📍 Contesto storico
Nel VI–VII secolo d.C., prima della predicazione di Maometto, la città di La Mecca era un centro religioso e commerciale dell’Arabia occidentale.
Il santuario centrale era la Kaʿba, che esisteva già prima dell’Islam.
1️⃣ Struttura religiosa: monoteismo di fondo + culto di intercessori
Il sistema religioso meccano non era un “politeismo puro” nel senso greco-romano.
Le fonti islamiche e gli studi moderni indicano che:
- Esisteva già la nozione di un Dio supremo chiamato Allāh
- Ma accanto a lui si veneravano divinità subordinate
- Queste erano considerate:
- figlie di Allah
- intercessori
- potenze celesti
2️⃣ Le principali divinità meccane
Secondo le fonti islamiche classiche (es. Ibn Ishaq, al-Tabari), le più importanti erano:
- al-Lāt
- al-ʿUzzā
- Manāt
Il Corano le menziona esplicitamente (Sura 53:19–20).
Queste divinità erano:
- legate a santuari locali
- associate a potere, fertilità, destino
3️⃣ La Kaʿba prima dell’Islam
Secondo la tradizione islamica:
- Conteneva circa 360 idoli
- Era meta di pellegrinaggi tribali
- Funzionava come luogo neutrale per accordi e tregue
⚠️ Gli storici moderni confermano il ruolo centrale della Kaʿba, ma il numero esatto degli idoli è riportato solo nelle fonti islamiche.
4️⃣ Funzione sociale del politeismo meccano
Il sistema non era solo religioso. Era:
🔹 Politico
Ogni tribù aveva una divinità protettrice.
🔹 Economico
Il pellegrinaggio generava commercio e prestigio.
🔹 Identitario
Le divinità rafforzavano appartenenze tribali.
5️⃣ Perché il monoteismo islamico lo minava
Il messaggio di Maometto sosteneva:
- Esiste un solo Dio.
- Gli idoli non hanno potere.
- Non esistono intercessori autonomi.
Questo:
- minava l’autorità religiosa dei Quraysh
- minacciava il sistema di prestigio tribale
- metteva in discussione l’economia del pellegrinaggio
In un’epoca imprecisata La Mecca sarebbe appartenuta ai Banū Jurhum, insediatisi nella città ai danni dei Qaturà (com’erano identificati gli Amaleciti). A loro volta i Bānu Jùrhum avrebbero dovuto accettare il predominio dei Banu Khuza’a, assoggettati poi dalla stirpe dei Kinàna cui – come detto – potevano fare parte i Quraysh.
In epoca preislamica (per i musulmani, della Jāhiliyya: l”Ignoranza’ del messaggio salvifico del Corano), i Quraysh avrebbero tratto grandi vantaggi dalla gestione del santuario urbano della Kaʿba: dedicato alla divinità oracolare di Hubal, in seguito diverrà il luogo di culto delle tante altre divinità venerate nella penisola arabica.
Attività specifica dei Quraysh erano però i traffici carovanieri i quali, passando per La Mecca, univano le coste mediterranee al meridione dell’Arabia; ciò, grazie alla buona capacità guerriera della tribù (la quale si esprimerà ampiamente in età islamica).
I Banū Jurhum (in arabo ﺑﻨﻮ ﺟﺮﻣﻢ?) sono stati una tribù operante nella Penisola arabica in età preislamica, e più specificamente nella regione del Hijaz e a Mecca.
Origine
La tradizione – registrata in età islamica -, fa risalire la loro origine a un’imprecisata epoca remota e collega il gruppo al Patriarca Ismāʿīl che, per la Bibbia e per lo stesso Corano, viene indicato come il progenitore degli Arabi, in quanto frutto dell’unione tra il Patriarca Ibrāhīm e la sua schiava Hāgar.
Allontanata da Abramo/Ibrāhīm nel deserto arabo, Hāgar si poté tuttavia riunire più tardi, secondo il Corano, al padre del loro figlio, Ismaele/Ismāʿīl e insieme i due dettero tra l’altro avvio alla costruzione della Kaʿba, mentre Ismaele/Ismāʿīl sposava la figlia del capo della tribù locale dei Jurhum, diventando signore del Ḥijāz e di Mecca.
