La Domus Aurea (“Casa d’oro” in latino, proprio perché in essa si utilizzò molto di questo prezioso metallo[2]) era la villa urbana costruita dall’imperatore romano Nerone dopo il grande incendio che devastò Roma nel 64 d.C.[3] La distruzione di buona parte del centro urbano permise al princeps di espropriare un’area complessiva di circa 80 ettari e costruirvi un palazzo che si estendeva tra il Palatino, l’Esquilino ed il Celio.[4]
La villa, probabilmente mai portata a termine,[2] fu distrutta dopo la morte di Nerone a seguito della restituzione al popolo romano del terreno su cui sorgeva. La parte superstite della Domus Aurea, occultata dalle successive terme di Traiano,[5] come tutto il centro storico di Roma, le zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia e la basilica di San Paolo fuori le mura, è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO nel 1980.
Ma perché vi parlo di questo ?
Stavo analizzando il Rito del Serpente di Warburg e salta fuori che Warburg collega questo rito alle Menadi dionisiache che danzano con serpenti al braccio, a Laocoonte strangolato dai serpenti marini, fino al serpente di bronzo di Mosè (Numeri 21:9) che salva dalla morte. Il serpente è l’enigma della condizione umana: uccide e salva, precipita e redime.
Laocoonte, sacerdote troiano di Apollo o Poseidone, fu punito per aver tentato di impedire l’ingresso del cavallo di legno a Troia. La dea Atena inviò due terribili serpenti marini, Porcete e Caribea, che emersero dal mare per strangolare lui e i suoi due figli, trasformando il suo avvertimento in un presagio di sventura.
Il mito è celebre per l’omonimo gruppo scultoreo ellenistico, conservato nei Musei Vaticani:
- Significato Mitologico: Laocoonte si oppose all’inganno greco (“Temo i Danai, anche se portano doni”). La sua morte, interpretata dai troiani come punizione divina per aver profanato il cavallo con una lancia, convinse la città a portare il cavallo dentro le mura, segnando la caduta di Troia.
- Il Gruppo del Laocoonte: Ritrovata a Roma nel 1506, l’opera in marmo è attribuita dagli antichi agli scultori di Rodi Agesandro, Atenodoro e Polidoro. Rappresenta un vertice del pathos ellenistico, mostrando la lotta disperata, la sofferenza fisica e la disperazione del padre e dei figli.
- Dettagli dell’Opera: La figura centrale di Laocoonte è ritratta nel pieno della lotta, con il busto ruotato e il volto sofferente, morsa al fianco sinistro da uno dei mostri. A sinistra, un figlio sembra già privo di vita, mentre a destra l’altro cerca di allentare la stretta.
- Riscoperta e Influenza: Il ritrovamento nel 1506 presso la Domus Aurea, alla presenza di Michelangelo, ebbe un impatto enorme sull’arte rinascimentale, influenzando profondamente la concezione del corpo umano e del dolore.
Ma Nerone dette fuoco a Roma ?
Secondo la storiografia moderna, la risposta è quasi certamente no. L’idea di Nerone come l’incendiario che suona la lira mentre Roma brucia è considerata una delle “fake news” più antiche della storia.
Ecco i fatti principali che smentiscono il mito:
- Non era a Roma: Quando scoppiò l’incendio, la notte tra il 18 e il 19 luglio del 64 d.C., Nerone si trovava ad Anzio, la sua città natale. Tornò nella capitale solo quando le fiamme minacciarono la sua residenza.
- Si occupò dei soccorsi: Al suo ritorno, Nerone organizzò attivamente gli aiuti, aprendo i giardini imperiali e il Campo di Marte per accogliere gli sfollati e calmierando il prezzo del grano per sfamare la popolazione.
- Città a rischio: Roma era un labirinto di vicoli stretti con case altissime costruite in legno e argilla. Gli incendi erano frequentissimi e il “Grande Incendio” fu probabilmente causato da un incidente fortuito nel quartiere del Circo Massimo.
- La propaganda ostile: L’accusa fu alimentata dai suoi oppositori politici (l’aristocrazia senatoriale) e da storici successivi come Svetonio e Tacito, che detestavano l’imperatore per le sue riforme e il suo stile di vita.
- La leggenda della lira: Non esistono prove che abbia cantato o suonato durante il disastro. È un’immagine poetica creata per sottolineare la sua presunta follia e il disprezzo per il popolo.
Per allontanare i sospetti da sé, Nerone scelse i cristiani come capro espiatorio, dando il via alle prime persecuzioni documentate.
Nerone in breve : Lucio Domizio Enobarbo, poi Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico fu il quinto e ultimo imperatore della dinastia giulio-claudia, che regnò dal 54 al 68 d.C.
Ecco un riassunto in breve della sua figura:
Caduta e morte: La sua gestione autocratica e le sue eccentricità gli alienarono il Senato e l’esercito. Dopo diverse rivolte militari, si suicidò nel 68 d.C., ponendo fine alla sua dinastia.
Imperatore controverso: È una delle figure più famigerate e discusse della storia romana, spesso dipinto dagli storici antichi (come Tacito e Svetonio) come un tiranno megalomane, dissoluto e crudele.
Artista e innovatore: Appassionato di arte greca, musica e poesia, sognava di trasformare Roma in una capitale culturale. Introdusse riforme urbanistiche e promosse i Ludi (giochi e spettacoli).
Il “Grande Incendio”: È tristemente noto per l’incendio di Roma del 64 d.C. Benché probabilmente non ne fosse il responsabile, lo sfruttò per ricostruire la città in modo monumentale (inclusa la sua Domus Aurea) e per perseguitare i cristiani, additati come capro espiatorio.
Se vuoi approfondire la Domus Aurea …
Se vuoi entrare e parlare col Grande Spirto che ti chiama dai falò …
È strano questo peregrinare nei recessi della mia memoria alla ricerca del profondo senso etico di tutto quello che incontro … è strano ma Vero !