Il legame tra Rudolf von Laban e l’Ordo Templi Orientis (O.T.O)

Il legame tra Rudolf von Laban e l’Ordo Templi Orientis (O.T.O.)risale agli anni della Prima Guerra Mondiale, quando il celebre teorico della danza fu nominato Gran Maestro nazionale per la loggia svizzera “Libertas et Fraternitas” dal fondatore dell’ordine, Theodor Reuss. [1, 2, 3]

Punti chiave del legame

  • Monte Verità (1913-1919): Laban fondò la sua “Scuola d’Arte” ad Ascona, sul Monte Verità, un luogo che divenne il fulcro delle attività dell’O.T.O.. In questo contesto, le sue teorie sul movimento non erano solo artistiche, ma intrise di una visione spirituale e magica.
  • Il Congresso del 1917: Nell’agosto del 1917, Laban partecipò attivamente all’organizzazione di un congresso dell’O.T.O. sul Monte Verità. Durante l’evento fu messo in scena il dramma coreico Sang an die Sonne (Inno al Sole), un’opera intrisa di simbolismo pagano e dionisiaco che celebrava l’unione tra uomo e cosmo.
  • Influenza Esoterica: Il sistema di Laban (come l’uso dell’icosaedro e la teoria dell’armonia spaziale) rifletteva il suo interesse per il Rosacrocianesimo e la massoneria. Molti studiosi ritengono che la sua analisi del movimento fosse un tentativo di tradurre concetti magico-spirituali in una forma fisica e razionale. [1, 2, 4, 5, 6, 7, 8]

Eredità e Contesto

Nonostante Laban sia oggi ricordato principalmente per la Labanotation (un sistema rigoroso di scrittura del movimento), le sue radici nell’occultismo europeo dei primi del Novecento sono state fondamentali per la nascita della danza libera e dell’espressionismo tedesco. [9, 10, 11, 12]

Ti interessa approfondire come le pratiche rituali dell’O.T.O. abbiano influenzato specifici esercizi della tecnica Laban?

L’influenza dell’O.T.O. sulla tecnica di Rudolf von Laban non è un semplice dettaglio biografico, ma una struttura profonda che modella la sua visione del corpo come “ponte” tra il fisico e il metafisico. [1, 2, 3]

Sebbene Laban abbia successivamente razionalizzato queste scoperte per il mondo accademico, molti dei suoi concetti chiave derivano direttamente da pratiche rituali ed esoteriche condivise con Theodor Reuss e l’ambiente del Monte Verità. [4, 5]

1. La “Geometria Sacra” e l’Icosaedro

Il contributo più celebre di Laban, l’Icosaedro (un solido a 20 facce), non era solo uno strumento tecnico per mappare le direzioni del movimento. [6]

  • Significato Oculistico: All’interno dell’O.T.O. e dei circoli Rosacroce, la geometria era vista come il linguaggio della creazione. Per Laban, muoversi seguendo le “scale” geometriche dell’icosaedro era un modo per armonizzare la micro-energia del corpo umano con la macro-energia dell’universo.
  • Esercizio Pratico: Le Scale di Movimento (sequenze fluide tra i vertici del solido) erano intese come forme di “preghiera fisica” o meditazione in movimento. [3, 7, 8, 9]

2. Le “Otto Azioni di Sforzo” (Eight Efforts)

Laban ha categorizzato il movimento umano attraverso quattro fattori: Spazio, Tempo, Peso e Flusso. Dalla loro combinazione nascono le 8 azioni base (come Pressare, Fluttuare, Guizzare). [10, 11, 12, 13]

  • Radice Rituale: Queste azioni venivano utilizzate nei riti dell’O.T.O. (come la “Messa Gnostica”) per evocare specifici stati di coscienza o archetipi.
  • Trasformazione Energetica: Laban credeva che eseguire un’azione con una specifica “qualità di sforzo” potesse alterare lo stato psichico del danzatore, un concetto identico alla pratica magica di “assumere forme divine” attraverso la postura e il gesto. [5, 14, 15]

3. I “Cori di Movimento” (Movement Choirs)

Laban creò grandi coreografie collettive chiamate Cori di Movimento, progettate per persone non professioniste. [16, 17]

  • Comunione Mistica: Queste non erano semplici danze di gruppo, ma riti collettivi volti a generare una “estasi di massa” controllata.
  • Influenza O.T.O.: L’idea era quella di creare una “fratellanza universale” (un obiettivo chiave dell’ordine) attraverso la sincronizzazione del respiro e del gesto ritmico, trasformando il pubblico in una comunità spirituale. [5, 17]