Si vuole che la dominazione della sua discendenza (detta “ismaelita”) finisse nel momento in cui nell’area giunsero i Banū Khuzāʿa, una branca della più estesa tribù araba degli Azd, che si fusero in parte con essi, finendo però col cacciarli dalle loro terre.
6️⃣ Era un sistema isolato?
No. L’Arabia del VII secolo era religiosamente mista:
- Tribù politeiste
- Comunità ebraiche (soprattutto a Yathrib/Medina)
- Cristiani nel nord e nel sud
- Monoteisti individuali chiamati ḥanīf
Il politeismo meccano era quindi parte di un ambiente religioso pluralistico.
7️⃣ Conclusione sintetica
Il “politeismo meccano” era:
un sistema tribale di culto di divinità multiple e intercessori, con Allah come divinità suprema, integrato in una struttura economica e politica centrata sulla Kaʿba.
Non era:
- un sistema mitologico strutturato come quello greco
- né un monoteismo puro
Era una forma di henoteismo tribale arabo.
Dalla Rivoluzione iraniana guidata dall’Ruhollah Khomeini nacque nel 1979 la Repubblica Islamica dell’Iran, che trasformò lo Stato in una teocrazia sciita con forte controllo religioso e politico, in rottura con l’Occidente e con il precedente regime dello Shah.
Oggi l’Iran attraversa una crisi multidimensionale — economica (sanzioni internazionali), sociale (proteste diffuse come quelle seguite alla morte di Mahsa Amini nel 2022) e geopolitica (tensioni con Stati Uniti e Israele) — che mette sotto pressione la legittimità interna del sistema ma non ne ha ancora determinato il crollo.
🔹 A) Petrolio e gas
L’Iran possiede:
- tra le maggiori riserve mondiali di gas
- grandi riserve di petrolio
Nonostante le sanzioni:
- esporta soprattutto verso Cina e altri canali indiretti
- usa sconti e triangolazioni
Il settore energetico resta la colonna vertebrale finanziaria.
sintesi storicamente solida della storia del petrolio iraniano, dalle origini alla situazione attuale, con i passaggi chiave.
1️⃣ La scoperta (inizio XX secolo)
Nel 1901 lo Shah di Persia concesse a un imprenditore britannico, William Knox D’Arcy, una vasta concessione per cercare petrolio.
Nel 1908 viene scoperto petrolio a Masjed Soleyman.
Nasce così la Anglo-Persian Oil Company, poi diventata:
British Petroleum (BP)
👉 Il Regno Unito ottiene il controllo strategico del petrolio persiano.
👉 L’Iran riceve royalties molto limitate.
Il petrolio iraniano diventa essenziale per la Royal Navy britannica.
2️⃣ Il conflitto sulla sovranità (anni 1940–1950)
Dopo la Seconda guerra mondiale cresce il nazionalismo iraniano.
Nel 1951 il primo ministro:
Mohammad Mosaddegh
nazionalizza l’industria petrolifera.
Obiettivo:
- togliere il controllo britannico
- trattenere i profitti in Iran
Il Regno Unito reagisce con:
- embargo
- pressioni internazionali
3️⃣ Il colpo di Stato del 1953
Nel 1953 Mosaddegh viene rovesciato in un colpo di Stato sostenuto da:
- CIA
- servizi britannici
Evento noto come Operazione Ajax.
Lo Shah:
Mohammad Reza Pahlavi
viene rafforzato.
Il petrolio torna sotto un consorzio internazionale, ma con condizioni leggermente più favorevoli per l’Iran.
👉 Questo evento è fondamentale per capire l’anti-occidentalismo iraniano successivo.
4️⃣ L’era dello Shah (1953–1979)
Grazie al boom petrolifero:
- l’Iran diventa uno dei principali esportatori mondiali
- enormi entrate finanziano:
- modernizzazione
- industrializzazione
- esercito potente
Ma:
- la ricchezza è distribuita in modo diseguale
- cresce il malcontento
5️⃣ La Rivoluzione del 1979
Con la Rivoluzione iraniana:
- l’industria petrolifera resta nazionalizzata
- l’Iran rompe con gli Stati Uniti
- iniziano sanzioni e tensioni
Il petrolio rimane:
la base finanziaria dello Stato islamico
6️⃣ Guerra Iran-Iraq (1980–1988)
Durante la guerra con l’Iraq:
- infrastrutture petrolifere vengono colpite
- produzione crolla
- economia gravemente danneggiata
Il petrolio diventa strumento di sopravvivenza nazionale.
