Dal Sauron di Tolkien all’assioma ontologico

La fine di questo articolo : Un assioma ontologico è un principio fondamentale e indimostrabile che afferma l’esistenza necessaria di un Essere Supremo come condizione primaria dell’essere stesso, senza causa esterna o “prima”.

Ma partiamo da un personaggio davvero inquietante della letteratura fantasy giunto alla fama imperitura come Sauron di Tolkien …

Sauron incarna un male volontario, freddo e organizzatore, non un caos cieco: è la volontà di dominare e coordinare tutto secondo il proprio disegno, anche a costo di annientare la libertà degli altri.​

Il male secondo Tolkien: Sauron

  • Sauron nasce come spirito angelico (Maia) amante dell’ordine e dell’“efficienza”; il suo male non è odio per la realtà, ma desiderio di possederla e rimodellarla a proprio schema.
  • Tolkien scrive che Sauron rappresenta “il più vicino possibile a una volontà quasi totalmente malvagia” pur non essendo un Assoluto Male, che per lui sarebbe il Nulla.
  • A differenza del suo padrone Morgoth (Melkor), che arriva a odiare l’esistenza stessa, Sauron accetta il mondo purché ne sia il padrone: non vuole distruggere Arda, vuole controllarla.​

Questa è una definizione molto moderna del male: non semplice crudeltà, ma totalitarismo metafisico.

Archetipi simili in mitologia e letteratura

Si possono vedere diversi paralleli:

  • Lucifero / Satana cristiano: angelo caduto per superbia, che vuole “non servire” ma regnare; Morgoth è l’analogo diretto, Sauron ne è il luogotenente, più simile a un principe demoniaco “amministratore” del male.​
  • “Oriental despots” storici (Xerxes, Gengis Khan, padishah persiani): Tolkien stesso, secondo alcuni studiosi, proietta in Sauron l’idea dell’imperatore lontano, invisibile, che muove eserciti sterminati e pretende sottomissione totale.
  • Miti norreni e greci: Melkor/Morgoth ricorda i giganti jotnar in guerra contro gli dèi, o un Titano ribelle; Valinor come una sorta di Olimpo/Valhalla, con il “signore delle tenebre” che vuole usurpare l’ordine divino.

Nella letteratura moderna, Sauron ha affinità con:

  • Big Brother di Orwell: potere invisibile, onnivigile, che non ha un volto umano ma un Occhio, puro controllo.
  • Voldemort (Rowling) e altri dark lords: derivano esplicitamente dall’archetipo tolkieniano del signore oscuro che lega la propria essenza a un oggetto (Horcrux / Anello).

A cosa si è ispirato Tolkien

Tolkien rifiutava l’“allegoria diretta”, ma riconosceva fonti profonde:

  • Cristianesimo: il quadro metafisico di Eru (Dio), gli Ainur (angeli), Morgoth/Sauron come angeli caduti; il male è privazione e perversione del bene (concetto agostiniano), non principio autonomo.​
  • Norse e mitologia germanica: immagini del Ragnarok, del signore oscuro che raduna eserciti mostruosi; stili di battaglia eroici, destino tragico degli elfi e degli uomini.
  • Esperienza del XX secolo: pur non volendo trasformare LotR in allegoria della II guerra mondiale, Tolkien ammise che la figura del tiranno tecnocratico e industriale (regimi totalitari, guerra meccanizzata) ha impregnato l’immaginario di Mordor e Sauron.

