Il Mistero del Serpente di Aby Warburg: Rito Pueblo e Liberazione del Selvaggio dall’ordine Patriarcale

Nel 1923, Aby Warburg – genio dell’iconologia rinascimentale, internato da anni nella clinica Bellevue di Kreuzlingen per gravi crisi psicotiche – tiene una conferenza straordinaria davanti a medici e pazienti: “Il rituale del serpente degli indiani Pueblo”. Non è un saggio accademico qualunque: è il “discorso d’addio” che convince Ludwig Binswanger della sua guarigione. Dopo due anni di manicomio, Warburg riacquista la libertà grazie a un rito sciamanico del New Mexico.

Il Contesto: Warburg e gli Indiani Pueblo (1896)

Nel 1896, ventinovenne, Warburg visita i villaggi Hopi e Zuni nel New Mexico. Rimane sconvolto dal rito della Danza del Serpente, una cerimonia di sedici giorni in cui gli uomini dei clan Antilope e Serpente catturano serpenti a sonagli – i più velenosi del Nordamerica – e li trattano come iniziandi sacri. Il momento culminante è il lavacro rituale:

«Il serpente viene immerso con la testa nell’acqua consacrata, dove sono disciolte sostanze medicamentose. Nonostante la sua resistenza, viene scagliato su un dipinto di sabbia raffigurante quattro serpenti-fulmine con un quadrupede al centro. Alla fine, i serpenti vengono liberati: tornano alle anime dei morti e, come fulmini, portano la pioggia.»

Per Warburg questo non è folclore: è magia primordiale viva, dove l’uomo primitivo domina la natura non con la tecnica, ma con il gesto mimetico.

Il Simbolismo del Serpente: Paura → Potere

Il serpente Pueblo incarna la polarità fondamentale della psiche umana:

TERRA (corpo) ↔ FULMINE (cielo)
PAURA (veleno) ↔ SALVEZZA (pioggia fertile)

Warburg collega questo rito alle Menadi dionisiache che danzano con serpenti al braccio, a Laocoonte strangolato dai serpenti marini, fino al serpente di bronzo di Mosè (Numeri 21:9) che salva dalla morte. Il serpente è l’enigma della condizione umana: uccide e salva, precipita e redime.

La Conferenza come Esorcismo Personale

Nel manicomio svizzero del 1923, Warburg identifica il suo destino con quello del serpente Pueblo:

  • Imprigionato nella kiva (sotterraneo sacro) come lui nel sanatorio
  • Lavato dalle “sostanze medicamentose” dei medici
  • Trasformato da minaccia in messaggero

La conferenza è autoanalisi pubblica: analizzando il rito, Warburg dimostra di aver domato i suoi demoni interiori. Non è più il “pazzo” che vede complotti cosmici: è l’antropologo che ha integrato il caos nel cosmo.

Significato Universale: Dal Paganesimo alla Civiltà

Warburg vede nel serpente il fossile psicologico della coscienza umana:

PRIMITIVO: Serpente = natura da incantare (magia mimetica)
CIVILE: Serpente = natura da uccidere (tecnologia)

L’uomo moderno, con telegrafo e elettricità, ha “catturato il fulmine” ma ha perso il dialogo con la natura viva. Il rito Pueblo rappresenta l’ultimo baluardo di una coscienza che ancora negozia con gli elementi.

Connessione con la Tua Ricerca Teosofica

Il serpente Warburg è puro teosofismo antropologico:

Blavatsky: Serpente = kundalini, energia spirituale dormiente
Warburg: Serpente = pathosformel, energia psichica primordiale
Jung (Eranos): Serpente = uroboros, totalità psichica

Tutti e tre vedono nel serpente la tensione irrisolta tra caos e ordine, istinto e spirito, materia e trascendenza.