7️⃣ Sanzioni moderne (dal 2000 in poi)
A causa del programma nucleare:
- sanzioni ONU
- sanzioni USA ed europee
- restrizioni bancarie
Effetto:
- crollo esportazioni ufficiali
- difficoltà accesso ai mercati finanziari
Ma l’Iran continua a esportare:
- soprattutto verso la Cina
- con sconti e triangolazioni
8️⃣ Situazione attuale
L’Iran possiede:
- tra le maggiori riserve mondiali di gas
- enormi riserve di petrolio
Problemi attuali:
- infrastrutture obsolete
- difficoltà di investimento estero
- dipendenza da mercati asiatici
- volatilità dei prezzi
Il petrolio resta:
la principale fonte di valuta estera.
9️⃣ Significato storico profondo
Il petrolio iraniano è:
- causa del colpo di Stato del 1953
- motore della modernizzazione dello Shah
- base finanziaria della Repubblica Islamica
- fattore centrale del conflitto con l’Occidente
Senza il petrolio:
- la storia politica iraniana del XX secolo sarebbe stata completamente diversa.
a storia del petrolio iraniano
Perfetto. Ti faccio una sintesi storicamente solida della storia del petrolio iraniano, dalle origini alla situazione attuale, con i passaggi chiave.
1️⃣ La scoperta (inizio XX secolo)
Nel 1901 lo Shah di Persia concesse a un imprenditore britannico, William Knox D’Arcy, una vasta concessione per cercare petrolio.
Nel 1908 viene scoperto petrolio a Masjed Soleyman.
Nasce così la Anglo-Persian Oil Company, poi diventata:
British Petroleum (BP)
👉 Il Regno Unito ottiene il controllo strategico del petrolio persiano.
👉 L’Iran riceve royalties molto limitate.
Il petrolio iraniano diventa essenziale per la Royal Navy britannica.
2️⃣ Il conflitto sulla sovranità (anni 1940–1950)
Dopo la Seconda guerra mondiale cresce il nazionalismo iraniano.
Nel 1951 il primo ministro:
Mohammad Mosaddegh
nazionalizza l’industria petrolifera.
Obiettivo:
- togliere il controllo britannico
- trattenere i profitti in Iran
Il Regno Unito reagisce con:
- embargo
- pressioni internazionali
3️⃣ Il colpo di Stato del 1953
Nel 1953 Mosaddegh viene rovesciato in un colpo di Stato sostenuto da:
- CIA
- servizi britannici
Evento noto come Operazione Ajax.
Lo Shah:
Mohammad Reza Pahlavi
viene rafforzato.
Il petrolio torna sotto un consorzio internazionale, ma con condizioni leggermente più favorevoli per l’Iran.
👉 Questo evento è fondamentale per capire l’anti-occidentalismo iraniano successivo.
4️⃣ L’era dello Shah (1953–1979)
Grazie al boom petrolifero:
- l’Iran diventa uno dei principali esportatori mondiali
- enormi entrate finanziano:
- modernizzazione
- industrializzazione
- esercito potente
Ma:
- la ricchezza è distribuita in modo diseguale
- cresce il malcontento
5️⃣ La Rivoluzione del 1979
Con la Rivoluzione iraniana:
- l’industria petrolifera resta nazionalizzata
- l’Iran rompe con gli Stati Uniti
- iniziano sanzioni e tensioni
Il petrolio rimane:
la base finanziaria dello Stato islamico
6️⃣ Guerra Iran-Iraq (1980–1988)
Durante la guerra con l’Iraq:
- infrastrutture petrolifere vengono colpite
- produzione crolla
- economia gravemente danneggiata
Il petrolio diventa strumento di sopravvivenza nazionale.
7️⃣ Sanzioni moderne (dal 2000 in poi)
A causa del programma nucleare:
- sanzioni ONU
- sanzioni USA ed europee
- restrizioni bancarie
Effetto:
- crollo esportazioni ufficiali
- difficoltà accesso ai mercati finanziari
Ma l’Iran continua a esportare:
- soprattutto verso la Cina
- con sconti e triangolazioni
8️⃣ Situazione attuale
L’Iran possiede:
- tra le maggiori riserve mondiali di gas
- enormi riserve di petrolio
Problemi attuali:
- infrastrutture obsolete
- difficoltà di investimento estero
- dipendenza da mercati asiatici
- volatilità dei prezzi
Il petrolio resta:
la principale fonte di valuta estera.