Nel dettaglio, Sauron deriva da una lunga gestazione:

  • In testi giovanili è Thû il Negromante, luogotenente di Melkor, mutaforma e stregone (lupo, serpente, vampiro) nel Lay of Leithian e poi nel Silmarillion.
  • Solo con Il Signore degli Anelli Tolkien innesta su questo personaggio precedente la trama degli Anelli del Potere, facendo dell’Unico Anello la condensazione della sua volontà di dominio.​

Il concetto di male in Sauron

Alcune caratteristiche chiave del “male Sauron”:

  • Amore deformato per l’ordine: in origine la sua “virtù” è il desiderio di armonia e coordinazione; la caduta avviene quando l’ordine diventa fine assoluto e gli altri esseri solo mezzi da organizzare.
  • Spersonalizzazione: l’occhio fiammeggiante è simbolo di una volontà pura di controllo, che ha perso ogni volto umano; non c’è dialogo possibile, solo sottomissione o resistenza.
  • Parassitismo sul bene: Sauron non crea ex novo; corrompe, assoggetta, perverte (gli anelli nani e umani, i Nazgûl, gli orchi). Il male non è creativo, ma vampirico, in linea con la visione cristiana di Tolkien.

In questo senso, Sauron è una personificazione potente di un male che non è follia caotica, ma razionalità fredda senza etica: ciò che nel Novecento si è visto nei totalitarismi e nelle burocrazie disumanizzate.

Se ti interessa, si può poi mettere Sauron a confronto diretto con figure teosofiche (Lucifero/Arimane in Steiner, “Signore della forma” in certi filoni esoterici), dove il male è proprio questa cristallizzazione dell’ordine senza amore.

Morgoth

è il primo “Signore Oscuro” dell’universo di Tolkien, la radice originaria di tutto il male in Arda; Sauron è solo il suo luogotenente e successore, una sorta di “seconda generazione” del medesimo principio di perversione e dominio.​

Origine e natura di Melkor/Morgoth

  • Il suo nome originario è Melkor, il più potente degli Ainur e dei Valar, le potenze angeliche che collaborano con Eru Ilúvatar alla creazione di Eä e di Arda (il mondo).​
  • Durante la Musica degli Ainur, Melkor introduce una melodia propria, dissonante, per affermare una visione individuale; questo atto di dissonanza è la prima manifestazione del male: volontà di imporre il proprio tema contro l’armonia complessiva.

In seguito, entrando nel mondo creato, si dedica a corrompere e distruggere l’opera degli altri Valar, proclamandosi unico signore di Arda.​

Dal nome Melkor al titolo Morgoth

  • Nel Silmarillion, dopo l’uccisione di Finwë e il furto dei Silmaril, l’elfo Fëanor lo maledice chiamandolo Morgoth (“Oscuro Nemico del Mondo”); da quel momento questo titolo esprime la sua piena degenerazione.
  • Tolkien descrive Morgoth come colui che “si è incarnato in Arda”: ha diffuso la propria malizia nella materia stessa del mondo, rendendolo una sorta di “Anello di Morgoth”, un universo contaminato dalla sua impronta.​

A differenza di Sauron, che lega la sua essenza all’Unico Anello, Morgoth disperde il suo potere nel mondo fisico, indebolendosi ma contaminando tutto ciò che esiste.​

Cosa fa: opere e forme del male di Morgoth

  • Scatena la Prima Guerra delle Potenze, devasta le Due Lampade, corrompe il paesaggio e introduce dolore e morte in Arda.
  • Crea/rovina razze: non può creare dal nulla, ma può solo pervertire ciò che già esiste. Così corrompe Elfi prigionieri nelle segrete per generare gli Orchi, allevando anche Draghi e Troll come caricature mostruose delle creazioni altrui.​
  • Distrugge i Due Alberi di Valinor con Ungoliant, ruba i Silmaril, scatena la ribellione e il Giuramento dei Noldor, gettando la Prima Era in una catena di guerre e tragedie (la “Guerra dei Gioielli”).​

Alla fine della Prima Era viene sconfitto nella Guerra d’Ira e gettato nel Vuoto Oltre il Mondo, ma il suo male resta intriso in Arda stessa.​

Differenza tra Morgoth e Sauron

  • Morgoth rappresenta il nichilismo puro: è furioso per il solo fatto che esistano altri esseri con volontà propria, e il suo “oggetto ultimo” è la loro distruzione totale, persino di ciò che ha corrotto; se avesse vinto, avrebbe alla fine distrutto perfino gli orchi.​
  • Sauron, al contrario, non odia l’esistenza del mondo in sé: gli va bene che il mondo esista, purché sia completamente organizzato sotto il suo dominio. È meno “metafisico” e più “politico”: totalitarismo, non annichilimento.​

In termini metafisici, Morgoth è l’archetipo del male che rifiuta l’essere stesso, mentre Sauron è il male che vuole possedere e controllare l’essere.