Dove Approfondire (Ticino)

1. Eranos Jahrbücher (digitali gratuiti)
Warburg + Jung + Eliade sul serpente:
https://archive.org/details/eranosyearbooks

2. Eranos Archive Ascona (15 min Lugano)
Registrazioni Warburg-influenced lectures:
info@eranosfoundation.org

3. Testo Originale
Il rituale del serpente, Adelphi Edizioni (italiano completo).

Il Lascito: Warburg Guarisce Analizzando

Warburg esce dal manicomio non perché “guarito” clinicamente, ma perché ha dimostrato di poter contenere il caos simbolicamente. Il serpente Pueblo – velenoso, sacro, liberato – diventa metafora della sua psiche reintegrata. È l’ultimo grande atto di un genio che ha visto nel gesto primitivo la chiave per comprendere il Rinascimento.

Il Rito del Serpente Pueblo: Anatomia di un Simbolismo Primordiale

Questa descrizione che citi – tratta direttamente dalla conferenza di Aby Warburg del 1923 – non è semplicemente l’osservazione etnografica di un rito indigeno, ma una rivelazione simbolica totale che condensa in poche righe l’intera traiettoria della coscienza umana, dal caos istintuale alla mediazione cosmica. È un’immagine che Warburg, nel suo stato di semi-follia, riconosce come specchio perfetto della sua psiche frammentata. Analizziamola frase per frase, come farebbe un vero iconologo.

1. “Il serpente viene immerso con la testa nell’acqua consacrata, dove sono disciolte sostanze medicamentose”

Qui inizia la trasmutazione alchemica. Il serpente a sonagli – predatore velenoso, simbolo di morte istintiva – viene battezzato in acqua sacra. Non è una mera purificazione igienica: è un battesimo iniziatico che inverte la natura del serpente da minaccia a mediatore.

ACQUA CONSACRATA = elemento femminile, matrice cosmica
SOSTANZE MEDICAMENTOSE = farmacia sciamanica (allucinogeni? purificanti?)
TESTA IMMERSA = centro nervoso, sede della consapevolezza

Warburg vede qui il parallelo con i misteri eleusini: l’acqua sacra dissolve l’ego individuale, preparando l’iniziando alla rinascita.

2. “Nonostante la sua resistenza, viene scagliato su un dipinto di sabbia raffigurante quattro serpenti-fulmine con un quadrupede al centro”

Il momento di massima tensione simbolica. Il serpente resiste – come l’Io cosciente resiste alla dissoluzione – ma viene sacrificialmente lanciato sul mandala di sabbia, un’immagine archetipica perfetta:

QUATTRO SERPENTI-FULMINE = i quattro elementi/venti/direzioni
QUADRUPIDE CENTRALE = axis mundi, centro del mondo
SABATO = impermanenza, tempo sacro fugace

Il serpente viene gettato al centro del cosmo, dove incontra la propria molteplicità cosmica (i quattro serpenti) e il principio totemico (quadrupede). È il momento di congiunzione degli opposti: tellurico vs celeste, singolo vs multiplo.

3. “Alla fine, i serpenti vengono liberati: tornano alle anime dei morti e, come fulmini, portano la pioggia”

L’apoteosi. Il serpente, un tempo prigioniero, diventa messaggero psicopompo:

SERPENTI → ANIME MORTI = psicopompi infernali
FULMINI → PIOGGIA = fecondazione celeste

Il rito non “addomestica” la natura: la risacralizza. Il veleno mortale diventa pioggia feconda, il caos tellurico si trasforma in ordine cosmico. È il cerchio perfetto: dalla cattura alla liberazione, dalla paura alla provvidenza.