4. La “Danza Libera” e la Magia Sessuale

Al Monte Verità, Laban e le sue allieve (come Mary Wigman) praticavano spesso la danza all’aperto, talvolta nudi, per riconnettersi con le forze naturali. [18, 19]

  • Corpo come Tempio: Questa libertà espressiva era influenzata dalle dottrine di Reuss sulla liberazione dell’energia vitale e sessuale come via per l’illuminazione.
  • Obiettivo: Il fine non era l’estetica, ma lo sviluppo della “Gnosi incarnata”, ovvero una conoscenza divina raggiunta attraverso l’esperienza fisica estrema e il superamento dei limiti sociali del corpo. [1, 2, 9, 20]

In sintesi: Mentre oggi studiamo Laban per migliorare l’espressività degli attori o la tecnica dei ballerini, le sue radici risiedono nella convinzione che ogni movimento sia un atto magico capace di influenzare la realtà invisibile. [3, 9]

La collaborazione tra Rudolf von Laban e Theodor Reuss non era solo formale, ma si manifestava in pratiche che univano il rigore massonico alla sperimentazione artistica e alla ritualità occulta. [1, 2]

Ecco le principali pratiche condivise e le loro caratteristiche:

1. Il Dramma Rituale e la “Festa del Sole” [3]

L’evento più significativo fu il Congresso Anazionale del 1917 sul Monte Verità. [1, 3, 4]

  • Azione Sacra: Laban diresse il dramma coreico Sang an die Sonne (Inno al Sole), concepito come un rito di massa che durava dal tramonto all’alba.
  • Simbologia: La danza celebrava il ciclo solare attraverso il movimento, un tema centrale nella massoneria mistica di Reuss, intesa come via per l’armonizzazione dell’uomo con le leggi cosmiche. [3, 5, 6, 7, 8]

2. La Messa Gnostica (Liber XV)

Reuss fu uno dei primi a tradurre in tedesco la Messa Gnostica composta da Aleister Crowley. [9, 10]

  • Esecuzione a Monte Verità: Il rituale venne recitato durante il congresso del 1917.
  • Ruolo del corpo: Laban fu incaricato di dare forma fisica a questi concetti spirituali. La danza non era un ornamento, ma il motore dell’energia rituale necessaria per la celebrazione. [1, 9]

3. La Loggia “Libertas et Fraternitas”

Sotto l’egida di Reuss, Laban fondò a Zurigo nel 1917 la loggia Libertas et Fraternitas, legata ai riti di Memphis-Misraim. [4, 7]

  • Pratiche di Grado: I membri (inclusa la celebre danzatrice Mary Wigman) praticavano rituali di iniziazione che integravano il simbolismo ermetico con esercizi di consapevolezza corporea.
  • Massoneria Mista: A differenza della massoneria tradizionale, questa loggia ammetteva le donne, promuovendo una “fratellanza e sorellanza” basata sulla parità nel percorso esoterico. [5, 11, 12, 13]

4. Il “Corpo come Laboratorio” e la Magia Sessuale

Sebbene Laban sia stato più cauto nel documentare questi aspetti, l’ambiente dell’O.T.O. di Reuss era noto per le pratiche di magia sessuale (specialmente per i gradi superiori VIII° e IX°). [13, 14]

  • Rituali Orgiastici: Sul Monte Verità venivano celebrati “riti erotico-orgiastici” di mezzanotte, che portarono persino a tensioni con la direzione vegetariana della colonia.
  • Filosofia Sottesa: L’idea condivisa era che l’estasi raggiunta tramite il movimento estremo o l’unione sessuale potesse portare alla “Gnosi”, ovvero a una conoscenza diretta del divino. [1, 11, 13, 15]

Queste esperienze permisero a Laban di sviluppare l’idea che il movimento umano non fosse solo muscolare, ma una manifestazione di correnti energetiche invisibili che il rituale aveva il compito di canalizzare.

La confusione è comprensibile perché, nel caso di Theodor Reuss e dell’O.T.O. di inizio Novecento, i confini tra Massoneria ed esoterismo erano molto sfumati.

Ecco come stanno le cose per punti chiari:

1. Che c’entra la Massoneria?

L’O.T.O. (Ordo Templi Orientis) nacque originariamente come un’accademia massonica. Reuss era un alto esponente del Rito di Memphis-Misraim, un ramo della Massoneria molto “alternativo” e focalizzato sull’egittologia e l’alchimia.