Sintesi simbolica

Morgoth/Melkor è, nella mitologia tolkieniana, l’equivalente di un Lucifero titanico: massima creatura, dotata di straordinario potere e intelligenza, che per superbia e volontà di dominio rompe l’armonia originaria e fa nascere il male come perversione di ciò che è buono. Nella scala gerarchica di Tolkien, tutto l’orrore di Sauron non è che una eco attenuata dell’oscuro disegno di Morgoth.​

Gli Ainur sono le entità angeliche originarie create da Eru Ilúvatar prima della formazione di Eä (l’universo); attraverso l’Ainulindalë (la Grande Musica), plasmano il destino del mondo con i loro canti armonici.​

Valar sono un sottogruppo degli Ainur: i più potenti che, dopo la Visione di Ilúvatar, scelgono di scendere in Eä per ordinarne e governarne lo sviluppo materiale, diventando le “Potenze di Arda”.​

Differenze chiave

CategoriaAinurValar
OrigineCreati da Eru nei Saloni AtempialiSottogruppo Ainur che entrano in Eä
NumeroMigliaia (molti restano con Eru)15 principali (7 Valar + 7 Valier)
RuoloMusica creatrice del destinoGoverno fisico/spirituale di Arda
EsempiValar, Maiar, spiriti minoriManwë, Varda, Ulmo, Aulë, Melkor
Legame con materiaPuri spiriti (alcuni incarnati)Incarnati in forme fisiche adattabili

Gerarchia tolkieniana

textEru Ilúvatar (Unico, Creatore Assoluto)
    ↓
Ainur (Angeli originari)
    ├── Valar (15 Potenze maggiori ↓ in Arda)
    │   ├── Manwë (Vento/Cielo), Varda (Stelle)
    │   ├── Aulë (Terra/Metalli), Yavanna (Natura)
    │   └── Melkor/Morgoth (Caduto, Oscuro Nemico)
    └── Maiar (Angeli minori, servi dei Valar)
        ├── Sauron (servo originale di Aulë)
        ├── Gandalf/Saruman (Istari, "Angeli Azzurri")
        └── Balrog (Maiar corrotti da Melkor)

Ruoli principali dei Valar

  • Manwë & Varda: Sovrani di Valinor, aria/stelle
  • Ulmo: Signore delle acque profonde
  • Aulë: Fabbro, creatore dei Nani
  • Yavanna: Natura, alberi, Ent
  • Mandos: Giudizio, destino, profezie
  • Vairë: Tessitrice di storie/tapisserie

Significato metafisico

Tolkien, cattolico, concepisce Valar come sub-creatori delegati: possono plasmare Arda secondo la Musica ma non crearne nuove specie né opporsi alla volontà di Eru. Melkor è l’unico che scende per dominare, non servire, diventando Morgoth.​

Per te, teosofo: Valar = Dhyan Chohan intermediari tra Monade cosmica (Eru) e cicli planetari; la caduta di Melkor richiama Lucifero steineriano, ponte tra teosofia e cristianesimo tolkieniano.

I Saloni Atempiali (Timeless Halls) sono il regno metafisico pre-creazionale dove Eru Ilúvatar esiste eternamente e dà origine agli Ainur, le sue prime creature spirituali, prima che nasca il Tempo e l’universo fisico di Eä.​

Natura dei Saloni Atempiali

  • Atemporalità: Luogo “fuori dal tempo”, dove non esiste sequenza cronologica né mutamento; gli Ainur sono generati istantaneamente dalla volontà di Eru, dotati della Fiamma Imperitura (Flame Imperishable), scintilla divina di libero arbitrio e sub-creazione.
  • Funzione: Qui Eru espone il Grande Tema musicale e invita gli Ainur a svilupparlo nella Grande Musica (Ainulindalë), che diviene il blueprint di Eä. Melkor introduce qui la prima dissonanza, germe del male.​