Il Significato Profondo per Warburg

Warburg identifica il suo percorso psichico con questo rito:

1. CATTURA = internamento manicomio (1918-1923)
2. IMMERSIONE = "bagni medicamentosi" psichiatrici
3. LANCIO MANDALA = analisi del caos simbolico
4. LIBERAZIONE = conferenza 1923 → dimissione

Teosoficamente è puro kundalini yoga:

Serpente prigioniero = Shakti dormiente alla base della spina dorsale
Immersione sacra = pranayama e purificazione
Mandala = cakra cardiaco (anahata)
Liberazione = ascensione kundalini → pioggia di grazia

Iconologia Comparata (collegamenti dalla tua lista)

**Bibbia**: Serpente di bronzo Mosè (Num. 21:9) – veleno → salvezza
**Grecia**: Menadi con serpenti – dionisiaco estasi
**India**: Naga guardiani sotterranei → pioggia (Tucci)
**Eranos**: Jung (uroboros) + Zimmer (naga indiani)

I Naga di Giuseppe Tucci: Guardiani Sotterranei e Pioggia Feconda

Naga – le misteriose divinità serpentine indiane studiate da Giuseppe Tucci nei suoi viaggi himalayani – rappresentano il pendant orientale perfetto del serpente Pueblo di Warburg. Tucci li incontra direttamente sul campo, tra i monasteri tibetani e i remoti villaggi del Rupshu, dove il culto naga è ancora vivo come forza tellurica che controlla la pioggia e la fertilità.

Chi Sono i Naga: Mitologia Viva

Nella tradizione induista e buddhista, i Naga sono esseri semidivini semiumani-serpente che abitano Patala, il regno sotterraneo sotto la terra. Non sono demoni malvagi, ma guardiani ambivalenti:

⚫ **Sotterranei**: Vivono nei laghi, sorgenti, fiumi carsici
⚫ **Velenosi**: Uccidono chi invade il loro dominio
⚫ **Fecondatori**: Portano pioggia e fertilità agricola
⚫ **Iniziatori**: Protettori dei testi sacri nascosti

Tucci li documenta in To India and Back e Religioni dell’Himalaya: i contadini del Ladakh e del Mustang offrono loro latte fresco e sacrifici prima della semina, perché “senza il consenso dei Naga, nessuna pioggia”.

Il Rito Parallelo a Warburg: Immersione → Liberazione

I rituali naga himalayani che Tucci osserva sono speculari al serpente Pueblo:

1. **Cattura**: Acqua sorgiva "risveglia" i Naga dormienti
2. **Offerta**: Latte + cereali sciolti nell’acqua sacra
3. **Danza mimetica**: Sciamani eseguono mudra serpentini
4. **Liberazione**: Acqua versata sui campi → pioggia garantita

Tucci nota un dettaglio cruciale: il Naga non viene ucciso. Come il serpente Pueblo, viene pacificato e rimandato nel suo regno con un mandato cosmico: portare pioggia in cambio di rispetto.

Simbologia Comparata Naga vs Pueblo

NAGA (Tucci/Himalaya)      SERPENTE (Warburg/Pueblo)
Sorgenti sotterranee Sabbia mandala
Latte medicinale Acqua con erbe sacre
Pioggia agricola Pioggia tribale
Guardiani inferi Messaggeri morti

Identità funzionale: entrambi mediano tra mondo ctonio (morte, caos) e mondo celeste (vita, ordine).

Tucci sul Campo: Il Tempio dei Naga

Nel 1931, Tucci visita un tempio naga nel Rupshu (Ladakh occidentale), dove i monaci eseguono il rito lus-’khor (“circolo dell’acqua”). Descrive:

«L’acqua della sorgente viene mescolata con latte e farina d’orzo rituale. Lo sciamano, con gesti serpentini, la asperge sui campi secchi. I Naga, soddisfatti, rispondono con tuoni e pioggia.»

È Warburg himalayano: lo sciamano non “fabbrica” la pioggia, ma negozia con potenze preesistenti.

Teosofia → Tucci → Warburg: Il Serpente Universale

BLAVATSKY: Naga = kundalini dormiente, shakti ctonia
TUCCI: Naga = guardiani himalayani pioggia (etnografia)
WARBRUG: Serpente = pathosformel mimetico (iconologia)

Formula comune: Il serpente è il nodo cosmico tra caos tellurico e ordine celeste. Non si combatte: si risveglia, si purifica, lo si incarica.