  • L’aggancio con Laban: Laban non entrò in una loggia massonica “classica” (quelle dei templi in città per intenderci), ma in una loggia creata da Reuss che usava i simboli della Massoneria per fare ricerca spirituale e artistica.
  • Il metodo: La Massoneria usa il rituale (gesti, parole, posizioni del corpo) per insegnare verità filosofiche. Laban prese questo concetto e lo trasformò in danza: per lui, muoversi in un certo modo nel tempio era un atto massonico di “costruzione di se stessi”.

2. La Messa Gnostica si fa nella Massoneria?

No, nella Massoneria regolare e tradizionale non si celebra la Messa Gnostica.

La Messa Gnostica (conosciuta come Liber XV) è un rito specifico dell’O.T.O. e dell’Ecclesia Gnostica Catholica.

  • Perché se ne parla insieme? Perché Reuss voleva che l’O.T.O. diventasse il “cuore spirituale” della Massoneria. Egli vedeva la Messa Gnostica come il compimento dei gradi massonici.
  • La differenza: Mentre la Massoneria classica è più razionale e simbolica, la Messa Gnostica è un vero e proprio rito religioso/magico che include elementi che la Massoneria standard rifiuta (come la presenza di una Sacerdotessa e riferimenti espliciti alla magia sessuale).

In sintesi:

Laban usò la struttura della Massoneria (i gradi, i simboli, la segretezza) come cornice, ma i contenuti che metteva in scena con Reuss erano quelli dell’O.T.O. (esoterismo, gnosticismo e ritualità solare).

Per la Massoneria dell’epoca, quello che facevano Laban e Reuss al Monte Verità era considerato troppo “estremo” e scandaloso, proprio a causa di riti come la Messa Gnostica.

SULLE ORIGINI DELLA MASSA GNOSTICA

di Tau Aleph, rivisto da Tau Meithras

LE ANTICHE RADICI DELLA MASSA GNOSTICA

I Padri della Chiesa cristiana credevano che le numerose correnti di quella che consideravano l’eresia gnostica avessero avuto origine con Simon Mago in Samaria. Sebbene le ricerche storiche contemporanee sul periodo e la geografia indichino che le radici dello gnosticismo siano in gran parte giudaiche, il legame tra gnosticismo e Samaria riveste un’importanza mitologica.  Secoli prima, la Samaria era stata conquistata dagli Assiri, e popolazioni autoctone assire e babilonesi vi erano state reinsediate da Sargon II. Ai tempi di Simon Mago, i Samaritani rifiutavano il Tempio di Gerusalemme e adoravano sul loro monte sacro. Rifiutavano gran parte della Bibbia ebraica, accettando solo i Libri di Mosè. Giuseppe Flavio narra che erano anche noti per adorare divinità persiane, e infatti il ​​titolo di Mago deriva dalla religione persiana di Zoroastro.

Simone visse e insegnò durante il regno di Claudio Cesare (37-68 d.C.). Ebbe molti seguaci tra i Samaritani, molti dei quali lo veneravano come profeta e maestro. Affermava di essere un’incarnazione della “Grande Potenza” , inviato per liberare le scintille di luce dall’ignoranza, mostrando loro la loro eredità divina.

La storia di Simone ed Elena (che si dice fosse una prostituta di Tiro) si sviluppava su due livelli. Descriveva sia una relazione reale, sia il mito simoniano della discesa dell’anima femminile nel mondo, dove viene sedotta, prostituita e fatta prigioniera dalle potenze mondane. Quest’anima femminile viene poi redenta dal suo consorte celeste, che le ricorda la sua origine divina. Questo mito è affine al simbolismo cabalistico del Figlio che redime la Figlia e la pone sul trono della Madre. La storia di Simone ed Elena influenzò i trattati della raccolta di Nag Hammadi e la letteratura gnostica su Sophia, in particolare nei riferimenti a Sophia come Prunikos ( che significa dissoluta o lasciva).