9️⃣ Significato storico profondo
Il petrolio iraniano è:
- causa del colpo di Stato del 1953
- motore della modernizzazione dello Shah
- base finanziaria della Repubblica Islamica
- fattore centrale del conflitto con l’Occidente
Senza il petrolio:
- la storia politica iraniana del XX secolo sarebbe stata completamente diversa.
Se vuoi, posso approfondire:
- i dettagli dell’Operazione Ajax
- il ruolo attuale della Cina nel settore petrolifero iraniano
- il confronto con il petrolio saudita
- oppure come il petrolio influenza oggi la politica regionale iraniana
Dimmi tu.
dal politeismo meccano alla crisi del petrolio
Ottima traiettoria storica: dal sistema religioso tribale dell’Arabia del VII secolo alla geopolitica energetica del XX secolo. Ti rispondo in modo lineare, senza salti ideologici.
1️⃣ Politeismo meccano: economia e religione fuse
Nel VII secolo, a La Mecca, il sistema religioso era:
- tribale
- politeista (con Allah come divinità suprema e altre divinità intercessorie)
- centrato sulla Kaʿba
Il santuario generava:
- pellegrinaggi
- commercio
- stabilità politica
Religione ed economia erano inseparabili.
👉 Il potere derivava dal controllo del santuario.
2️⃣ Islam: unificazione religiosa e politica
Con Maometto (VII secolo):
- abolizione del politeismo
- distruzione degli idoli
- centralizzazione religiosa
L’Islam crea:
- un’autorità unica
- una comunità sovra-tribale (umma)
- un sistema politico-religioso integrato
👉 Il potere non è più legato agli idoli locali, ma a un monoteismo universale.
Questo permette:
- espansione imperiale
- unificazione giuridica
- controllo territoriale
3️⃣ Secoli dopo: il petrolio sostituisce il santuario
Saltiamo al XX secolo.
Nel Medio Oriente moderno:
- il centro del potere non è più il santuario
- è il sottosuolo
In paesi come:
- Arabia Saudita
- Iran
- Iraq
Il controllo del petrolio diventa:
ciò che nel VII secolo era il controllo del pellegrinaggio.
Economia = potere politico.
4️⃣ 1973: la crisi del petrolio
Nel 1973, durante la guerra del Kippur, i paesi arabi membri dell’OPEC impongono un embargo contro gli Stati che sostengono Israele.
Evento chiave:
Crisi petrolifera del 1973
Effetti:
- prezzo del petrolio quadruplica
- inflazione globale
- shock economico in Occidente
- nascita della “geopolitica dell’energia”
Per la prima volta:
il Medio Oriente usa l’energia come arma strategica.
5️⃣ Dal sacro al strategico
Nel VII secolo:
- il potere derivava dal controllo del culto.
Nel XX secolo:
- il potere deriva dal controllo delle risorse energetiche.
Ma la logica è simile:
- chi controlla il centro simbolico o energetico
- controlla i flussi economici
- controlla la politica regionale
6️⃣ Continuità strutturale
Dal politeismo meccano alla crisi del petrolio vediamo:
- economia e religione intrecciate
- centralità del controllo delle risorse
- uso del potere per influenzare reti commerciali più ampie
La differenza è che:
- nel VII secolo la leva era religiosa
- nel XX secolo è energetica e industriale
Sintesi in due frasi (come chiave interpretativa)
Dal politeismo meccano, in cui il potere nasceva dal controllo del santuario e dei flussi di pellegrinaggio, si passa all’Islam come sistema politico-religioso unificato. Nel XX secolo, il controllo del petrolio sostituisce il santuario come fonte primaria di potere, culminando nella crisi del 1973 che trasforma definitivamente l’energia in strumento geopolitico globale.
Se vuoi, possiamo fare un passo ancora più analitico:
- religione come infrastruttura economica
- petrolio come nuova teologia del potere
- oppure confronto tra Arabia Saudita e Iran nella gestione di religione e petrolio
Dimmi la direzione che vuoi prendere.
e oggi il nucleare
Ottima traiettoria:
santuario → petrolio → nucleare come forme diverse di potere.
Ti rispondo in modo storico-strategico, restando su analisi politica, non tecnica.
1️⃣ Dal sacro al petrolio
- Nel VII secolo il potere nasceva dal controllo del centro religioso (Kaʿba).