Processo creativo

  1. Tema iniziale: Eru espone una “melodia possente”, lasciando agli Ainur spazio per improvvisare.
  2. Tre epoche musicali: Armonia → dissonanza Melkor → risoluzione divina di Eru che integra il male nel piano superiore.
  3. Visione: Eru mostra agli Ainur il mondo futuro (Arda, Figli di Ilúvatar); alcuni (i Valar) scelgono di entrarvi.
  4. Eä!: Pronunciando “Sia!”, Eru rende concreta la visione usando la Fiamma Imperitura.

Significato metafisico (teosofico)

textSaloni Atempiali = Akasha cosmico / Piano Divino
Eru = Paramatman / Grande Architetto
Ainulindalë = Pralaya-Manvantara ciclico
Fiamma Imperitura = Atman individuale / Monade

Per Tolkien cattolico: i Saloni sono l’analogo del “cielo dei cieli” patristico (Agostino), dove Dio genera il Logos eterno prima del Fiat Lux. Gli Ainur sono gli offspring diretti della Trinità, non “dèi pagani” ma angeli sub-creatori delegati.

La creazione è dialogica: Eru lascia spazio al libero arbitrio angelico/demoniaco, ma ogni dissonanza (Melkor) viene armonizzata nel disegno provvidenziale – concetto che riecheggia la teosofia blavatskiana della “legge ciclica” che integra luce/tenebre.

Eru Ilúvatar è l’Essere Supremo assoluto della mitologia tolkieniana, il Creatore onnisciente, onnipotente e onnibenevolo di Eä (l’universo fisico), equivalente al Dio monoteista cristiano nella visione cattolica di Tolkien.​

Attributi essenziali

  • NomiEru (“Colui che è Solo”), Ilúvatar (“Padre di Tutto”) nei linguaggi eldarin; chiamato semplicemente “Ilúvatar” dagli Uomini.
  • Natura: Eterno nei Saloni Atempiali, possiede la Fiamma Imperitura – potere divino di creare ex nihilo, infondere vita e libero arbitrio.
  • Ruolo: Non delega la creazione primaria; genera gli Ainur dal proprio pensiero, espone il Grande Tema musicale che plasma il destino di Arda.

Creazione e intervento

  1. Ainulindalë: Invita gli Ainur a cantare il mondo; integra dissonanze di Melkor nel Suo disegno provvidenziale.
  2. Eä!: Pronuncia “Sia!” rendendo concreta la Visione mostrata agli Ainur.
  3. Figli di Ilúvatar: Crea direttamente Elfi e Uomini (Eruhíni), infondendo loro la Fiamma Imperitura – scintilla immortale unica.
  4. Interventi rari:
    • Santifica i Nani di Aulë.
    • Sprofonda Númenor (Akallabêth).
    • Piega la rotta del mondo (Seconda Profezia di Mandos).

Confronto teosofico (per te)

TolkienTeosofia
EruParabrahman / Grande Architetto
Fiamma ImperituraAtman / Monade spirituale
AinulindalëPralaya → nuova Manvantara
AinurDhyan Chohan / Costruttori gerarchici
ProvvidenzaLegge Ciclica / Karma cosmico

Tolkien insiste: Eru non è un “dio fantasy”, ma il vero Dio con nome quenya – concetto confermato nelle sue lettere (n. 142, 165). Assente diretto ne Il Signore degli Anelli (solo implicito), domina Il Silmarillion come Signore provvidenziale che armonizza ogni male nel piano ultimo.