Lo gnosticismo simoniano  illustra il ruolo centrale del rituale sessuale come mezzo per raggiungere la Gnosi. La separazione e la riunione degli elementi maschile e femminile sono alla base della leggenda di Simone e della sua consorte Elena. L’  Apophasis Megale  suggerisce che questa riunione abbia assunto la forma di una Messa:

Secondo Simone, dunque, quell’essere beato e incorruttibile giace nascosto in ogni essere potenzialmente dunamei] , non effettivamente energeia] ; cioè colui che sta, ha preso posizione e starà ho hestôs, stas, stêsomenos] : colui che sta in alto nella potenza ingenerata, che ha preso posizione in basso nel caos delle acque quando fu generato a immagine [ eikôn] , che starà in alto con la beata potenza infinita se sarà pienamente formato [ exeikonisthêi] . Infatti, egli dice, sono tre quelli che stanno: l’essere [in]originato, che [dicono] aleggia sulle acque, non è stabilito in ordine, l’essere celeste perfetto che è ricreato a somiglianza, che non diventa in alcun modo inferiore alla potenza ingenerata. Questo è il significato del loro dire: “Io e tu siamo uno, tu sei davanti a me e io sono dietro a te”. Questa, dice, è un’unica potenza, divisa in quanto superiore [infinita] e inferiore [  logos ?], autogenerante, … la propria madre, il proprio padre, la propria sorella, il proprio consorte, la propria figlia, il proprio figlio, … l’unità, la radice di tutte le cose.

Questo passo suggerisce un rito in cui un sacerdote si trova davanti a un altare, sul quale giace l ‘”essere celeste perfetto” o la sacerdotessa. Infatti, Ippolito (Refutatio VI, 19.5) afferma che i Simoniani chiamavano un rito di apparente promiscuità sessuale, a imitazione di Simone ed Elena, “il santo dei santi”. Qui deve terminare l’antica narrazione storica, poiché molte delle opere di Simon Mago furono distrutte come eretiche dai cristiani, compresi i dettagli della sua Messa gnostica.

LA RICOSTRUZIONE MODERNA DELLA MASSA GNOSTICA

Nel 1913, Aleister Crowley, nel corso della sua Grande Opera per ripristinare la reputazione e la conoscenza della Magia nel mondo, creò una ricostruzione dell’antica Messa Gnostica Simoniana durante una visita a Mosca. Secondo W.B. Crowley, la scrisse “sotto l’influenza della Liturgia di San Basilio della Chiesa Russa”. Intitolata  Liber XV, la Messa Gnostica , Crowley ne parla nel capitolo 73 delle sue  Confessioni :

La natura umana esige (nella maggior parte dei casi) la soddisfazione dell’istinto religioso e, per molti, ciò si realizza al meglio attraverso mezzi cerimoniali. Desideravo quindi costruire un rituale attraverso il quale le persone potessero entrare in estasi, come hanno sempre fatto sotto l’influenza di un rituale appropriato… Decisi che il mio Rituale avrebbe dovuto celebrare la sublimità dell’azione delle forze universali senza introdurre teorie metafisiche discutibili. Non avrei fatto né sottinteso alcuna affermazione sulla natura che non sarebbe stata approvata anche dal più materialista degli scienziati. In apparenza questo può sembrare difficile; ma in pratica ho trovato estremamente semplice combinare le concezioni più rigidamente razionali dei fenomeni con la celebrazione più elevata ed entusiasta della loro sublimità.

La Messa Gnostica che ne risultò fu pubblicata per la prima volta nel marzo del 1918 su  The International , con il titolo  Ecclesiæ Gnosticæ Catholicæ Canon Missæ; Edited from the Ancient Documents in Assyrian and Greek by the Master Therion . Il riferimento all’assiro nel sottotitolo ricorda che Crowley era ben consapevole delle origini samaritane della Messa. Crowley, grazie alla sua profonda intuizione sulla natura della magia, aveva portato alla luce la tradizione gnostica nascosta all’interno della cerimonia della Liturgia di San Basilio, l’aveva liberata dalla teologia cristiana che l’aveva sovrapposta per secoli e aveva dimostrato la fondamentale continuità dello gnosticismo simoniano con la sua filosofia liberatrice nota come  Thelema .

Un documento originale di Thelema,  il Libro della Legge , ricevuto da Crowley nel 1904, gli ordinava di agire come sacerdote in consorte con una sacerdotessa chiamata la  Donna Scarlatta  , la quale doveva stare “nuda e gioiosa nel mio tempio segreto”. Che Crowley, uomo colto, abbia riconosciuto nella descrizione l’antico mito di Simone ed Elena in una nuova forma non dovrebbe sorprendere, ma la sua ricostruzione della Messa Gnostica basata sui criptici accenni e suggerimenti del  Libro della Legge  fu una manifestazione del suo vero genio.

RIFERIMENTI

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