per emanazione
- un’anima che deve “ricordare” la propria origine divina
Questa non è filosofia razionale greca classica, ma metafisica di liberazione.
Ed è qui che Bréhier è decisivo:
Il neoplatonismo rappresenta una mutazione spirituale del pensiero greco.
Mutazione che lo avvicina potentemente all’India.
Vedi https://www.icloud.com/pages/085ofJQ7AUzfivBUGFHNRu8Qw#ASCONA_bozza_del_libro_ p. 225
8. Formula celebre (riassunta)
Bréhier in sostanza dice:
Plotino è greco per forma, ma orientale per spirito.
Cioè:
- linguaggio platonico
- struttura metafisica universale
9. Differenza da Blavatsky (importante)
Qui è cruciale distinguere:
| Blavatsky | Bréhier |
|---|---|
| Tradizione primordiale iniziatica | Clima storico-culturale |
| Trasmissioni occulte | Diffusione indiretta |
| Antichissima sapienza perenne | Mutazione tardo-antica |
Ma entrambi riconoscono la parentela profonda Oriente–Occidente.
Bréhier lo dice da storico, non da iniziato.
Sintesi finale
Secondo Émile Bréhier:
- Plotino non copia l’India
- ma nasce in un mondo già “orientalizzato”
- in cui la filosofia greca diventa via di liberazione
- e per struttura interiore si avvicina potentemente alle Upaniṣad
Non filiazione diretta, ma convergenza profonda di civiltà spirituali.