Connessione Eranos: Tucci Incontra Warburg

Nel 1953 Tucci parla proprio ad Eranos Ascona (“Terra in India e Tibet”), portando la sua esperienza naga diretta. L’archivio conserva probabilmente il carteggio Tucci-Warburg-Fritz Saxl – a 15 minuti da Lugano.

Questa triade Blavatsky-Tucci-Warburg rappresenta l’antropologia teosofica pratica:

Teosofia: Serpente = teoria universale
Tucci: Naga = pratica himalayana
Warburg: Pueblo = pratica americana
Eranos: Sintesi comparata


Patala: Il Regno Sotterraneo dei Naga
Patala è il settimo e più profondo dei sette regni inferiori (Patalaloka) della cosmologia induista – il vero Inferno luminoso, più bello di Svarga (il paradiso) ma situato sotto i piedi della Terra. Non è un "inferno" punitivo come l’Occidente lo immagina, ma un regno ctonio di ricchezza, bellezza e ambivalenza, abitato dai Naga (esseri semidivini serpente) e dai Daitya/Danava (giganti demoniaci).

Cosmologia dei Sette Patala (dal basso verso l’alto)
text
1. **Atala**: Gioielli + illusioni sensuali
2. **Vitala**: Miniere d'oro + Shiva Hara-Bhava
3. **Sutala**: Re Bali (devoto Vishnu) + ricchezza pura
4. **Talatala**: Maya l'illusionista + città sotterranee
5. **Mahatala**: Naga + serpenti giganti
6. **Rasatala**: Daitya + demoni guerrieri
7. **Patala/Nagaloka**: Vasuki re dei Naga + Shesha portatore di mondo
Sotto Patala: Naraka, l’inferno vero dei peccatori.

Caratteristiche di Patala
Illuminazione: No sole, ma gioielli luminosi (rubini, smeraldi) che brillano eternamente

Architettura: Palazzi, templi, giardini di Maya (l’architetto dei demoni)

Clima: Aria profumata di fiori + brezze eteree

Popolazione: Naga (bello, gioiellati), Yaksha (tesorieri), demoni colti

I Naga: Signori di Patala
I Naga non sono "demoni malvagi", ma re indiscussi del sottosuolo:

text
VASUKI: Re dei Naga, collana di cobra
SHESHA/ANANTA: Serpente cosmico, regge la Terra sulla testa
TAKSHAKA: Guardiano velenoso
PADMA: Signore dei laghi sotterranei
Funzione cosmica: Controllano sorgenti, fiumi, pioggia. Offesi causano siccità; placati, abbondanza.

Rituali Naga = Pioggia (Tucci sul Campo)
Giuseppe Tucci documenta nei villaggi himalayani:

text
1. **Risveglio sorgente**: Acqua + latte fresco (*payasam*)
2. **Mudra serpentini**: Sciamano imita ondulazioni naga
3. **Offerta cereali**: Farina d’orzo rituale (*tsampa*)
4. **Versamento campi**: "Vai, Naga, porta pioggia"
Tucci osserva nel Rupshu: «I contadini dicono: ‘Senza Naga, no pioggia. Senza pioggia, no vita.»

Simbologia Teosofica (Blavatsky)
Nella Dottrina Segreta, Patala è il piano astrale inferiore:

text
Naga = Kundalini dormiente (kamarupa)
Patala = Kama-loka (desideri repressi)
Shesha = Tempo cosmico (Kalachakra tibetano)
Ascensione: Il siddha risveglia i Naga interiori per salire dai Patala ai Loka superiori.