- Nel XX secolo il potere regionale nasce dal controllo del petrolio (crisi del 1973).
- Il Medio Oriente diventa centrale per l’energia globale.
2️⃣ Oggi: il nucleare come nuova leva di potere
Nel XXI secolo, il nucleare non è solo energia. È:
- deterrenza militare
- leva diplomatica
- strumento negoziale
- simbolo di sovranità tecnologica
Nel caso dell’Iran, il programma nucleare è ufficialmente civile, ma il suo potenziale militare ha generato:
- sanzioni internazionali
- tensioni con Stati Uniti e Israele
- accordi come il Joint Comprehensive Plan of Action (2015)
3️⃣ Perché il nucleare conta più del petrolio?
Il petrolio dà:
- rendita economica
Il nucleare dà:
- sicurezza strategica
- capacità di deterrenza
- peso negoziale permanente
Uno Stato con capacità nucleare (o soglia nucleare) diventa:
molto più difficile da attaccare o isolare.
4️⃣ Differenza fondamentale
Petrolio:
- dipende dal mercato globale
- è vulnerabile a sanzioni
- è economico
Nucleare:
- è politico-strategico
- è legato alla sopravvivenza del regime
- cambia l’equilibrio militare regionale
5️⃣ Continuità storica
Se guardiamo la lunga durata:
- VII secolo → controllo del sacro
- XX secolo → controllo dell’energia fossile
- XXI secolo → controllo della tecnologia strategica
Il principio è lo stesso:
chi controlla la leva strutturale del potere del proprio tempo
aumenta la propria autonomia.
6️⃣ Perché crea tanta instabilità?
Perché nel Medio Oriente:
- esiste già una potenza nucleare non dichiarata: Israele
- altri Stati temono un effetto domino
- la soglia nucleare cambia il calcolo militare
Il nucleare è meno “visibile” del petrolio, ma più destabilizzante.
Sintesi finale
Se nel passato il potere era religioso e poi energetico, oggi è tecnologico-strategico.
Il nucleare rappresenta la forma contemporanea di sovranità estrema: non produce solo ricchezza, ma garantisce sopravvivenza politica.
Se vuoi possiamo andare più a fondo su:
- “Iran è davvero vicino alla bomba?” (analisi realistica)
- confronto tra Iran e Corea del Nord
- oppure la dimensione simbolica del nucleare come nuova teologia del potere
Dimmi quale linea ti interessa.
“Iran è davvero vicino alla bomba?” (analisi realistica)
Ecco una analisi aggiornata e verificata della domanda “L’Iran è davvero vicino alla bomba atomica?”, basata sulle valutazioni più recenti di fonti internazionali e istituzionali (stampa, think-tank, esperti, agenzie di controllo).
🧪 1️⃣ L’Iran non ha una bomba nucleare
Tutti gli osservatori accreditati — intelligence occidentale, Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) e analisti di difesa — concordano che l’Iran non possiede attualmente un’arma nucleare e non l’ha pubblicamente testata o assemblata.
🧬 2️⃣ Rimanere “tecnicamente capaci” è diverso dall’avere la bomba
🔹 Stato attuale tecnico
- L’Iran ha sviluppato un programma di arricchimento dell’uranio civile e lo ha portato oltre i limiti previsti dall’accordo del 2015 (ad esempio arricchimento al 60 %). Però:
- per avere materiale adatto alle armi serve arricchire l’uranio al ~90%; senza questo livello non si può costruire una testata nucleare operativa.
- Analisti stimano che, se fosse autorizzato, l’Iran potrebbe produrre abbastanza uranio adatto all’uso militare in poche settimane o mesi, grazie alle centrifughe già installate, ma la costruzione di una testata funzionante richiede ulteriori capacità tecniche e non è un processo automatico.
👉 Quindi dal punto di vista tecnico potenziale l’Iran è più vicino di prima alla capacità di produrre materiale fissile, ma non è ancora vicino all’arma finita.
🧠 3️⃣ Il fattore decisionale politico è cruciale
Molti esperti sottolineano che:
- la classe dirigente iraniana non sembra aver preso una decisione formale di sviluppare armi nucleari; questo richiederebbe un ordine politico esplicito, non solo capacità tecnica.
- Teheran insiste di perseguire un programma civile (energia elettrica e ricerca), non militare — anche se questo ha generato dubbi di trasparenza internazionale.