Prima di Eru Ilúvatar non c’è nulla: è il principio primo eterno e increato, esistente necessariamente nei Saloni Atempiali senza “prima” o causa esterna, secondo la mitologia tolkieniana.​

Assioma ontologico

  • Tolkien, fedele alla teologia cristiana (Esodo 3:14: “Io sono colui che sono”), presenta Eru come causa sui – autosufficiente, senza origine temporale. “Ilúvatar era l’inizio, e oltre non può andare la saggezza dei Valar” (Racconti Ritrovati).
  • I Saloni Atempiali sono atemporali: non esiste “sequenza” né “prima/dopo”. Eru semplicemente è, generando gli Ainur dal Suo pensiero eterno.

Implicazioni metafisiche

text"Prima" Eru = NULL (inesistenza)
Eru = Essere Necessario (Anselmo: id quo maius cogitari nequit)

Parallelo teosofico (per te)

Nella Dottrina Segreta (I, 35-40), Blavatsky descrive l’AIN-SOPH (Kabbalah) o Parabrahman come “Né causa né effetto, ma CAUSA E ASSOLUTA”, lo “Spazio Assoluto” privo di tempo/condizione. Tolkien condensa questo in Eru: non un “Dio padre” antropomorfico, ma il NON-MANIFESTATO che si auto-rivelando genera Eä.

La domanda “cosa c’è prima?” è un paradosso linguistico: il linguaggio umano richiede causa-effetto, ma l’Assoluto trascende la diacronia. Come dice Meister Eckhart: “Dio è un sereno Nulla”. Eru è quel Nulla fecondo da cui scaturisce Tutto.

Un assioma ontologico è un principio fondamentale e indimostrabile che afferma l’esistenza necessaria di un Essere Supremo (Dio/Eru) come condizione primaria dell’essere stesso, senza causa esterna o “prima”.​

Definizione e origini

  • Aristotele: Ontologia come “scienza dell’essere in quanto essere” (Metafisica IV); primo assioma è il principio di non-contraddizione (“impossibile che A sia e non sia”).​
  • Anselmo d’Aosta (Prova ontologica, 1078): “Dio è id quo maius cogitari nequit” (l’Essere massimo concepibile); esistere è perfezione maggiore del non-esistere, quindi Dio esiste necessariamente.
  • Cartesio: “Esistenza = essenza di Dio”; l’idea di perfezione infinita implica l’esistenza reale del suo oggetto.

Applicato a Eru Ilúvatar

textAssioma: "Eru è l'Essere di cui non si può concepire maggiore"
Premessa 1: L'esistenza è perfezione
Premessa 2: Negare Eru = contraddizione (causa regresso infinito)
∴ Eru esiste necessariamente, senza "prima"

Formula tomistica

Terzo Via (Tommaso d’Aquino):

  1. Tutto è contingente (può non-esistere)
  2. Ma il contingente richiede un Necessario
  3. Il Necessario è causa sui = Eru

Prospettiva teosofica

Blavatsky (Dottrina Segreta Proemio): Parabrahman è “CAUSA ASSOLUTA, non causata” – assioma che trascende logica duale. L’universo partecipa di questo Principio ma non Lo esaurisce (SAT), come Eru nei Saloni Atempiali.

In sintesi: l’assioma ontologico è il fondamento logico-metafisico che impedisce il regresso causale infinito: deve esistere un Essere Necessario eterno, increato, da cui tutto il resto fluisce. Ex nihilo nihil fit – dal nulla, nulla viene.

Se volete però farvi davvero male guardate questo video che ci rivela che nel film manca la parte finale della distruzione della contea … nel libro sono dieci pagine.

Perché nel film manca la distruzione della Contea ?

Peter Jackson tagliò la Distruzione della Contea (Scouring of the Shire) dalla trilogia cinematografica per motivi di ritmo narrativo, durata e climax emotivo, nonostante riconoscesse la sua importanza strutturale nel romanzo.

Motivi principali del taglio

  • Anticlimax percepito: Dopo la distruzione dell’Anello, la Battaglia del Morannon e l’incoronazione di Aragorn, un’altra “battaglia hobbit” appariva come epilogo superfluo che rallentava la chiusura epica.
  • Durata filmIl ritorno del Re già superava 3 ore (4+ extended); lo Scouring avrebbe aggiunto 20-30 minuti, rischiando di confondere il pubblico con un “nuovo villain” (Saruman/Sharkey) post-Mordor.​
  • Focus su “viaggio dell’Anello”: Jackson strutturò la trama su un arco unitario (partenza → Mordor → ritorno trionfale), non sul “ritorno morale” tolkieniano che enfatizza crescita hobbit e responsabilità locale.