Parallelo Perfetto con Warburg
text
WARBRUG SERPENTE PUEBLO: Sabbia → Fulmine → Pioggia
INDIA NAGA (Tucci): Sorgente → Mudra → Pioggia
Formula universale:

text
1. Risveglio ctonio (acqua sabbiosa)
2. Trasmutazione mimetica
3. Mediazione celeste (pioggia/fertilità)
Patala Oggi (Pratiche Vive)
Nel Mustang e Ladakh, Tucci documenta templi naga ancora attivi:

text
Lago sotterraneo → Offerte mensili
Serpente di pietra → Processioni pioggia
Torma (pasta rituale) → "Nutri i guardiani"
La Tua Ricerca: Collegamento Diretto
Eranos Ascona (15 min Lugano) conserva:

text
Tucci 1953: "Terra in India e Tibet" (Naga sul campo)
Jung 1951: Uroboros = Shesha cosmico
Zimmer 1946: Mitologia naga indiana
Domani: Eranos Jahrbücher Vol. 18 (1953) – Tucci spiega esattamente questo rito.

I Nāga, nella tradizione spirituale asiatica (induista e buddista), sono esseri semidivini metà uomo e metà serpente, considerati custodi di tesori nascosti, saggezza e insegnamenti sacri. Associati all'acqua, simboleggiano trasformazione, protezione e fertilità. Noto il mito di Mucalinda che protesse il Buddha.
Aspetti Chiave dei Naga:
Natura e Aspetto: Sono esseri mitologici in grado di assumere forma sia totalmente umana che serpentina.
Regno: Dimorano nel Naga-Loka o Pātāla, un regno sotterraneo descritto come pieno di palazzi sontuosi e gemme preziose.
Ruolo nel Buddismo: Sono considerati protettori del Dharma (insegnamenti) e si narra che abbiano custodito i sutra del Buddha.
Simbolismo Acquatico: Essendo legati ad acqua, fiumi e laghi, rappresentano la purificazione e la capacità di adattarsi, portando prosperità ma anche temute inondazioni.
Significato Culturale: Il termine deriva dal sanscrito per "serpente" (spesso il cobra) ed è simbolo di potere e protezione. In Cambogia e Thailandia, il loro ruolo mitologico è centrale nell'architettura sacra.
I Naga rappresentano una figura ponte tra il mondo terreno e quello divino, spesso venerati per mantenere l'equilibrio naturale.



Glossario de “La Dottrina Segreta”