👉 La decisione politica di costruire una bomba è diversa dalla capacità di farlo tecnicamente. Oggi, secondo diverse valutazioni, la leadership iraniana non ha formalmente adottato una politica di armi nucleari.
⚠️ 4️⃣ Dubbi sulle timeline
Le valutazioni sui tempi di “breakout” variano ampiamente:
- Alcuni rapporti affermano che, ipotizzando l’assenza di restrizioni e disponibili centrifughe, il tempo per ottenere materiale sufficiente per una o più armi potrebbe ridursi a settimane o pochi mesi.
- Altre fonti, incluse dichiarazioni di intelligence USA, hanno stimato che c’erano anni di distanza — ad esempio circa tre anni — prima che fosse possibile completare una bomba, secondo valutazioni citate nel 2025.
👉 Questo significa che non esiste un “numero magico” universalmente accettato: dipende da quanti centrifughe lavorano, quanta materia arricchita è disponibile, quanta protezione internazionale c’è sulle installazioni, e se ci sia un ordine politico di militarizzazione.
🧠 5️⃣ Il contesto geopolitico
Negli ultimi anni ci sono stati:
- colloqui diplomatici con gli Stati Uniti e altri mediatori per limitare l’arricchimento e ripristinare qualche forma di accordo.
- azioni militari mirate da parte di Israele e Stati Uniti contro infrastrutture nucleari iraniane nel 2025, che hanno danneggiato alcuni impianti e rallentato attività specifiche.
Queste dinamiche mostrano che il programma resta al centro delle tensioni internazionali, ma non è un processo lineare.
🧩 Conclusione realistica e onesta
✔️ Iran ha competenze e capacità tecniche crescenti nel campo dell’arricchimento dell’uranio e dell’infrastruttura nucleare.
✔️ Questo potrebbe ridurre i tempi necessari per procurarsi materiale utile a un’arma.
✔️ Tuttavia non esiste oggi un’arma nucleare iraniana né c’è prova pubblica che sia in fase di costruzione.
✔️ La produzione di una bomba richiederebbe un salto politico deciso, non solo tecnico.
✔️ Gli elementi di intelligence più affidabili indicano che, anche senza limitazioni, la trasformazione in arma non sarebbe immediata e restano ostacoli significativi.
In breve: l’Iran non ha la bomba e non è obbligatoriamente “dietro l’angolo”, ma può essere più vicino di prima dal punto di vista materiale — se scatta una decisione politica seria di costruirla.
1) Gli alleati formali degli USA restano numerosi
- In Europa: membri della NATO (UE inclusa in gran parte), con cooperazione militare strutturata.
- In Asia-Pacifico: trattati con Giappone, Corea del Sud, Australia; cooperazione nel Quad (USA-Giappone-India-Australia).
- In Medio Oriente: partnership con Israele e vari Stati del Golfo.
Queste alleanze includono basi, interoperabilità militare e intelligence condivisa: non sono simboliche.
2) Esistono però convergenze “anti-egemonia USA”
Alcuni Paesi cooperano per ridurre l’influenza americana:
- Cina e Russia hanno coordinamento strategico (energia, tecnologia, diplomazia), ma non un trattato di mutua difesa.
- Iran coopera con Mosca e Pechino su energia e sicurezza.
- Forum come BRICS o Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai aggregano interessi, ma non sono un’alleanza militare anti-USA.
Queste intese sono selettive: convergenze su sanzioni, commercio in valute alternative, tecnologia; divergenze su altri dossier.
3) Molti Stati scelgono il “multi-allineamento”
Paesi come India, Arabia Saudita, Turchia, Indonesia:
- cooperano con Washington su sicurezza o tecnologia,
- ma mantengono legami economici con Pechino o Mosca,
- evitando di schierarsi in modo totale.
È una strategia di massimizzazione dei benefici in un sistema multipolare.
4) Quadro realistico
Non c’è un blocco compatto “contro l’America”. C’è:
- un blocco di alleanze USA ancora robusto,
- potenze che cercano autonomia strategica,
- reti di cooperazione che mirano a ridurre la dipendenza dal dollaro e dalle sanzioni USA,
- e una competizione sistemica soprattutto tra USA e Cina.
Sintesi: il mondo non è diviso in due campi rigidi; è un mosaico di alleanze, rivalità e convenienze incrociate.