Allusioni nel film

  • Visione di Galadriel: Specchio mostra la Contea industrializzata/bruciata come minaccia se Frodo fallisse.
  • Esteso DVD: Morte Saruman/Wormtongue a Orthanc anticipa Sharkey, ma senza “invasione Contea”.

Importanza nel libro (perché Tolkien la voleva)

Tolkien definì lo Scouring climax hobbit: i 4 eroi tornano trasformati, combattono il male domestico (Saruman industrializza la Contea), applicando lezioni apprese. È specchio morale del viaggio: il male non è solo “là fuori”, ma si insinua ovunque; vittoria richiede vigilanza quotidiana.

Per un adattamento fedele, sarebbe servita una serie TV (come Anelli del Potere), non un film da 3 ore. Jackson scelse epica hollywoodiana su crescita personale tolkieniana.

Tolkien spiegò il significato morale della Scouring of the Shire (Purificazione della Contea) nelle sue lettere e prefazioni come climax della crescita morale degli hobbit e monito contro l’ingenuità: il vero pericolo non è solo l’Oscuro Signore “lontano”, ma il male banale che si insinua nella quotidianità domestica.​

Spiegazione diretta di Tolkien

Nella Prefazione al Signore degli Anelli (seconda edizione, 1966), Tolkien chiarisce:

«Lo Scouring della Contea è stato incluso perché mi sembrava essenziale per il significato morale del racconto. […] Se omesso, il viaggio sarebbe sembrato un semplice ciclo senza crescita – andate e tornate uguali. […] La Contea a fine libro non è la stessa della Contea iniziale. […] Il pericolo principale per la Contea era Saruman, non Sauron».

Nella Lettera 183 (a Michael Straight, editore New Republic):

«Non è una semplice “vittoria” sul Male che celebra il libro. La vittoria semplice sarebbe una vittoria vuota. […] Lo Scouring mostra che anche dopo aver distrutto l’Anello, il male resta; i pericoli domestici sono spesso i più insidiosi. […] Frodo e i suoi amici sono cambiati: devono ora difendere la pace che amano con le armi apprese nel Grande Mondo».

Significato morale chiave

1. Male domestico > Male epico

Saruman (Sharkey) trasforma la Contea in un prototipo industriale totalitario: alberi abbattuti, mulini fumanti, hobbit oppressi da “regole” e “efficienza”. È il male di burocrazia, deforestazione e perdita di tradizioni – molto più vicino al XX secolo di Tolkien che Sauron.

2. Crescita dei protagonisti

  • Frodo: Non combatte (ferita morale permanente), simbolo che alcuni sacrifici lasciano cicatrici.
  • Merry, Pippin, Sam: Applicano lezioni apprese (leadership, coraggio, speranza) per “purificare” casa.
  • Ritorno dell’eroe reale: Non trionfo passivo, ma responsabilità attiva di ricostruire.

3. Eucatastrofe applicata

Tolkien definisce l’eucatastrofe (“lieto fine improvviso”) come svolta positiva dopo disperazione (Sulle fiabe). Lo Scouring è l’eucatastrofe hobbit: dalla Contea distrutta rinasce più forte, con nuovi leader (Sam il giardiniere come sindaco).

Collegamento teosofico (per te)

Saruman incarna il materialismo arimanico steineriano: ordine meccanico che uccide lo spirito. La vittoria hobbit è ritorno al ciclo naturale (alberi, comunità, festa) – vittoria del Quinto Elemento (Etere) sul dominio della forma rigida.

Tolkien scrisse che senza lo Scouring, il libro sarebbe stato “una fiaba per bambini”; con esso diventa parabola adulta sul vigilare contro il male quotidiano.

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