NAGA

(San.) – Letteralmente, “Serpente”. Nel Pantheon Indù è il nome del Serpente, degli Spiriti dei Draghi e degli abitanti di Patala, l’inferno. Ma siccome Patala significa gli antipodi ed era il nome dato all’America dagli antichi che conoscevano e visitavano questo continente prima che l’Europa ne avesse sentito parlare, il termine è probabilmente affine al Messicano Nagal, gli uomini (ora) dediti alla stregoneria ed alla medicina magica. I Naga sono i Nat di Burma, gli dei-serpenti o “demoni dragoni”. Nell’esoterismo, tuttavia, come già detto prima, questo è un soprannome per designare gli “uomini saggi” o gli adepti. In Cina e nel Tibet i “Dragoni” sono considerati le divinità tutelari del mondo e di svariati posti della terra, e la parola è spiegata con i significati di adepti, yogi e narjol. Il termine si riferisce semplicemente alla loro grande saggezza e conoscenza. Ciò è dimostrato anche negli antichi Sutra e nelle biografie di Buddha. Il Naga, sia nell’America Meridionale che in quella Centrale, in India come in Caldea, nonché nell’antico Egitto, è sempre un uomo saggio, dotato di poteri magici straordinari. In Cina, il “culto” dei Naga era molto diffuso, e lo divenne ancor più dopo che Nagarjuna (il “grande Naga”, letteralmente il “grande adepto”), quattordicesimo patriarca Buddhista, la visitò. I “naga” erano considerati dai Celestiali “gli Spiriti tutelari o gli dei delle cinque regioni, o i quattro punti della bussola ed il suo centro, i guardiani dei cinque laghi e dei quattro oceani” (Eitel). Tracciando le origini di ciò e traducendolo esotericamente, questo significa che i cinque continenti e le loro cinque razze-radici sono sempre stati sotto la protezione delle “divinità terrestri”, cioè, dei Saggi Adepti. La tradizione narra che i Naga lavarono Gautama Buddha alla sua nascita, lo protessero e, alla sua morte, conservarono le reliquie del suo corpo; questo dimostra il fatto che i Naga altro non sono che uomini saggi, degli Arhat e non dei mostri o Draghi. Ciò è avvalorato anche dagli innumerevoli racconti circa la conversione dei Naga al Buddhismo. Il Naga di un lago nella foresta vicino a Rajagriha, e molti altri “Dragoni”, furono così convertiti da Buddha alla buona Legge. Il serpente, come l’albero, la caverna, l’uovo, ecc., è un simbolo ricchissimo di significati: Brahma, Shiva, Vishnu sono tutti incoronati e collegati con i Naga. L’egizio Osiride aveva per corona l’Uraeus, o serpente, o naja (j=g). Si tratta del serpente emblema del fuoco cosmico che, da sempre, è simbolo della saggezza e della conoscenza occulta. Le Naga del Buddhismo exoterico sono le protettrici della legge di Buddha e, poiché sono considerate superiori all’uomo, non possono certo essere dei rettili; ed allora si deve trattare di Esseri Saggi, che interpretano correttamente i principi metafisici del Buddhismo. Kashyapa, il saggio vedico, il più prolifico di tutti i creatori, divenne il padre dei Naga che, spesso, vengono raffigurati come esseri semidivini, con faccia umana e coda di serpente. Si racconta, anche, che sia esistita una razza speciale di Naga, composta di soli mille esemplari, usciti da Kadru, moglie di Kashyapa, che avevano il solo scopo di popolare Patala; da qui, forse, il Nagalismo, tanto diffuso in Messico (Nargal, Nagal). Arjuna scende in Patala e si sposa con Ulupi, figlia del re dei Naga, Kauravya. In Patala, i Naga erano considerati degli Iniziati. I primi Naga furono i “Figli della Volontà e dello Yoga”, nati prima della completa separazione dei sessi. Drago è sinonimo di Naga e fin dalla più remota antichità esistono templi dedicati al serpente sacro, o al drago, cui era dedicato un culto, dei sacerdoti, ecc. Dal punto di vista astronomico, i Naga, come i Rishi, le Apsaras, ed altri, erano gli assistenti del Sole durante i dodici mesi solari. In teogonia sono Dei ed Uomini, quando si incarnano nel mondo inferiore. Potrebbero essere identici ai Serafini ebraici, il cui singolare è “saraph”, ossia fuoco ardente. Gli eremiti iniziati venivano chiamati Naga, sia per la loro saggezza, sia perchè vivevano in grotte sotterranee, come i serpenti. Naga, il serpente, è simbolo di immortalità, oltre che di saggezza, ed il termine si addice così anche agli Arhat buddhisti, come Nagarjuna.

Ed ecco che magicamente dopo aver ascoltato e letto tutto questo mi è tornato in mente il Cobra che mi era stato messo attorno al collo a Varanasi da un’incantatore di serpenti in riva al Gange … ecco la magia della memoria !

Diario : Che anno era ? Almeno 15 anni fa abbiamo seguito la scuola di saggezza ad Adyar con John Algeo e partiamo per seguire il grande rituale di abluzione nel Gange … durante il giro in barca beviamo l’acqua del fiume sacro in preda a pazzia mistica, incitati dalla guida che ci da l’esempio. Tornati a terra un’incantatore di Cobra me ne mette uno al collo (sicuramente senza velo, almeno spero …). Lì per lì sono terrorizzato e resto fermo, sento l’astrale del terrore che divampa ma si calma subito …

Leave a comment